Rullano i tamburi, uomini con saio marrone, mantellina viola, incappucciati e muniti di stendardo, bussano di casa in casa chiedendo offerte di vario genere. Sia per chi conosce la tradizione, sia per chi la vive per la prima volta, la scena è suggestiva. Si tratta dell’Opera Pia per il Suffragio delle anime del Purgatorio, al secolo la Fratellanza del Purgatorio.
Questa antica usanza vede le sue origini alla fine del XVI secolo, quando i membri della Fratellanza si organizzavano per raccogliere fondi e altri beni di sostentamento per le famiglie in difficoltà, in seguito alle continue angherie del papato; ma anche per onorare e suffragare le anime del Purgatorio.
Ci troviamo a Gradoli, in provincia di Viterbo, un grazioso borgo medievale a nord del lago di Bolsena. Il tutto ha inizio la mattina del giovedì grasso con la questua; i doni (soprattutto prodotti agricoli) verranno poi battuti animatamente all’asta nel pomeriggio nella piazza di Gradoli. Sono proprio i 90 Confratelli, con il ricavato, che il giorno delle ceneri cucineranno, su un fuoco allestito dai fratelli fuochisti già dalle prime ore del mattino con cinquanta quintali di legna, un pranzo di cibi rigorosamente magri, e sempre loro sarà il compito di servire i commensali.
Le cifre sono alte, 2000 persone, giungono da tutta la provincia della Tuscia, per partecipare alla spettacolare mensa (alla quale le donne possono partecipare solo dagli anni 50), allestita all’interno del deposito della cantina sociale del paese. Si consumeranno i tipici Fagioli del Purgatorio, circa 250 kg; minestra con la Tinca, 60 kg, la cui ricetta è nota solo ai confratelli, e ancora luccio, baccalà e nasello. I proventi della manifestazione, (naturalmente detratte le spese) saranno devoluti, come tradizione, per le finalità sociali della Fratellanza del Purgatorio.
Per partecipare al tradizionale banchetto delle ceneri che si terrà mercoledì 6 marzo a Gradoli, occorre prenotare e acquistare i biglietti (per info Pro-Loco Gradoli, piazza Vittorio Emanuele, tel. 0761 456810 ). Ma non dimenticate posate, pane e vino; quelle sono a carico del commensale. I più distratti potranno invece acquistarle presso lo spaccio allestito per l’occasione.






