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Intervista al professor Leonardo Durante su “Epistemologia dell’educazione: scuola, ricerca e futuro”

professor Leonardo Durante, divulgatore scientifico e già finalista del Global Teacher Prize.

Epistemologia dell’educazione: scuola, ricerca e futuro. Intervista al professor Leonardo Durante

Benvenuti e benvenute a una nuova puntata della rubrica Interviste esclusive. Sono Stefania Capati e oggi voglio parlarvi di un argomento particolarmente importante: scuola, ricerca e futuro.

Dal 21 al 23 ottobre si svolgerà un convegno internazionale dedicato all’epistemologia dell’educazione, che coinvolgerà l’Università degli Studi Link di Roma e rappresentanti del mondo accademico messicano.

L’obiettivo dell’iniziativa è promuovere l’innovazione didattica e trasformare i risultati della ricerca in strumenti concreti per contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica.

Per approfondire questi temi è con noi il professor Leonardo Durante, divulgatore scientifico e già finalista del Global Teacher Prize.

Benvenuto, professore!

Leonardo Durante: buonasera, Stefania. Buonasera a tutti gli ascoltatori e a tutte le ascoltatrici.

Stefania Capati: Le diamo il benvenuto e iniziamo subito a parlare di dispersione scolastica e povertà educativa, problemi che richiedono sicuramente risposte concrete e innovative.

In che modo la ricerca scientifica e le nuove metodologie didattiche, anche attraverso le discipline STEM e la transizione digitale, possono aiutare a coinvolgere maggiormente studentesse e studenti? E, soprattutto, come si possono trasformare queste esperienze in pratiche efficaci da portare ogni giorno nelle nostre scuole?

Leonardo Durante: grazie per la domanda, perché è un tema che mi sta particolarmente a cuore.

Ho cominciato tanti anni fa a Palermo, a Bagheria, dove la dispersione scolastica era, e purtroppo lo è ancora oggi, molto alta. Da diversi anni ormai sono qui a Roma, dove questo fenomeno è presente paradossalmente anche in contesti generalmente più favoriti.

Per contrastare la dispersione scolastica dobbiamo fare in modo che la scuola diventi un luogo di pensiero, ma anche di azione.

Questo si può realizzare attraverso le discipline STEM, integrate con un approccio esperienziale, come il learning by doing, cioè l’imparare facendo. Penso, per esempio, alla robotica educativa e alla progettazione, attraverso le quali la teoria si trasforma in progetti concreti. In questo modo, studentesse e studenti non sono più spettatori passivi, ma diventano protagonisti e creatori.

Ecco perché la transizione digitale, tanto decantata, non può limitarsi a proiettare una slide, mostrare un video o utilizzare una lavagna interattiva. Dobbiamo comprendere che ragazze e ragazzi hanno bisogno di stimoli diversi e che, quindi, è necessario personalizzare i linguaggi e le modalità di apprendimento.

Personalmente utilizzo laboratori interattivi, simulazioni e format multimediali, anche attraverso la divulgazione, proprio per abbattere le barriere dell’apprendimento e coinvolgere anche chi presenta bisogni educativi speciali o incontra difficoltà con la didattica tradizionale.

I progetti interdisciplinari, inoltre, devono essere collegati alla realtà quotidiana e ispirarsi ai problemi che riguardano le nostre comunità, come la sostenibilità e la transizione energetica.

Infine, un approccio che porto avanti già dal 2013 è quello dell’imprenditorialità scolastica, attraverso format come quelli proposti da Junior Achievement. In questo contesto, l’innovazione scientifica assume un ruolo centrale e permette a studentesse e studenti di ideare e realizzare prototipi, servizi o prodotti che possano essere utili al territorio.

Dobbiamo, quindi, superare gli stereotipi e adottare un linguaggio vicino alle nuove generazioni: un linguaggio esperienziale e progettuale, attraverso il quale ragazze e ragazzi possano diventare protagonisti del proprio futuro e imprenditori di sé stessi.

Stefania Capati: mi sembra una presentazione molto esaustiva. Passiamo ora all’organizzazione del convegno, che, da quanto ho visto, si articola in tre tappe.

Il 21 ottobre è prevista un’udienza papale in Vaticano. Ci auguriamo che tutto vada per il meglio!

Leonardo Durante: esatto. Il 22 ottobre si terrà la giornata scientifica presso l’Università degli Studi Link di Roma, mentre il 23 ottobre il percorso si concluderà a Tropea, in Calabria.

Stefania Capati: vorrei chiederle qual è il filo conduttore che unisce queste tre giornate, apparentemente così diverse. E, soprattutto, quale contributo può offrire la collaborazione tra Italia e Messico? Possono nascere nuove idee e nuove prospettive? Che cosa ci può raccontare?

