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Gioco d’azzardo, come smettere

Prima di entrare e iniziare il trattamento in sala slot la persona, affetta dalla dipendenza da gioco d'azzardo, viene informata sul protocollo

Immersa nelle campagne di Amelia, in provincia di Terni, esiste una Comunità nella quale viene praticato un trattamento terapeutico del gioco d’azzardo alquanto interessante, dove i ludopatici fanno un percorso di cura immersi nella natura e non solo.

Prima di entrare e iniziare il trattamento in sala slot la persona, affetta dalla dipendenza da gioco d'azzardo, viene informata sul protocollo

C’è anche infatti una sala dove si svolge la cura alla dipendenza da gioco d’azzardo.

Una vera e propria sala slot che riproduce realisticamente quelle dove si gioca nei vari luoghi ( bar, tabaccherie, sale apposite e casinò) della società in cui viviamo.
In questa sala le persone, sono sottoposte ad una serie di stimoli guidati, che loro già conoscono perfettamente ma, che a differenza di prima, dovranno fronteggiare in modo funzionale per non rimanere vittime del processo additivo. Prima di entrare e iniziare il trattamento in sala slot la persona, affetta dalla dipendenza da gioco d’azzardo, viene informata sul protocollo, in merito alla durata dello stesso e sulla sequenza delle attività individuali e di gruppo.

La realizzazione del progetto di cura è della Comunità Incontro presso il Centro Madre di Molino Silla ad Amelia ( Tr).

La Comunità Incontro fondata da Don Gelmini nel 1979 è una scuola di vita per il recupero di tossicodipendenti, alcolisti, ludopatici ed emarginati in genere.
Ospita anche persone che devono scontare misure di pena alternativa segnalate dal Ministero di Grazia e Giustizia.

L’equipe multidisciplinare è formata da psicoterapeuti, psichiatri, assistenti sociali, educatori, medici, infermieri e ufficio legale.
La riabilitazione attraverso il lavoro a contatto con la natura.
Alla Comunità Incontro ci sono anche tre giardini terapeutici progettati e realizzati per trattare specifiche condizioni come le dipendenze, l’alzheimer e l’autismo, attraverso le essenze arboree. Nello specifico i giardini terapeutici sono stati realizzati per offrire e suscitare stimoli sensoriali, tattili, olfattivi, uditivi e visivi, attraverso piante profumate, aromatiche e dalla fioritura prolungata con lo scopo di produrre effetti terapeutici sui pazienti permettendo, in alcuni casi, anche di ridurre le terapie farmacologiche.

Un mantra da loro usato:
“La Comunità Incontro ti aiuta a costruire giorno dopo giorno un uomo nuovo, che non dovrà più vergognarsi dei propri errori”

Responsabile della struttura è Giampaolo Nicolasi.
Una bella realtà a un passo dalla Tuscia.

Contatti 0744977208
accoglienza@comunitaincontro.org

 

Ilaria Porziani

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