Europa tra spreco e fame: 42 milioni senza pasti adeguati mentre si buttano 58 milioni di tonnellate di cibo.
“Good Food 4 All”, campagna europea sostenuta da oltre 340 organizzazioni europee (oltre 60.000 adesioni raggiunte), punta a 1 milione di firme per cambiare la normativa UE sul diritto al buon cibo.
Il 74% dei decessi è legato a malattie non trasmissibili, con l’alimentazione non sana tra i principali fattori di rischio, mentre il 29% dei bambini europei è in sovrappeso o obeso.
Il sistema alimentare contribuisce in modo significativo alle emissioni globali e alla crisi delle risorse naturali.
In Europa si produce più cibo di quanto se ne consumi, eppure oltre 42 milioni di persone non riescono ad avere un pasto adeguato ogni due giorni. Nello stesso tempo, ogni anno vengono sprecate più di 58 milioni di tonnellate di cibo, pari a circa 130 kg pro capite, per un valore superiore ai 130 miliardi di euro (Commissione Europea¹).
Una contraddizione strutturale tra abbondanza ed esclusione, che non riguarda solo la distribuzione delle risorse, ma un sistema alimentare con forti ricadute su salute pubblica, ambiente ed equità sociale.
Per rispondere a questo squilibrio nasce Good Food 4 All, una campagna sostenuta da oltre 340 organizzazioni europee, che ha lanciato un’Iniziativa dei Cittadini Europei con l’obiettivo di raggiungere 1 milione di firme, dopo le oltre 60.000 già raccolte, per chiedere all’UE una legge organica sul cibo e il riconoscimento del diritto al cibo.
A rendere questa iniziativa unica è la sua origine concreta e replicabile. Nasce a Ginevra nel 2023 dall’incontro tra l’italiano Walter El Nagar, e Christophe Golay. El Nagar è fondatore della Fondazione Mater e ideatore del Refettorio di Ginevra, un luogo che ogni sera offre pasti gratuiti a persone vulnerabili, finanziati dai clienti paganti, garantendo la stessa dignità alimentare per tutti. Durante la pandemia ha distribuito decine di migliaia di pasti, evolvendo in una vera infrastruttura sociale del cibo.
Da qui nasce il Forum Demopratico sul diritto al cibo, che coinvolge persone senza fissa dimora, accademici e decisori politici. Il percorso porta al Manifesto di Ginevra e all’obiettivo di inserire il diritto al cibo nella Costituzione del Canton Ginevra. Nel 2023 il progetto arriva a Roma e si sviluppa tra Bruxelles e Berlino come proposta giuridica europea. Nel 2024 il secondo Forum riunisce circa 60 organizzazioni europee, da cui prende forma l’iniziativa.
“Non possiamo più accettare che milioni di persone vivano senza pasti adeguati mentre enormi quantità di cibo vengono sprecate”, dichiara Walter El Nagar.
Impatto sanitario
Ma gli effetti non sono solo sociali: sono anche profondamente sanitari. Un terzo dei cittadini europei affronta difficoltà economiche nell’accesso a cibi nutrienti, con conseguenze dirette su malnutrizione, obesità, diabete, malattie cardiovascolari e sviluppo dei bambini.
Le diete non equilibrate rappresentano uno dei principali fattori di rischio per le malattie croniche non trasmissibili, come diabete, patologie cardiovascolari e tumori, e contribuiscono a una quota significativa della mortalità complessiva. Sono responsabili di circa il 74% dei decessi globali (Organizzazione Mondiale della Sanità²), con l’alimentazione tra i principali fattori di rischio.
Nei bambini il fenomeno è in crescita, con una diffusione sempre più ampia del sovrappeso infantile già in età precoce. In Europa circa il 29% dei bambini è in sovrappeso o obeso (Organizzazione Mondiale della Sanità³), con una tendenza in aumento già in età scolare.
La combinazione tra diete inadeguate e crescente consumo di alimenti ultra-processati sta generando una crisi sanitaria pubblica silenziosa che colpisce soprattutto le fasce più vulnerabili. In molti Paesi europei oltre il 50% dell’apporto calorico giornaliero deriva da alimenti ultra-processati (BMJ⁴), con effetti crescenti su obesità e malattie metaboliche.
Impatto ambientale
Il problema è anche ambientale e climatico. Lo spreco alimentare e l’agricoltura industriale producono emissioni di gas serra (CO₂, metano e protossido di azoto), contribuendo al riscaldamento globale e a eventi estremi come siccità, alluvioni e ondate di calore.
Circa il 10% delle emissioni globali di gas serra è legato allo spreco alimentare (EUFIC⁵), mentre il sistema alimentare europeo contribuisce in modo significativo alle emissioni complessive (CommissioneEuropea¹). Questi fenomeni riducono la produzione agricola, aumentano i prezzi e aggravano l’insicurezza alimentare. Intanto il degrado del suolo, la perdita di biodiversità e il consumo eccessivo di risorse colpiscono circa un terzo dei territori europei. Oltre il 60% dei suoli europei è degradato e circa l’80% degli habitat naturali è in cattivo stato di conservazione (Agenzia Europea dell’Ambiente⁶), con impatti diretti sulla resilienza del sistema alimentare.
Impatto economico e risorse
Il costo nascosto del cibo economico è spesso invisibile: allevamenti intensivi, filiere opache e modelli produttivi insostenibili. Il mercato resta fortemente concentrato, con poche multinazionali che controllano sementi e prezzi, limitando biodiversità e diritti dei contadini.
I costi sanitari legati a cattiva alimentazione e obesità possono arrivare fino al 7% della spesa sanitaria totale in alcuni Paesi europei (Commissione Europea¹).
Anche l’acqua, risorsa essenziale per il cibo, è sotto pressione crescente: circa il 70% dell’acqua dolce globale è utilizzato per l’agricoltura (FAO⁷). Proteggere l’acqua significa proteggere il sistema alimentare e il diritto al cibo.
Dimensione globale
A livello globale più di 700 milioni di persone soffrono la fame, mentre miliardi non possono permettersi una dieta adeguata. Un cambiamento legislativo europeo può rafforzare il diritto al cibo anche nei paesi terzi, evitando che l’UE esporti insicurezza alimentare.
“Il diritto al buon cibo non può restare un principio: deve diventare legge. Una legge che trasformi il sistema alimentare europeo in un modello che metta al centro le persone, la salute, l’ambiente e l’equità sociale”, dichiara Walter El Nagar. – “Il diritto al buoncibo non deve più essere un’aspirazione, ma una realtà concreta. La campagna Good Food 4 All invita tutti i cittadini a firmare l’Iniziativa dei Cittadini Europei per fare della tutela del buon cibo per tutti una priorità, un diritto garantito dalla legge”, conclude El Nagar.






