E’ sempre più sentita l’esigenza di fare turismo lento a contatto con la natura e quindi cosa c’è di meglio di un giro del lago di Bolsena in bici!
Il giro del lago di Bolsena in bici è lungo circa 60 chilometri con qualche salita impegnativa, ma con scorci di luoghi bellissimi come borghi lacustri, paesi medievali e castelli.
Questo percorso deve essere fatto lentamente, con frequenti soste per vedere quanto più possibile di ogni borgo attraversato.
Iniziamo da Montefiascone che può essere raggiunto con il treno e con la bici al seguito. Dalla stazione, il centro del paese dista circa quattro chilometri, ma vi consiglio di prendere la strada che passa sotto il ponte della SS Cassia e si dirige alla periferia di Montefiascone. Sconsiglio vivamente di arrivare al paese pedalando lungo la statale Cassia, perché gli automobilisti hanno la pessima abitudine di credersi al Rally di Montecarlo e quindi vanno a forte velocità.
La strada secondaria che vi ho indicato è asfaltata, poco frequentata dalle macchine e con salite poco impegnative. Il panorama è veramente bello con la cupola della cattedrale di Santa Margherita che domina dall’alto.
Una visita nel centro storico di Montefiascone è d’obbligo ed è imperdibile la visita alla Rocca dei papi, che offre un panorama a 360° gradi, unico al mondo.

La Rocca dei Papi risale alla fine del XII secolo ed era una fortezza voluta da Papa Innocenzo III, che data la sua posizione a 630 metri sul livello del mare, offre una visuale strategica su tutto il territorio che la circonda. Questo edificio ha avuto ruoli importanti nel corso dei secoli ed è anche stata residenza estiva per diversi Papi, fino ad arrivare a Paolo III Farnese che ne decretò l’inizio della decadenza spogliandola dei cannoni in bronzo per portarli a Perugia.
Scendendo dalla Rocca dei Papi, è d’obbligo una sosta per la visita della cattedrale di Santa Margherita che vanta una cupola di 27 metri di diametro ed è la terza per dimensioni in Italia.

La costruzione della cattedrale risale agli inizi del 1500 e si attribuisce il progetto a Michele Sanmicheli con la collaborazione di Antonio da Sangallo il Giovane.
La cattedrale è dedicata a Margherita d’Antiochia e la leggenda che riguarda questa santa è veramente incredibile. Dopo aver subito incredibili torture venne decapitata e dopo varie peripezie i suoi resti furono ritrovati a Montefiascone. Il papa Urbano V fece realizzare un reliquario per contenerne i resti, che adesso è conservato nella cattedrale a lei dedicata.
Proseguendo lungo la via si arriva al pozzo fatto costruire da Urbano V ma proprio di fronte c’è una piccola chiesa che è un vero gioiello di stile romanico. La meravigliosa chiesetta è dedicata a sant’Andrea e sorge sulle rovine di quella più antica e andata perduta. Nel 1200 maestranze lombarde la rifecero totalmente in stile romanico ed è la più antica del genere tuttora esistente in Tuscia.
Proseguendo nel nostro giro si scende verso la piazza che al centro ha una bellissima fontana che fu installata alla fine del 1800 quando fu completato l’acquedotto che dal Monte Cimino porta l’acqua fino alla Rocca di Montefiascone.
Continuando lungo il corso, si scende fino al tempio di San Flaviano che secondo alcuni storici locali ha un’origine etrusca. In epoca romana l’antico tempio era dedicato alla Dea Minerva, ma con il Cristianesimo venne consacrato alla Vergine Maria.
In epoche successive il tempio grazie alla sua felice posizione sulla via Cassia divenne sempre più importante anche perché intorno vi era cresciuto un abitato che offriva tutti i servizi possibili utili ai pellegrini che percorrevano la via Francigena.
All’interno della chiesa sono state rinvenute le ossa del martire Flaviano ed è per questo che successivamente venne dedicata al santo.
Nell’XI secolo l’antica chiesa venne ricostruita in stile romanico come è riportato da una lapide posta sulla facciata esterna. Nel testo della lapide si cita un certo Lando che a sue spese provvide a riadattare al culto e alla fede le vecchie rovine, innalzando anche la navata superiore.
Altri rimaneggiamenti si sono succeduti nei secoli e ci sono vari particolari da osservare con attenzione durante la visita.
Il primo è quello scolpito sul capitello della seconda colonna a destra dell’altare, dove si può notare una figura umana che si tiene il mento con la mano sinistra, mentre con la destra indica una scritta:
osservando la chiesa guardate la nostra barba. Sono il custode della chiesa scolpito per ingannare gli altri.
Molto probabilmente è una scritta ironica rivolta ai curiosi che intralciavano i lavori di ricostruzione.
Il seguito nel prossimo articolo.






