Terence Hill. Oggi in questo nuovo articolo per la rubrica Il mercoledì di Lollo parleremo di questo straordinario attore italiano.
Terence Hill nasce a Venezia il 29 marzo 1939.

Mario Girotti, in arte Terence Hill, nasce a Venezia il 29 marzo 1939. Suo padre Girolamo Girotti è originario di Amelia, in provincia di Terni, mentre sua madre Hildegard Thieme è di origine tedesca, di Dresda. A 4 anni, a causa del lavoro del padre, un chimico della Schering, si trasferisce con la sua famiglia in Germania, a Lommatzsch, in Sassonia, cittadina natia dei nonni materni.
Lui è il secondogenito di tre figli. I suoi fratelli sono Odoardo e Piero, che hanno avuto piccole esperienze in ambito cinematografico in tenera età. Mario vive la sua prima infanzia con i nonni materni a Lommatzsch, durante i bombardamenti anglo-americani della Seconda guerra mondiale. Poi nel 1945, all’età di sei anni, torna in Italia e si stabilisce ad Amelia.
Il debutto di Terence Hill.

Verso la fine del 1950, quando Mario ha 11 anni, un’amica della madre la informa di un annuncio su un giornale in cui cercano dei ragazzi giovani per piccole parti in alcune pellicole. Debutta quindi sul grande schermo come attore bambino in maniera quasi casuale perché viene notato da Dino Risi durante una gara di nuoto. Riceve una piccola parte del film “Vacanze col gangster” del 1951. Qui insieme ad altri ragazzini, aiuta un pericoloso bandito ad evadere dalla prigione, per poi trovarsi nei guai.
Per pagarsi gli studi continua a recitare regolarmente negli anni 50. Frequenta il liceo classico e poi la facoltà di lettere e filosofia all’Università di Roma. Recita in piccole parti, come nel film “Divisione Folgore” e lavora con registi del calibro di Mauro Bolognini, Francesco Maselli e Gillo Pontecorvo.
Nel 1955 partecipa al film “Guaglione” con Claudio Villa, nel 1957 recita nel film musicarello “Lazzarella” con Domenico Modugno e nel 1958 è nello sceneggiato televisivo Rai “Il ritratto di Dorian Gray”. Poi nel 1959 ottiene il ruolo di Bruno, bagnino corteggiato da Cerasella, interpretata da Claudia Mori, nell’omonima commedia comico-sentimentale di Raffaello Matarazzo, e recita in coppia con Aldo Fabrizi e Renato Rascel in “Un militare e mezzo”.
Gli anni 60 di Terence Hill.

Nel 1961 prende parte a “Le meraviglie di Aladino” di Mario Bava e Henry Levin, con Vittorio De Sica. Dopo tre anni di studi all’università nella facoltà di lettere classiche, si dedica completamente al cinema, frequentando l’Actors Studio. Prende parte nel 1963 al film “Il gattopardo” di Luchino Visconti, nel ruolo del garibaldino conte Cavriaghi. Recita qui con Alain Delon, Burt Lancaster e Claudia Cardinale.
Poi nel 1964 va nella Germania dell’Ovest e recita in vari film western, drammatici e di spionaggio. Successivamente, nel 1967 torna in Italia e sposa Lori Zwicklbauer, ragazza statunitense di origine tedesca, conosciuta sul set del film “Dio perdona… io no!” dello stesso anno. Qui conosce anche Carlo Pedersoli, detto Bud Spencer, nato a Napoli il 31 ottobre 1929 e morto a Roma il 27 giugno 2016. Lui è attore, nuotatore, pallanuotista, sceneggiatore e produttore televisivo italiano.
I due attori scelgono dei nomi d’arte statunitensi in quanto considerati più adatti per un film western. Carlo sceglie Bud Spencer in omaggio all’attore Spencer Tracy e giocando con ironia sul nome della birra Budweiser, commercializzata in Italia come Bud. Mario, invece, sceglie Terence Hill da una lista di venti possibili nomi ricevuta dalla produzione. Dovendo sceglierne uno entro 24 ore, sceglie Terence Hill poiché suona bene e perché le iniziali sono le stesse del nome e cognome di sua madre, Hildegard Thieme. Terence partecipa a questo film per caso, chiamato a sostituire Peter Martell, vittima di un incidente a cavallo durante alcune riprese.
I primi anni 70 di Terence Hill.

