Venerdì 16 novembre, alle 21, presso la Biblioteca comunale di Vasanello “E.Froio” presentazione del libro di Romano Salvatori. Vasanello nel XIX secolo, amministrazione, economia e società.
Il volume, pur nella sua parzialità, fornisce uno spaccato della vita sociale, politico-amministrativa ed economica di Bassanello nel XIX secolo, reso possibile grazie alla documentazione raccolta nell’Archivio Storico di Vasanello.
Una vera e propria verifica dei racconti di nostri nonni. Che a loro volta tramandavano quanto appreso dai loro avi. Che descrivevano un paese quasi perfetto, in cui si viveva pacificamente, con piena e fraterna solidarietà.
Una ricerca d’archivio scrupolosa e dettagliata in cui vengono pubblicati documenti del tutto inediti.
Il castello Orsini
L’unica informazione certa è che il territorio di Vasanello faceva parte di quello che, successivamente, sarebbe divenuto Patrimonio di San Pietro in Tuscia. Questo grazie alla donazione di terre fatta da parte del re longobardo Liutbrando a papa Gregorio II.
Nel 1278 Orso Orsini, nipote di papa Niccolò III, riuscì a strappare Vasanello alla Chiesa. E nel tentativo di mantenerne il possesso, fece erigere su un precedente bastione falisco romano. La prima importante fortificazione dell’imponente castello baronale che ammiriamo oggi.
L’imponente costruzione non servì a molto perché, appena quattro anni dopo, Martino IV costrinse Orsini a restituire le terre alla Chiesa.
Per ironia della sorte il feudo tornò agli Orsini per altre vie due secoli più tardi.
Elena, sorella del cardinale Latino Orsini lo ereditò alla morte del marito Gentile Migliorati. Da costei, nel 1452, il feudo passò al figlio Ludovico Orsini. Il periodo di maggiore splendore iniziò per Vasanello poco tempo dopo, nel corso dei tre anni di pontificato di Callisto III, al secolo Alfonso Borgia, quando dalla nativa Spagna giunse la nipote Adriana De Mila. Dopo una ridda di amicizie piuttosto affettuose, l’intraprendente fanciulla si sposò con Ludovico, con il quale ebbe un figlio, Orsino. Nel 1492, quando il cugino Rodrigo Borgia assurse al soglio pontificio con il nome di Alessandro VI non esitò a servire favori della nuora Giulia Farnese su un piatto d’argento al figlio Orsino. Fu in occasione delle nozze, officiate proprio dall’ancora cardinale Rodrigo Borgia nel 1489, che fu commissionato il primo ciclo di affreschi di castello Orsini.






