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Andrea Cornelli ci parla di AI, etica e public relation for UNA PrHub

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Stefania Capati: Buongiorno a tutte le persone che ci seguono. Oggi abbiamo il piacere di ospitare Andrea Cornelli, CoFounder and Coordinator of UNA PrHub. Andrea, benvenuto ai nostri microfoni. Ci spieghi meglio: cos’è UNA e di cosa si occupa nello specifico la vostra sezione?

Andrea Cornelli: Buongiorno e un saluto a tutte le ascoltatrici e gli ascoltatori. Grazie per l’invito. UNA (Aziende della Comunicazione Unite) è la realtà associativa più rilevante in Italia per il settore; riunisce le agenzie che operano nel vasto perimetro della comunicazione. Data l’eterogeneità del comparto, abbiamo organizzato le realtà associate in Hub tematici. Io coordino quello dedicato alle Relazioni Pubbliche (PR), che rappresentano il fulcro della mia attività professionale.

Stefania Capati: “PR” sta per Public Relations. Un tema centrale, perché spesso si tende a semplificare, ma le relazioni pubbliche sono l’anima della strategia comunicativa, non è così?

Andrea Cornelli: Esattamente. Le PR sono la componente più strategica della comunicazione. Si occupano di tutto ciò che orienta le opinioni e il mercato. Non parliamo di “influencer” nel senso più commerciale del termine, ma di soggetti capaci di generare un impatto: chi fa giornalismo, le testate editoriali, la vostra stessa radio. Il nostro compito è individuare le tematiche prioritarie, approfondirle e governare il processo di scambio con il pubblico.

Stefania Capati: A proposito di processi, hai toccato un punto fondamentale: la comunicazione come narrazione del cambiamento, specialmente per quanto riguarda l’equilibrio di genere e la valorizzazione delle professionalità femminili.

Andrea Cornelli: È un punto cruciale. Chi opera nelle PR ha la responsabilità di proporre modelli di ruolo più complessi e autentici. Dobbiamo usare il linguaggio per superare vecchi retaggi culturali e promuovere leadership plurali. Oggi le competenze delle professioniste sono straordinarie e manifeste, ma vanno sostenute con una comunicazione che agisca concretamente sul cambiamento culturale.

Stefania Capati: Parlando di trasformazioni, non possiamo ignorare l’Intelligenza Artificiale. Lei ha vissuto diverse fasi di questo mercato: l’AI sostituirà la consulenza umana?

Andrea Cornelli: Ho vissuto molte evoluzioni, ma questa colpisce per la sua velocità. Tuttavia, l’AI non sostituisce il pensiero critico. Cambia gli strumenti, ma la visione strategica resta una prerogativa umana. Anzi, la tecnologia renderà ancora più evidente il divario tra chi si limita all’esecuzione tecnica e chi, invece, agisce come guida strategica.

Stefania Capati: Andrea, il tempo a nostra disposizione è quasi terminato, ma vorrei chiudere con una riflessione sull’etica. Quali sono i rischi legati all’uso dell’AI per chi comunica?

Andrea Cornelli: In pochi minuti è difficile esaurire il tema, ma una cosa è certa: la nostra categoria non gestisce solo flussi di notizie, gestisce la fiducia. Il rischio maggiore dell’AI è quello di compromettere questo legame se viene utilizzata senza trasparenza e coerenza. Dobbiamo farci garanti della qualità dell’informazione. Solo così la comunicazione resterà un valore etico capace di migliorare la nostra società.

Stefania Capati: La ringrazio per questi spunti preziosi e Le chiedo la promessa di tornare a trovarci: sono temi che meritano un approfondimento maggiore.

Andrea Cornelli: Sarà un vero piacere, Stefania. Sono a disposizione per continuare questo confronto. A presto.

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