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Luigi Magni le Attrezzerie e Costumi

Apre i battenti a Velletri Attrezzerie e Costumi del Cinema di Luigi Magni. Magni, che racconta Roma, la città eterna da sempre cantata, sognata e narrata dai più grandi artisti di tutti i tempi.

C’è poi qualcuno che di Roma ha saputo parlare, portando alla luce atmosfere e ambienti popolari legati alla città del Papa, del periodo antecedente l’unità d’Italia, unendo alla comicità, toni drammatici, e storie che si intrecciano su fatti realmente accaduti.

Parliamo di Luigi Magni, uno dei tanti cantori di Roma, che con la sua filmografia, celebra la sua città, e crea dei capolavori storici, ricchi di insegnamenti per il presente.

Scenografa e Costumista Lucia Mirisola

Dopo 50 anni dall’uscita di “Nell’anno del Signore”, secondo film dell’autore che lo consacra ufficialmente nel mondo del cinema, e che ad oggi è ancora fra i primi 100 film campioni di incasso, apre la mostra Attrezzerie e Costumi del Cinema di Luigi Magni.

Inaugurata il 6 aprile con la presenza di Ninetto Davoli e Franco Nero, la mostra celebra la grande Lucia, scenografa e costumista, moglie di Luigi, con un percorso espositivo fra le scene più salienti dei vari film. I costumi sono concessi dalla costumeria Tirelli Spa, dalla Costumi d’arte Peruzzi e dalla The One, e l’attrezzeria di scena, è concessa dalla Rancati, di pellicole come Nell’anno del Signore, In nome del Papa Re, State buoni se potete, ‘O re. Arricchiscono la mostra i David di Michelangelo e i Nastri d’Argento vinti dalla coppia.

La carriera

Una grande carriera, quella di Lucia, raccontata in questo viaggio, che inizia nel 1955. In quasi 50 anni di carriera, ha curato quasi tutte le scenografie dei film del marito, ha lavorato con i grandi del cinema come Fellini (1960 – La dolce vita), Gillo Pontecorvo, Dino Risi, Alberto Lattuada, Carlo Lizzani, Luigi Zampa e Luigi Comencini.

La loro una coppia di spettacolo, che ha scritto un capitolo fondamentale della storia del cinema, del teatro e della commedia musicale italiana. Una donna che, mentre il marito raccontava di Roma, ne vestiva le idee, lasciando ai posteri una grande mole di abiti di scena, creati con maniacale cura nei dettagli, e che li rendono un patrimonio unico.

Vi consiglio quindi di non perdere questa mostra, che rimarrà aperta fino al 29 giugno a Velletri, e che ci farà rivivere un pezzo di storia del cinema italiano.  

 

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