Un intervento diretto, partecipato, capace di guardare avanti senza perdere il contatto con la realtà. In occasione di un incontro pubblico, la Magnifica Rettrice dell’Università degli Studi della Tuscia Prof.ssa Tiziana Laureti, ha ribadito con forza quanto il destino dell’ateneo e quello del territorio siano profondamente intrecciati.
Al centro del suo intervento, l’idea di un’università che non si limita a trasmettere conoscenze, ma che diventa spazio di crescita, laboratorio di idee e leva concreta di sviluppo sociale ed economico. Un’Università che dialoga con il mondo che la circonda e ne interpreta i bisogni, senza rinunciare alla propria identità.
«La competenza non è distanza, ma solidità», ha spiegato la Magnifica Rettrice, sottolineando l’importanza di costruire percorsi formativi capaci di parlare ai giovani e al mercato del lavoro, ma anche di valorizzare le specificità della Tuscia. L’obiettivo è chiaro: offrire agli studenti competenze solide e opportunità reali, affinché possano immaginare e costruire il proprio futuro senza essere costretti a cercarlo altrove.
Nel corso dell’incontro, la Magnifica Rettrice ha toccato alcuni temi chiave che guideranno le scelte dell’ateneo nei prossimi anni. Dalla ricerca, chiamata a giocare un ruolo centrale nella transizione ecologica e nella sostenibilità, fino all’attenzione per l’inclusione e il benessere degli studenti, che devono restare il fulcro di ogni decisione. Fondamentale anche il rapporto con il tessuto produttivo locale: rafforzare il dialogo con le imprese significa creare occasioni concrete di inserimento lavorativo per i laureati e trattenere talenti sul territorio.
La visione della Prof.ssa Tiziana Laureti è stata accolta con interesse e apprezzamento dalle istituzioni presenti. Una leadership che punta a rafforzare il profilo nazionale e internazionale dell’Unitus, senza perdere quella dimensione umana e “a misura di studente” che rappresenta uno dei suoi tratti distintivi.
In un contesto segnato da trasformazioni rapide e profonde, il messaggio finale è stato chiaro e fiducioso: la Tuscia ha tutte le potenzialità per diventare un punto di riferimento per innovazione, cultura e formazione. A patto che università e territorio continuino a camminare insieme, nella stessa direzione.






