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Guido Lomoro, il Direttore del Teatrosophia si racconta ai microfoni di radiotusciaevents.com

Guido Lomoro:  ho studiato molto, ho frequentato corsi e ho iniziato a fare spettacoli.

Stefania Capati: benvenuti a una nuova puntata dello Speciale del TG degli Eventi. Oggi abbiamo con noi Guido Lomoro, direttore artistico del Teatrosophia di Roma. Benvenuto!

Guido Lomoro:  ho studiato molto, ho frequentato corsi e ho iniziato a fare spettacoli.

Guido, tu sei alla guida di questo teatro che a Roma è un vero gioiellino. Quando sono entrata per la prima volta al Teatrosophia mi sono sentita subito accolta: secondo me il vostro tratto distintivo è proprio l’accoglienza.

Ho una domanda da farti, per spiegare a quelle poche persone che ancora non vi conoscono, com’è nata l’idea del Teatrosophia? Chi l’ha avuta e come si è sviluppato il progetto?

Guido Lomoro:  ho studiato molto, ho frequentato corsi e ho iniziato a fare spettacoli. Successivamente ho avvertito l’esigenza di aprire una struttura, una scuola. Nel frattempo avevo formato un gruppo con cui mettevamo in scena spettacoli in giro per Roma e fuori città.

Il sogno era proprio quello di arrivare ad avere un nostro teatro, il Teatrosophia. Ci siamo riusciti dopo diversi anni, superando non poche difficoltà economiche e burocratiche. La svolta è arrivata nel 2016, anno dell’incontro con il locale in via della Vetrina.

Sto semplificando molto, perché in realtà è stato un percorso complesso. L’obiettivo non era solo aprire uno spazio, ma creare un vero punto di riferimento culturale in un contesto non facile. Ci teniamo molto a sottolineare la grafia: si scrive Teatrosophia, tutto attaccato, ed è una scelta ricca di significato. Siamo una realtà piccola, ma vogliamo essere un presidio culturale costante.

Stefania Capati: parliamo della stagione 2026-2027. Raccontaci qualcosa su questa nuova programmazione.

Guido Lomoro:  per questa nuova stagione abbiamo fatto una scelta precisa, non usiamo più il termine “stagione” e nemmeno la parola “cartellone“. L’abbiamo intitolata “Trama”, e le singole opere non le chiamiamo spettacoli, ma “capitoli”.

Al Teatrosophia abbiamo l’ambizione di non proporre un semplice elenco di titoli che si susseguono l’uno dopo l’altro. Vogliamo offrire una serie di capitoli che raccontano storie e si intrecciano tra loro a formare un’unica trama. Si intrecciano per temi, per artisti che ritornano e per nuove collaborazioni che nascono all’interno dello spazio. Gli stili sono vari e diretti, ma c’è un’unica filosofia di fondo che unisce tutti gli artisti coinvolti.

Stefania Capati:  un’altra curiosità: per accedere al Teatrosophia è necessario tesserarsi. Ci spieghi come funziona e dove i futuri soci possono trovare tutte le informazioni su questi “capitoli”?

Guido Lomoro: poiché siamo un’associazione culturale, per accedere alla sala e agli eventi è necessaria la tessera associativa, che costa 5 euro a stagione ed è quindi assolutamente accessibile a tutti.

Inoltre, la particolarità di Teatrosophia è che dopo ogni spettacolo offriamo un aperitivo. Non è soltanto un’occasione per bere e mangiare cose buone, ma un momento d’incontro informale con gli artisti. Si crea l’opportunità di approfondire lo spettacolo appena visto, attraverso un contatto diretto, cosa che nessun programma di sala può offrire. Tesserarsi al Teatrosophia significa entrare a far parte di una vera e propria comunità.

Tutte le informazioni sulla “trama” della stagione 2026-2027, su chi siamo, su come funzioniamo e sulle persone che lavorano qui si trovano sul nostro sito web. Tuttavia, la cosa migliore rimane sempre venire a trovarci di persona per conoscersi e scoprire dal vivo ciò che rappresentiamo.

Stefania Capati: rinnovo con piacere questo invito a tutti i nostri ascoltatori: andate al Teatrosophia a Roma! Conoscerete Guido Lomoro e vi sentirete subito a casa.

Grazie davvero a te, Guido, per essere stato con noi.

Guido Lomoro: grazie a voi, a presto!

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