Terence deve il suo successo ad alcuni film del genere spaghetti-western insieme a Bud Spencer. Tra i tanti abbiamo il film “Lo chiamavano Trinità…” del 1970 ed il suo sequel “…continuavano a chiamarlo Trinità” del 1971. Anche nel primo di questo film l’attore scelto inizialmente è un altro. Si tratta di Franco Nero che, per un impegno con una produzione americana per il film “Camelot” del 1967, rifiuta. Allora il regista Enzo Barboni, meglio noto come E.B. Clucher, sceglie Terence.
Terence e Bud girano assieme 18 film di cui 16 da protagonisti. In “Annibale” del 1959 Carlo Pedersoli e Mario Girotti recitano in scene separate senza mai incontrarsi sul set, mentre in “Il corsaro nero” del 1971 l’interprete principale è solo Terence e a Bud è riservata una parte minore in un ruolo da cattivo.
Alcune scene di questi film sono ormai celebri come per esempio i virtuosismi di Terence con le carte da gioco, anche se in realtà le mani che compiono tali giochi sono quelle del prestigiatore Tony Binarelli. Abbiamo poi la scena iniziale di “Lo chiamavano Trinità”, in cui il protagonista divora un’intera padella di fagioli col sugo, girata da Terence dopo un digiuno di 36 ore. Infine il momento in cui Trinità prende a sberle il bandito Wild Cat Hendrix nel seguito “…continuavano a chiamarlo Trinità”. Per esercitarsi a compiere la scena, prende più volte a “schiaffi” una colonna all’entrata di casa sua e per questo la moglie lo crede impazzito.
I secondi anni 70 di Terence Hill.

Nel 1972 esce poi il film “…più forte ragazzi!” e nel 1974 “…altrimenti ci arrabbiamo!” di Marcello Fondato. Inoltre lui recita da solo nel film western del 1973 “Il mio nome è Nessuno” di Sergio Leone, con Henry Fonda e con musiche di Ennio Morricone. Del 1974 è poi il film “Porgi l’altra guancia” e nel 1977 abbiamo “I due superpiedi quasi piatti”. Nel 1979 troviamo “Io sto con gli ippopotami”.
Da solo poi partecipa ai film “…e poi lo chiamarono il Magnifico” del 1972, di E.B. Clucher, e “Un genio, due compari, un pollo” del 1975 di Damiano Damiani e prodotto da Leone. Nel 1972 lo troviamo nel film “Il vero e il falso” di Eriprando Visconti, nipote di Luchino, dove interpreta un avvocato che deve proteggere una donna ingiustamente accusata di omicidio. Inoltre abbiamo “Org” del 1979 di Fernando Birri, un corposo film di fantascienza di cui è anche produttore e che è rimasto in fase di montaggio per oltre dieci anni.
Si trasferisce poi negli Stati Uniti e recita in “La bandera – Marcia o muori” del 1977 di Dick Richards e con Gene Hackman e Catherine Deneuve, ed in “Mister Miliardo” sempre del 1977 di Jonathan Kaplan.
Gli anni 80 di Terence Hill.

Nel 1983 dirige sé stesso in “Don Camillo” ispirato al personaggio letterario di Giovannino Guareschi, con Colin Blakely nel ruolo di Peppone. Il film originale è degli anni 50 con Fernandel nel ruolo di Don Camillo e Gino Cervi in quello di Peppone.
Recita ancora con Bud in “Chi trova un amico trova un tesoro” con colonna sonora de La Bionda, in “Nati con la camicia” del 1982, in “Non c’è due senza quattro” del 1984, entrambi di E.B. Clucher, ed in “Miami Supercops (I poliziotti dell’8ª strada)” del 1985 di Bruno Corbucci e con musiche de La Bionda. Inoltre Terence recita in film di co-produzione italo-statunitense come “Poliziotto superpiù” del 1980, con Ernest Borgnine e musiche de La Bionda e “Renegade – Un osso troppo duro” del 1987.
Gli anni 90 di Terence Hill.

