Complice la bella giornata di sole primaverile, abbiamo approfittato della prima apertura straordinaria dell’orto botanico di Viterbo per fare una passeggiata e godere un po’ di natura senza l’impegno di una scarpinata nel bosco.
L’orto botanico “Angelo Rambelli”
L’orto botanico è intitolato al prof. Angelo Rambelli che ne è stato il fondatore e primo direttore. Egli ha accolto in qualche modo la sfida lanciatagli dall’allora primo rettore dell’Università della Tuscia Prof. Gian Tommaso Scarascia Mugnozza che ne ha voluto la realizzazione. La composizione chimico fisica del suolo, infatti, non era proprio delle più adatte alla creazione di un orto botanico.
La sfida, da quanto si può attualmente vedere ed ammirare, può dirsi vinta. Oggi infatti a poco meno di trent’anni dalla sua inaugurazione, era il 24 marzo 1991, l’orto botanico gestito dall’Università è un punto di riferimento fondamentale per la ricerca scientifica e accoglie migliaia di visitatori l’anno tra curiosi, studenti di scuole di ogni odine e grado, ricercatori e universitari.
6 ettari di piante, alberi e essenze esotiche
Si estende su una superficie di circa 6 ettari e si trova a circa 300 metri sul livello del mare. È diviso idealmente in zone che accolgono ognuna essenze arboree specifiche. Tra le altre: il palmeto, le orchidee spontanee, la zona del roseto, quella della vegetazione mediterranea e il giardino dei semplici. Quest’ultimo, piccolo ma molto ben curato, ospita circa 120 varietà di piante officinali. Queste nel medioevo erano chiamate proprio “semplici” e venivano coltivate nei monasteri e negli orti cittadini. Alla nascita delle università il giardino dei semplici diventò una sorta di laboratorio dove gli studenti imparavano l’uso e gli effetti di queste meravigliose piante.
Le zone dell’orto
Il percorso agevolmente segnato su una piantina che ci viene consegnata all’ingresso, ci porta ad ammirare piante e alberi delle essenze più varie, anche esotiche. Tra queste ultime possiamo incontrare diversi tipi di palme che, anche se particolarmente sensibili alle basse temperature, qui riescono a sopravvivere grazie al riscaldamento del suolo dovuto alle falde sotterranee.
Lungo la passeggiata possiamo visitare la serra tropicale che contiene essenze esotiche come il banano o la pianta del caffè che, da quanto si legge, ogni tanto fiorisce. Vicino alla serra tropicale si può camminare fra piante grasse, cactus ed enormi agavi che si trovano nella parte dove è stato ricreato artificialmente l’ambiente desertico.
Qui purtroppo si possono ancora riscontare i segni di un incendio che nel 2017 ha lambito tale zona danneggiandone alcune specie.
Questa apertura straordinaria dell’orto botanico di Viterbo è stata una occasione per riscoprire una perla preziosa che si trova poco fuori le mura della città e che merita senz’altro visitare per goderne la bellezza e i colori che solo la natura sa dare. Il costo del biglietto è di 5 euro per la visita libera (sono possibili anche visite guidate) e se avete un’oretta fateci un salto: vivrete un momento di relax e pace tra splendidi alberi, laghetti e cascatine artificiali e tappeti erbosi curati ed invitanti.