Leonardo Durante: intanto, sì, speriamo che tutto vada bene per il Santo Padre. Al momento, l’udienza in Vaticano del 21 ottobre è confermata.

Il filo conduttore è una visione dell’educazione che mette al centro la scienza e il territorio. Le tre tappe rappresentano prospettive diverse, ma complementari, in una visione olistica dell’educazione.

Il 21 ottobre sarà dedicato alla dimensione etica e comunitaria dell’educazione, per riflettere sui valori verso cui ci stiamo dirigendo e su quelli che trasmettiamo attraverso il nostro modo di educare.

Ogni giorno sentiamo parlare di ragazze e ragazzi che commettono reati. Anche per questo è importante interrogarsi sul ruolo educativo della scuola e della comunità.

Il 22 ottobre, presso l’Università degli Studi Link, che ringrazio di cuore, ci concentreremo sulla dimensione accademica, scientifica e metodologica. Desidero ringraziare anche Jesús Castagnera, proveniente dal Messico, per la collaborazione. In questa giornata presenteremo i nostri strumenti, le nostre ricerche e le metodologie che speriamo di poter mettere in campo nei prossimi anni.

Infine, come dicevo, io vengo dal Sud e il 23 ottobre saremo in Calabria. Questa tappa risponde a una domanda fondamentale: come possiamo portare l’innovazione dal centro alle periferie e alle comunità locali?

Ecco perché abbiamo scelto di articolare il convegno in tre momenti distinti.

Per quanto riguarda la collaborazione tra Italia e Messico, abbiamo deciso di cooperare e di sviluppare una prospettiva educativa comparata, condividendo buone pratiche ed esperienze.

Il confronto tra i due Paesi permette di mettere in relazione contesti ricchi di potenzialità, ma anche complessi dal punto di vista sociale. Vogliamo dimostrare che il contrasto alla povertà educativa e la modernizzazione del territorio sono sfide globali, che richiedono reti transnazionali e collaborazione tra realtà diverse.

È proprio questo l’obiettivo del percorso che stiamo cercando di costruire insieme.

Stefania Capati: abbiamo ancora un minuto e mezzo per l’ultima domanda.

Considerando la dimensione istituzionale e scientifica dell’iniziativa, che cosa potranno portare a casa docenti e dirigenti scolastici al termine di queste giornate? Quali strumenti, opportunità e spunti di lavoro potranno essere utilizzati nelle scuole e condivisi con i territori?

Leonardo Durante: grazie per la domanda. Cercheremo di divulgare strategie per integrare le tecnologie digitali nella didattica, con strumenti che possano essere applicati concretamente in aula.

I materiali che presenteremo durante il convegno saranno scaricabili e accessibili, così da poter essere utilizzati nei diversi territori.

Spero, inoltre, che avremo la possibilità di costruire basi solide per una collaborazione tra scuole, università e centri di ricerca italiani e internazionali, superando quegli isolamenti che spesso caratterizzano il nostro sistema, anche a causa di procedure burocratiche differenti.

L’obiettivo è lavorare insieme, condividere le esperienze e mettere in rete le competenze.

Stefania Capati:  ricordiamo le date del convegno, intitolato Epistemologia dell’educazione: dal 21 al 23 ottobre, con appuntamenti in Vaticano, presso l’Università degli Studi Link di Roma e, nell’ultima giornata, a Tropea.

Ringrazio il professor Leonardo Durante per il suo intervento.

Vorrei ricordare a chi desidera partecipare che, all’interno dell’articolo pubblicato su Radio Tuscia Events, troverà il link per iscriversi. È sufficiente cliccare sul collegamento e seguire le indicazioni.

https://forms.gle/BxrdEFnbPF43urzu9

Leonardo Durante: certamente. Vorrei rivolgere il mio invito a tutte e a tutti, non soltanto a docenti e dirigenti scolastici. Saranno presenti anche tante studentesse e tanti studenti provenienti da scuole diverse.

Se posso, vorrei approfittare di questi ultimi secondi per lasciare un messaggio alle colleghe e ai colleghi che ci stanno ascoltando.

L’insegnamento non è la semplice trasmissione di un programma: significa accendere la scintilla della curiosità.

Ogni volta che portiamo in classe un progetto innovativo o proponiamo una nuova sfida, stiamo offrendo a una ragazza o a un ragazzo un’alternativa per il proprio futuro.

La scuola deve continuare a essere un motore di mobilità sociale e di cambiamento. Per questo dobbiamo essere noi, per primi, a coltivarla con passione e rigore, ma soprattutto con uno sguardo rivolto al futuro.

Perché ragazze e ragazzi sono il nostro futuro.

Stefania Capati: bellissimo questo messaggio, professore. La ringrazio tantissimo per le sue parole e per il tempo che ci ha dedicato.

Leonardo Durante: Grazie Stefania, davvero di cuore.

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