Rocca Respampani gode di uno splendido paesaggio circondata da ben 5 tra fiumi e torrenti.
Il nome del castello fattoria deriva da quello di una precedente rocca, la rocca Vecchia di proprietà dei Spampani di Tuscania, che era stata eretta a pochissima distanza da quella attuale.
Nel 1607 Ottavio Tassoni d’Este, Precettore del Santo Spirito, aveva iniziato la costruzione dandone commissione all’architetto Canio (o Ascanio) Antonietti.
L’idea originale era quella di costruire un palazzo che fosse anche fattoria. Che fosse sufficientemente elegante per ospitare il governatore e il suo seguito di funzionari, ma allo stesso tempo essere in grado di ospitare i contadini che vi lavoravano.
Negli anni successivi il maniero diventerà di proprietà di Fra’ Cirillo Zabaldani.
Questo personaggio non godeva di grandi simpatie e il campanari uno storico locale del XIX secolo lo descrive “uomo insolente e di mala condizione misleale [..] spergiuro e traditore”; si racconta che fu lui a munire la Rocca Nuova con “gagliarde fortificazioni e spingarde gettate di ferro […]”.
La cattiva nomea spinse la popolazione a non trasferirsi nella nuova rocca, quindi Fra’ Cirillo Zabaldani, ne farà sospendere i lavori per dedicarsi alla costruzione della Chiesa dell’Addolorata sita nel piccolo borgo di Monte Romano.
Nel piccolo borgo c’era l’osteria, c’erano i campi di lavoro; qui la gente lavorava e viveva, e non aveva alcun motivo di spostarsi a Respampani.
Così i lavori alla Rocca vennero interrotti a metà del XVII secolo, lasciando l’immobile in quello stato incompleto che ancora oggi conserva.
L’interno di Rocca Respampani seppur ampiamente restaurato, conserva la grande sala con un gigantesco camino scolpito con bellissimi soffitti a cassettoni. Sul portone d’ingresso rimane un grande stemma. Sono visitabili anche le cucine e le segrete.
Piccole testimonianze di un periodo che racchiude storie, misteri, delitti, segreti di questo sconosciuto angolo della Tuscia.
Uscendo dalla Rocca e scendendo l’antica strada consolare romana Clodia verso la Valle del fiume Traponzo si arriva al ponte di Fra’ Cirillo. Secondo una leggenda venne costruito in una sola notte tra il 1661 e il 1665 come risultato di una scommessa che il frate fece con il Diavolo in persona. Ma questa leggenda si ritrova in molti luoghi d’Italia.
In realtà Nel Medioevo la precedente struttura ha assicurato il transito a migliaia di pellegrini che dai Paesi del nord-ovest dell’Europa, dovevano raggiungere Roma.
Di fronte su un alto sperone di tufo è visibile la Rocca Vecchia, un insediamento sorto nell’XI secolo sulle rovine di un precedente sito etrusco limitrofo alla via etrusca Clodia.
L’antico abitato è totalmente distrutto, rimangono solo alcuni tratti delle mura perimetrali, alcuni monconi di torri ed il campanile a vela della pieve di San Giovanni.
Stefania Capati






