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Il grande Alberto Sordi. Comico romano di successo

Alberto Sordi

Il grande Alberto Sordi. In questo nuovo articolo per la rubrica Il mercoledì di Lollo parleremo di questo straordinario comico romano.

Il grande Alberto Sordi nasce a Roma il 15 giugno 1920 e muore sempre a Roma il 24 febbraio 2003.

Il grande Alberto Sordi nasce il 15 giugno 1920 in via San Cosimato, 7 nel rione Trastevere di Roma. Alberto è l’ultimo figlio di Pietro Sordi, nato a Valmontone il 14 maggio 1879 e morto a Roma il 4 giugno 1941. Suo padre era professore di musica e strumentista, titolare della tuba contrabbassa dell’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma. Invece sua madre Maria Righetti, nata a Sgurgola l’11 febbraio 1889 e morta a Roma il 29 febbraio 1952, era insegnante elementare.

Completano la famiglia le sue due sorelle e suo fratello. Sua sorella Savina è nata a Roma nel 1911 ed è morta ad Udine il 19 agosto 1972, mentre sua sorella Aurelia è nata a Roma il 15 luglio 1917

Alberto Sordi
Alberto Sordi

ed è morta sempre a Roma il 12 ottobre 2014. Suo fratello Giuseppe è nato a Roma nel 1915 ed è morto a Livorno il 24 agosto 1990. In realtà il 24 maggio 1916 è morto il terzogenito della famiglia dopo solo pochi giorni di vita. Anche egli si chiamava Alberto.

Alberto trascorre parte dell’infanzia a Valmontone e frequenta la scuola elementare Armando Diaz nella quale improvvisa piccole recite in un teatrino con le marionette. Entra anche a far parte come soprano nel coro di voci bianche della Cappella Sistina che era diretto da don Lorenzo Perosi. Tutto questo fino a che la sua voce precocemente si trasforma in basso.

Alberto studia anche canto lirico esibendosi all’opera per una parte della giovinezza.

Nel 1936 incide un disco di fiabe per bambini e con il ricavato parte per Milano iscrivendosi al corso di recitazione all’Accademia dei filodrammatici ed abbandonando gli studi presso l’istituto di avviamento commerciale Giulio Romano di Trastevere. L’esperienza però si rivela un fallimento e Alberto viene espulso a causa della sua percepibile inflessione dialettale romanesca.

Il grande Alberto Sordi si avvicina al mondo della televisione.

Una volta di ritorno a Roma nel 1937, Alberto trova lavoro come comparsa a Cinecittà nel film Scipione l’Africano come un generico soldato romano. Nello stesso anno vince un concorso come doppiatore della voce di Oliver Hardy, Ollio della coppia comica Stanlio e Ollio. Alberto fa coppia con Mauro Zambuto, il doppiatore di Stan Laurel (Stanlio).

Sordi
Sordi

Tra il 1946 e il 1953 lavora alla radio con un programma di Satira. Uno dei suoi personaggi satirici è piaciuto molto a Vittorio De Sica tanto da proporre a lui la trasposizione cinematografica di questo personaggio in “Mamma mia, che impressione!” del 1951.

Alberto Sordi raggiunge la sua popolarità tra il 1952 e il 1955 con alcuni film diretti da Federico Fellini come “Lo sceicco bianco” del 1952 e “I vitelloni”. Altri grandi film di successo di Alberto Sordi sono “Un giorno in pretura” del 1953, “Un americano a Roma” del 1954 e “Piccola Posta” del 1955.

Altri film di Sordi che vale la pena di ricordare sono “Il medico della mutua”, “Il malato immaginario” e “L’avaro”. Questi ultimi due sono ispirati agli omonimi romanzi di Molière.

In fine vale la pena citare uno dei più bei film di Sordi ovvero “Il marchese del Grillo”.

Il grande Albero Sordi muore nel 2003.

Nel 2001 si ammala di tumore ai polmoni. La sera del 24 febbraio 2003 all’età di 82 anni Albero Sordi muore nella sua casa di Roma afflitto oltre che dal tumore anche da polmonite e bronchite. La sua salma viene sottoposta a imbalsamazione e trasferita nella sala delle armi del Campidoglio dove per due giorni consecutivi riceve l’omaggio di una grandissima folla. I funerali solenni si svolgono il 27 febbraio 2003 nella Basilica di San Giovanni in Laterano alla presenza di oltre 250.000 persone. La sua salma è stata poi sepolta nella tomba di famiglia presso il Cimitero Monumentale del Verano. L’epitaffio sulla sua tomba recita: “Sor marchese, è l’ora”, battuta che rende omaggio al suo film “Il marchese del Grillo”.

Lorenzo Bernardini

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