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Capitale e Lavoro. La via italiana alla partecipazione

Giuseppe Milan e Ilaria Vesentini

Riassunto

In uscita domani, 14 ottobre 2025, il volume Capitale e Lavoro. La via italiana alla partecipazione include la prefazione del giornalista Marco Panara e contributi di esperti come Marco Bentivogli e Maria Cristina Piovesana. Attraverso esperienze concrete, modelli di successo e approfondimenti giuridici ed economici, il libro offre strumenti pratici per favorire cooperazione, competitività e sostenibilità nelle aziende italiane.

Capitale e Lavoro. La via italiana alla partecipazione di Giuseppe Milan e Ilaria Vesentini, edito da Post Editori, esplora un modello innovativo di economia sociale introdotto dalla legge 76/2025, che promuove il coinvolgimento dei lavoratori nella gestione e nel capitale delle imprese.

In uscita domani, 14 ottobre 2025, il volume Capitale e Lavoro. La via italiana alla partecipazione include la prefazione del giornalista Marco Panara e contributi di esperti come Marco Bentivogli e Maria Cristina Piovesana. Attraverso esperienze concrete, modelli di successo e approfondimenti giuridici ed economici, il libro offre strumenti pratici per favorire cooperazione, competitività e sostenibilità nelle aziende italiane.

In uscita il 14 ottobre 2025, Capitale e lavoro. La via italiana alla partecipazione di Giuseppe Milan e Ilaria Vesentini, edito da Post Editori, affronta un tema cruciale per il futuro dell’impresa italiana: la partecipazione dei lavoratori alla gestione e al capitale d’impresa, come sancito dalla legge 76/2025. La prefazione è firmata da Marco Panara, giornalista ed editorialista di la Repubblica esperto di economia, che introduce il volume come un contributo lucido al dibattito sul rapporto tra capitale e lavoro. Panara sottolinea come il capitale, sempre più mobile e globale, abbia modificato gli equilibri tradizionali, lasciando un lavoro frammentato e meno tutelato, e invita a ricostruire un nuovo patto sociale capace di sostenere sviluppo e coesione.

 

Gli autori accompagnano il lettore in un viaggio che spazia dalla storia costituzionale alla realizzazione pratica in contesti aziendali, offrendo uno sguardo approfondito sulle sfide contemporanee poste dalla tecnologia, dalla transizione demografica e dai mutamenti globali. Con contributi di esperti come Marco Bentivogli e Maria Cristina Piovesana, il libro non si limita alla teoria, ma propone strumenti pratici per promuovere cooperazione, competitività e sostenibilità, mostrando come la partecipazione possa trasformare l’impresa in un motore di un capitalismo più umano e prospero. Una visione innovativa e pragmatica della partecipazione.

 

Il volume si distingue per l’approccio concreto con cui esplora le esperienze aziendali italiane di successo, non limitandosi a testimonianze provenienti solo dal mondo delle imprese, ma ampliando il panorama anche a contributi provenienti da università, istituzioni regionali, enti governativi e camere di commercio. Tra queste, troviamo il modello promosso dalla Fondazione Capitale Lavoro, che adotta un approccio meritocratico nella partecipazione nelle PMI del Nordest, e l’iniziativa attuata da Sogno Veneto, che ha introdotto l’emissione di obbligazioni interne come strumento di coinvolgimento e investimento per i dipendenti.

 

Come sottolinea Giuseppe Milan:

“Senza capitale e lavoro non c’è impresa, non c’è creazione di ricchezza, non c’è crescita. La partecipazione non è solo un principio, ma una leva concreta di competitività e di democrazia economica.”

