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Carla Laura Petruzzelli: da Artemisia Gentileschi ai social manager ante litteram, così la cultura spiega l’autonomia femminile

Carla Laura Petruzzelli, che è formatrice, consulente di management e ha creato un metodo veramente interessante per spiegare la leadership e la crescita personale

Intervista di Stefania Capati a Carla Laura Petruzzelli per radiotusciaevents.com

Stefania Capati: al Tg degli E20 oggi abbiamo un graditissimo ritorno: Carla Laura Petruzzelli, che è formatrice, consulente di management e ha creato un metodo veramente interessante per spiegare la leadership e la crescita personale attraverso le opere d’arte. Laura, come nasce l’idea di usare l’arte per parlare di leadership e autonomia?

Carla Laura Petruzzelli: durante le innumerevoli visite ai molti musei che sono qui a Roma, osservavo le opere d’arte esposte. All’improvviso mi è apparsa quella che è la nozione di management: quando guardi un’opera d’arte non devi solo fissarla, ma devi immaginarne tutto il contesto. Attraverso questa lettura, ho compreso che c’erano degli spunti di management, anche perché gli autori dell’epoca utilizzavano le opere d’arte per comunicare, e le dinamiche delle persone, dei gruppi e della società sono sempre le medesime. Parliamo di corsi e ricorsi storici. Dall’osservazione di tutto ciò è nata questa idea, che ho successivamente approfondito, studiato e iniziato a divulgare.

Stefania Capati: nelle tue osservazioni emerge la figura di Artemisia Gentileschi, ma anche quella della vestale Tuccia. Che messaggio possono dare alle donne di oggi?

Carla Laura Petruzzelli: Artemisia Gentileschi è un esempio di vita per tutte le donne. Ha avuto una biografia abbastanza difficile, ma è riuscita a realizzarsi, ad avere la forza di reagire e ad affermarsi in un mondo perfettamente maschile. A Roma, nella zona vicino a Palazzo Braschi, possiamo trovare le opere di tutte le artiste romane e soprattutto delle pittrici. Artemisia Gentileschi, attraverso i suoi dipinti, mostra questa forza del carattere e la capacità di reazione delle donne. Una di queste opere, ad esempio, è  l’Aurora, una meravigliosa tela che dimostra un grandissimo coraggio. Tuccia, invece, è stata rappresentata in una scultura, e attraverso lo studio della statua possiamo capire quanto sia stata vessata e ingiuriata. Ha rischiato di essere sepolta viva, ma ha dimostrato la sua innocenza portando l’acqua del Tevere in un setaccio. E cosa è successo poi? Che le persone che l’hanno denigrata sono sparite dalla circolazione e di loro non se ne parla più, mentre lei, che è stata usata e calunniata ma ha saputo dimostrare la propria innocenza, è ancora oggi splendidamente ammirata. Se osservate la statua della Vestale Tuccia, noterete una sensualità e una presenza scenica che attraversano i secoli e restano immutate nel tempo, mentre i suoi nemici sono scomparsi.

Stefania Capati: hai realizzato questo progetto insieme a Monica Ferrarini, unendo arte e management in un’unica esperienza, senza però perdere la vostra forza, ovvero la vostra individualità. Come ci siete riuscite?

Carla Laura Petruzzelli: allora, a me era stato proposto di parlare di management in questo convegno sull’empowerment femminile. Però, siccome di solito si parla sempre di gestione delle risorse umane e mai di ottimizzazione delle stesse, ho detto: “Monica, tu sei un’esperta e una curatrice d’arte. Io faccio l’interpretazione delle opere in chiave manageriale; creiamo in questo convegno qualcosa di diverso, un’esposizione a due voci. Tu esponi l’opera d’arte dal punto di vista storico-artistico e io mi aggancio con l’interpretazione degli spunti di management”. Il risultato è stato eccezionale. Abbiamo condotto una mezz’ora di esposizione con questo tandem tra storia dell’arte e management. Il pubblico non si è annoiato e il giorno dopo ci hanno chiesto i testi delle relazioni. Ma sai, noi abbiamo quasi improvvisato, quindi le relazioni scritte non ci sono. Però, se ce le hanno richieste o se ci vogliono imitare, significa che abbiamo avuto successo. Monica è stata molto generosa perché mi ha permesso di esporre questo mio progetto e io sono stata felice di condividere con lei questa nuova modalità espositiva.

Stefania Capati: in un’occasione tu hai detto che gli artisti del passato erano dei veri e propri social media manager ante litteram. Ci spieghi meglio che cosa significa e come sei arrivata a questo paragone?

Carla Laura Petruzzelli: guardando bene le opere, gli artisti in prevalenza raffiguravano episodi della Bibbia. Il testo sacro, naturalmente, poteva essere letto solo da chi aveva la possibilità di studiare, ma loro diffondevano questi episodi attraverso le loro opere e i loro dipinti. Non solo: diffondevano anche gli eventi di guerra e le scene di vita quotidiana, quindi l’arte era un vero mezzo di comunicazione. Inoltre, questi artisti erano pagati dalle famiglie benestanti e ricche, specialmente qui a Roma, quindi ricevevano vitto, alloggio e un compenso per il lavoro che svolgevano. Anche Caravaggio, quando dipinge Giuditta che decapita Oloferne, o Artemisia Gentileschi, quando presenta Susanna e i Vecchioni, rappresentano episodi biblici. In questo modo ci trasmettono cultura e conoscenza: era il loro modo di comunicare. Al giorno d’oggi potremmo definirli, a tutti gli effetti, i nostri social manager.

Stefania Capati: bellissima immagine questa. Noi adesso abbiamo soltanto un minuto di intervista e in questo minuto vuoi raccontarci quali sono i tuoi prossimi passi con questo progetto?

Carla Laura Petruzzelli: allora, intanto ci sarà l’evento della Roma Future Week il prossimo 25 settembre presso una galleria d’arte qui a Roma, la Galleria Triphè nel rione Borgo Pio, dove presenteremo proprio questo progetto su arte e management. Sarà presente anche una vostra conoscenza, il coach Antoine Mazelli, insieme a Maria Laura Perilli, che è la titolare della galleria. Faremo questa esposizione a tre e poi svilupperemo ancora di più la divulgazione di questa interpretazione del management attraverso le opere d’arte. Andremo avanti in questa direzione perché c’è un grandissimo riscontro e vogliamo soddisfare le molte richieste che ci stanno pervenendo.

Stefania Capati: grazie Carla Laura. Noi continueremo a seguirvi e ti ringraziamo per averci dedicato questa intervista.

Carla Laura Petruzzelli: ma sono io che ringrazio voi per avermi dato l’opportunità di diffondere ancora una volta questa progettualità. Ad maiora a tutti, grazie.

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