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Amalasunta la regina dei Goti, il suo regno sull’isola e la sua tragica fine.

Amalasunta la regina dei Goti che ha rivoluzionato la sua epoca.

La Regina Amalasunta fu rapita e relegata sull’isola Martana, ma leggete la storia qui sotto.

 

Fonte di storia, mistero e segreti. Con le sue leggende e vicende storiche, ha da sempre fatto parlare molto di sé. Parliamo del lago di Bolsena, il più grande lago di origine vulcanica in Europa, con le sue due isole, la Martana e la Bisentina.

Proprio una delle due isole è stata lo scenario di un triste epilogo di un pezzo di storia.

Passeggiando in riva al lago, durante le giornate di tramontana, non sono pochi coloro che  giurano di aver sentito dei lamenti provenire dall’isola Martana. Urla strazianti, di qualcuno che lì trovò la morte.

Amalasunta, la regina che per mano del suo secondo marito, nonché cugino, venne rapita e relegata in quella fortezza naturale, fra le acque del lago.

 
 

La storia della Regina Amalasunta.

Amalasunta (o Amalaswintha), nasce a Ravenna nel 494 d.C. Unica figlia di Teodorico, re degli Ostrogoti e della nobildonna Audefleda, fu donna di grande intelligenza. Sposa di Eutarico Cillica, rimane presto vedova con due figli, i giovani Matasunta e Alarico. E proprio Alarico era stato designato al trono da Teodorico, non avendo figli maschi eredi. Ma il destino volle che alla sua morte, Alarico era ancora troppo piccolo per regnare da solo. La madre Amalasunta, in sua vece, divenne la regnante. C’era un problema di fondo però. I Goti, così famosi per amare le armi, non vedevano affatto di buon occhio che una donna li governasse. Una donna, non poteva e non doveva  essere a capo di un regno così importante e per questo le furono sempre avversi.

D’altronde la politica di Amalasunta, così utopica per l’epoca, prevedeva di arrivare a far convivere pacificamente e in equilibrio le due componenti del suo regno, la barbara e la romana. Inoltre il voler crescere il figlio con un’educazione fortemente romana, non era apprezzato, e veniva rivendicato il diritto di veder allevato il futuro Re come un forte guerriero. Cosa che non avvenne mai. Già debole di salute, e con una vita alquanto sregolata, Alarico andò incontro ad una morte precoce, probabilmente per tubercolosi, a solo 18 anni, senza prendere mai il suo posto. 

Il matrimonio politico con il cugino Teodato.

Con la sua morte, cessava ogni diritto di Amalasunta di governare il regno. Iniziò a guardarsi attorno, cercando chi potesse essergli d’aiuto per proseguire nella sua politica. Per salvare il suo governo, sposò quindi suo cugino Teodato, un matrimonio politico che però non portò i frutti desiderati. Una volta divenuto suo marito, Teodato assunse pieno potere, iniziando a progettare la disfatta della moglie. Organizzò un viaggio per l’ignara donna, dalla Toscana a Roma. Proprio a metà strada, fra Montefiascone e il lago di Bolsena, le tese un agguato. Rapita e traghettata sull’Isola Martana, rimarrà qui fino alla sua morte,solo in compagnia di Tomao, suo traghettatore e guardiano e secondo alcuni, amante.

Nel 535, sempre per volere di Teodato, viene brutalmente uccisa, per mano di alcuni sicari. Una morte che rimane avvolta nel mistero non essendone chiare le dinamiche. Il suo corpo, si dice, verrà trasportato con una carrozza d’oro, con la quale sarà seppellita. Non sappiamo con esattezza dove, ma la leggenda vuole che il suo corpo si trovi in uno dei sette colli che si affacciano sull’isola.

Muore così una regina piena di buoni propositi, colta e intelligente, dagli ambiziosi progetti di integrazione e pace. Ma non muore il suo spirito che ancora aleggia, con le sue grida disperate, cercando di fuggire dalla sua prigionia.

 

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