Il volume affronta anche un altro aspetto fondamentale: la partecipazione non è vista come una semplice teoria, ma come una leva operativa che può davvero cambiare la realtà imprenditoriale. In questo contesto, Milan afferma che “la partecipazione non è una forma di carità, ma un’opportunità per far crescere l’impresa, migliorando la sua competitività attraverso l’integrazione di capitale umano e capitale finanziario.” L’opera illustra come la partecipazione possa rappresentare una risposta concreta alla necessità di superare il conflitto storico tra capitale e lavoro, contribuendo a costruire una visione più inclusiva e sostenibile dell’impresa.

 

Un’opera che approfondisce la trasformazione del capitalismo italiano

Il libro esplora anche l’evoluzione dei modelli cooperativi italiani, con un focus sul passaggio dalle cooperative tradizionali alle società di capitali ibride, strumenti necessari per rispondere alle crescenti esigenze di accesso al credito e competitività sui mercati internazionali. Inoltre, l’opera propone una riflessione sulla normativa europea e italiana, mettendo in evidenza le sfide ancora da affrontare per tradurre in pratica le disposizioni legislative, in particolare l’attuazione dell’articolo 46 della Costituzione, che sancisce il diritto alla partecipazione dei lavoratori.

 

Come osserva Marco Bentivogli,

“La partecipazione è uno strumento che permette di superare divisioni e di costruire comunità di lavoro più inclusive e resilienti.”

Nel volume, la partecipazione non è solo analizzata dal punto di vista giuridico ed economico, ma anche come un principio che può rafforzare l’intero sistema imprenditoriale, creando valore non solo per le imprese ma anche per le persone che vi operano. Maria Cristina Piovesanaafferma con chiarezza: “Serve un approccio meritocratico che coinvolga chi davvero può fare la differenza in azienda. La partecipazione significa contribuire alla prospettiva dell’impresa, alla sua continuità e alla tenuta sociale delle comunità.” Le parole di Piovesana evocano l’idea di un’impresa come comunità di valore, dove ogni lavoratore è chiamato a essere protagonista del cambiamento.

 

Come ci ricorda Giuseppe Milan,

“solo una visione condivisa, che coinvolga in maniera paritaria lavoratori e imprenditori, può garantire la sostenibilità a lungo termine dell’impresa e la prosperità del sistema economico.” Questo concetto permea l’intero testo, dove l’autore sottolinea che la legge 76/2025 rappresenta “la base di un nuovo modello di sviluppo, dove la partecipazione è la chiave per superare la dicotomia storica tra capitale e lavoro.”

Il libro rappresenta, pertanto, non solo una riflessione teorica, ma anche un contributo concreto alla costruzione di un modello partecipativo più equo e sostenibile.

 

 

Giuseppe Milan
Fondatore e presidente della Fondazione Capitale&Lavoro, ha costruito la sua carriera nel mondo dell’advocacy, lavorando a stretto contatto con il capitalismo familiare del Nordest. Si è occupato di lavoro, relazioni sindacali, politiche industriali e aggregazioni di impresa, ed è stato direttore generale di Unindustria Treviso, Assindustria Venetocentro e Confindustria Veneto Est. Ha finalizzato l’aggregazione delle associazioni territoriali di Padova, Treviso, Rovigo e Venezia.

Ilaria Vesentini
Economista con una passione per il giornalismo, Ilaria Vesentini racconta da oltre vent’anni il mondo del lavoro e dell’impresa per Il Sole 24 Ore e ItalyPost. Ha diretto centri studi e curato progetti di comunicazione strategica per aziende e multinazionali, scrivendo anche monografie aziendali. Vive a Bologna, è madre di tre figli e vicepresidente di una fondazione musicale.

 

Gli autori presenteranno il libro il 14 ottobre durante la tappa di Treviso della ricerca Le 1000 imprese Best Performer. Proseguono le presentazioni martedì 4 novembre presso la Libreria Italypost e venerdì 7 novembre in occasione del Festival Bergamo Città Impresa.

 

Il volume Capitale e Lavoro. La via italiana alla partecipazione sarà disponibile in libreria e online, in formato cartaceo e digitale, a partire dal 14 ottobre 2025.

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