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Pier Paolo Pasolini sapeva farti innamorare

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Proiezione docufilm “Comizi di Tuscia – Pier Paolo sapeva farti innamorare”

L’associazione culturale Il Fascino del passato, in occasione della rassegna “Pier Paolo Pasolini in Tuscia”, organizzata dalle associazioni culturali Tarquinia Film Office, la Lestra, Arte e storia, in occasione del centenario dalla nascita di Pier Paolo Pasolini, presenterà il docufilm d’indagine socio-antropologica Comizi di Tuscia – Pier Paolo sapeva farti innamorare…”, regia di Marco Rossi e Aurora Montanaro (2022), sabato 19 novembre, a Tarquinia alle ore 17.30, presso la sala Sacchetti del Palazzo dei Priori, in via dell’Archetto n. 4.

La giornata del 19 novembre sarà introdotta da Alessandra Sileoni, Presidente della Società Tarquiniense di arte e storia, per illustrare il rapporto di amore incondizionato di  Pasolini con la Tuscia.

Seguirà l’interludio iniziale con la proiezione “Immagini di vita”, foto-racconto del poeta corsaro, con intermezzi di narrazione a cura dell’attore e Narratore di Comunità Marco Rossi.

La narrazione letteraria e filmica ci porterà a scoprire una dimensione più intima e personale del poeta alle prese con la quotidianità familiare nella sua suggestiva dimora di Chia, nella Tuscia, dove ha vissuto gli ultimi anni della sua vita.

Partecipazione gratuita

Dove è sepolto Pier Paolo?

Il Cimitero di Casarsa della Delizia si trova poco fuori del centro abitato, lungo la via che porta a Valvasone, al numero civico 97 di Via, appunto, Valvasone.
E’ meta del continuo pellegrinaggio dei tanti appassionati che vogliono rendere omaggio alla tomba di Pier Paolo Pasolini, che vi è sepolto dopo i funerali del 6  novembre 1975. La tomba del poeta, progettata dall’architetto friulano Gino Valle (1923-2003) alla fine degli anni Settanta, si trova a sinistra dell’ingresso. Si tratta di un sepolcro spartano, costituito da una lapide grigia posta sul terreno di una piccola isola verde, con la sola scritta nel carattere Bodoni caro allo scrittore PIER PAOLO PASOLINI  (1922-75). La lapide è accostata a una lapide gemella, quella del sepolcro della madre Susanna Colussi, defunta nel 1981 e di seguito posta accanto a Pasolini, con richiamo al profondo legame che tenne uniti per tutta la vita il figlio e la madre.
Nella voluta assenza di elementi decorativi, Gino Valle ha segnalato con due elementi la presenza del poeta. Da un lato, vi è una sottile striscia di marmo che,  partendo perpendicolarmente dalla tomba pasoliniana, si stacca tra la ghiaia del vialetto del cimitero, quasi a costringere il passante a fermarsi e gettare lo sguardo al luogo dove il poeta riposa. Dall’altro lato, vi è un alloro, antico simbolo arboreo dei poeti, che all’interno dell’aiuola ombreggia le due lapidi.

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