LIVATINO IL GIUDICE E I SUOI ASSASSINI di MICHELE PLACIDO | Il trailer in anteprima | Prossimamente su Rai 1 e Rai Play
regia di
Michele Placido
con
Giuseppe De Domenico
Leonardo Maltese
Nino Frassica
Michela De Rossi
Ninni Bruschetta
Brenno Placido
Scritto da
Angelo Pasquini, Fidel Signorile, Michele Placido
Una coproduzione
Rai Fiction – Goldenart Production – Rai Com
Prodotto da
Federica Luna Vincenti
Miniserie tv in 4 episodi da 50′
In prima visione prossimamente su Rai 1 e Rai Play
Negli anni Ottanta, nell’agrigentino, si incrociano i destini del magistrato Rosario Livatino e di un gruppo di giovani stiddari, cresciuti nella povertà e attratti dalla criminalità come via di riscatto. Livatino combatte il potere mafioso colpendone patrimoni, interessi economici e radicamento nel territorio, mentre gli stiddari avanzano nella provincia conquistando spazio e consenso. In un chiasmo narrativo che oppone legge e violenza, giustizia e sopraffazione, i due percorsi si avvicinano fino al 21 settembre 1990, quando un commando della Stidda uccide il magistrato. La sua testimonianza di giustizia e fede lo renderà un simbolo della lotta alla mafia e il primo magistrato della storia a essere proclamato beato dalla Chiesa cattolica.
Il protagonista, nel ruolo del giudice, è Giuseppe De Domenico, affiancato da Leonardo Maltese, Nino Frassica, Michela De Rossi, Ninni Bruschetta, Brenno Placido e da un cast di attrici e attori eccezionali.
Per la prima volta Michele Placido firma la regia di una fiction per la Rai, una coproduzione Rai Fiction – Goldenart Production – Rai Com, prodotta da Federica Luna Vincenti, realizzata con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, Regione Siciliana, Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo – Sicilia Film Commission.
Rosario Livatino (1952–1990) è stato un magistrato italiano, simbolo di integrità morale, rigore professionale e lotta alla criminalità organizzata. Nato a Canicattì, in provincia di Agrigento, ha dedicato la sua breve ma intensa vita alla giustizia, diventando una delle figure più emblematiche della storia giudiziaria e civile del nostro Paese.
Entrato in magistratura a soli venticinque anni, Livatino lavorò prima come sostituto procuratore e successivamente come giudice a latere presso il Tribunale di Agrigento. Nonostante la giovanissima età e le scarse risorse a disposizione, condusse indagini incisive sulla mafia agrigentina e sulla Stidda, un’organizzazione criminale emergente e particolarmente feroce. Fu tra i primi a intuire l’efficacia dell’aggressione ai patrimoni illeciti, applicando la confisca dei beni e ricostruendo gli intrecci finanziari tra mafia, politica e imprenditoria locale.
Noto anche con la celebre definizione postuma di «giudice ragazzino» — espressione pronunciata da Francesco Cossiga per evidenziare la giovane età dei magistrati in prima linea —, Livatino visse il proprio impegno con straordinario senso del dovere e dignità, rifiutando spesso soluzioni di comodo pur di non compromettere la propria indipendenza.
La mattina del 21 settembre 1990, mentre guidava senza scorta verso il Tribunale di Agrigento lungo la statale 640, venne affiancato da un commando di killer della Stidda e brutalmente assassinato a soli 38 anni.
A caratterizzare la figura di Livatino fu anche una profonda e riservata dimensione spirituale. Per il magistrato, la ricerca della giustizia non era un semplice esercizio burocratico, ma un atto di responsabilità morale e di fede, sintetizzato nelle sigle S.T.D. (Sub Tutela Dei) che era solito apporre nei suoi appunti personali. Il 9 maggio 2021 è stato proclamato beato dalla Chiesa cattolica, primo magistrato nella storia a ricevere questo riconoscimento come martire della giustizia e della fede.






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