Poi nel 1994 esce l’ultimo film di Bud e Terence, ovvero “Botte di Natale” diretto da lui stesso e da Jess Girotti, meglio noto come Jess Hill, nato a Los Angeles il 7 novembre 1969, figlio di Terence. Il film è girato tra Italia, Germania e Stati Uniti.
Nel 1999, pochi giorni dopo l’Oscar per “La vita è bella” di Roberto Benigni, la rivista statunitense Time, pubblica una classifica degli “attori italiani più famosi del mondo” con Bud al primo posto e Terence al secondo.
Suo figlio adottivo Ross Girotti, meglio noto come Ross Hill, nato a Monaco di Baviera l’11 aprile 1973, muore, all’età di 16 anni, a Stockbridge, nel Massachusetts, in un incidente stradale il 30 gennaio 1990. Lui è un attore statunitense. Con lui Terence gira “Don Camillo” e “Renegade – Un osso troppo duro”. A causa di questo decesso entra in depressione.
Torna poi al lavoro dirigendo sé stesso in “Lucky Luke” del 1991, pilot dell’omonima serie televisiva trasmessa l’anno successivo. Poi nel 1997 recita in ” Potenza virtuale” di Antonio Margheriti, mai uscito in Italia.
Gli anni 2000 di Terence Hill.

Dal 2000 recita nella fiction Rai di successo “Don Matteo”, nei panni di un prete con un particolare intuito investigativo. La serie è tutt’ora trasmessa ed è arrivata alla sua tredicesima edizione. Nel settembre 2021, dopo 259 episodi, 13 stagioni e ventidue anni, Terence lascia definitivamente la serie.
Per la prima volta nella sua carriera, in “Don Matteo”, Terence recita con la sua voce. Precedentemente è sempre doppiato da Massimo Turci dagli anni ’50 all’inizio degli anni ’60, da Sergio Graziani alla fine degli anni ’60, da Pino Locchi dagli anni ’70 fino ai primi anni ’80 e da Michele Gammino dalla metà degli anni ’80 agli anni ’90, fino al suo ultimo film “Potenza virtuale” del 1997.
Inoltre recita in miniserie come “L’uomo che sognava con le aquile”, “L’uomo che cavalcava nel buio” e “Doc West”. Qui torna al genere western dopo 15 anni in un film di cui è anche regista assieme a Giulio Base. Nel 2011, sempre sulla Rai, interpreta una fiction intitolata “Un passo dal cielo”, nel ruolo di Pietro, il capo della Guardia forestale nella regione dell’Alta Pusteria, in Alto Adige, che aiuta un giovane commissario a smascherare i colpevoli dei crimini commessi nella zona. L’attore partecipa anche alla seconda stagione del 2012 ed alla terza del 2015, per poi lasciare nella quarta.
Inoltre, nel 2018, dopo vent’anni dall’ultimo film “Potenza virtuale”, torna al cinema con “Il mio nome è Thomas”, da lui scritto e diretto.
La vita privata di Terence Hill.

Nel 1967 si sposa con Lori Zwicklbauer, statunitense di origini tedesche, dalla quale ha un figlio, Jess Girotti, meglio noto come Jess Hill, nato a Los Angeles il 7 novembre 1969, attore, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense. La coppia adotta anche un altro bambino, Ross Girotti, meglio noto come Ross Hill, nato a Monaco di Baviera l’11 aprile 1973 e morto all’età di 16 anni, a Stockbridge, nel Massachusetts, in un incidente stradale il 30 gennaio 1990, è un attore statunitense.
Vive con sua moglie per più di 30 anni negli Stati Uniti. Poi si stabilisce definitivamente a Gubbio, della quale è innamorato soprattutto per le riprese della serie televisiva “Don Matteo”. Per lui è un ritorno nelle terre natie poiché il padre è di Amelia, in provincia di Terni.
Dai 10 ai 19 anni pratica nuoto, pugilato e ginnastica artistica, negli anelli, nelle parallele simmetriche e nel cavallo con maniglie ed ottiene risultati in tutti questi sport. Inoltre è appassionato di calcio e tifoso della Roma, anche se da giovane gareggia, insieme al fratello Odoardo, per la polisportiva della Lazio. Ovviamente simpatizza per il Gubbio.
A differenza di Bud Spencer che è di destra, Terence non si schiera mai politicamente. Solo in alcune occasioni appoggia candidati democratici negli Stati Uniti, possedendo la doppia cittadinanza. Nel 2020, durante le elezioni presidenziali americane, partecipa, assieme alla scrittrice Frances Mayes, ad una raccolta fondi con varie personalità del mondo politico, sociale e culturale italo-americano a favore del democratico Joe Biden organizzata e condotta dalla moglie Jill.
Lorenzo Bernardini






