Riparte la nuova stagione di TuScienza condotta da Vanessa Giraldo
A TuScienza ospiti di Vanessa Giraldo, ci sono Cecilia Tanghetti, Emauela Sola di Capra&Cavoli e Francesca Foraging .
Cecilia, Emauela e Francesca Foraging fanno parte dell’associazione Capra&Cavoli e il loro scopo è quello di far conoscere le erbe e i loro usi sotto diverse forme.
Vanessa: Le piante sono gli esseri viventi che sono sulla nostra terra da sempre, da prima di noi. E saranno proprio loro che riprenderanno il pianeta una volta che l’umanità sarà scomparsa. Molti scienziati hanno fatto studi e ricerche proprio a dimostrare le grandi qualità che hanno queste piante, perché sembra che siano così diverse da noi, ma allo stesso tempo comunicano con i recettori biochimici attraverso le molecole. Si danno i segnali di allarme e hanno tutto un mondo e un modo di agire che sembra in certi casi molto più evoluto del nostro.
E proprio per questo è importante saperle conoscere. Capirle, riconoscerle e saperle utilizzare. Cecilia, quali sono le prime cose da sapere sulle erbe e su come riconoscerle.
Cecilia Capra&Cavoli: per prima cosa, per imparare una forma di rispetto verso la natura. Spesso se una cosa non la conosciamo e non ne conosciamo l’importanza, non la rispettiamo. Nel momento in cui invece magari ne conosciamo il nome, ne conosciamo le caratteristiche, ne vediamo la bellezza, impariamo ad amarla e a rispettarla. La prima cosa, secondo me importante nel riconoscere le piante è proprio per avere un rapporto nuovo con la natura che ci circonda. Ma a me capita, ma anche alle altre capita che magari insegniamo una pianta, il nome di una pianta e le persone dicono: Cavolo, non la vedevo prima. Adesso la vedo. E magari non taglio più il prato perché c’è quella pianta lì che ha un nome. Ecco.
Vanessa: E questa è proprio una delle cose che voi farete durante questo corso. Farete anche un erbario, giusto?
Cecilia Capra&Cavoli: Esatto. E poi dopo si apre un mondo infinito quando le persone iniziano ad assaggiare le piante. Soprattutto perché il primo amore con le piante è attraverso la cucina, perché ci sono proprio dei sapori che ormai si sono dimenticati e le piante ce li fanno riscoprire. E si scoprono tutti i milioni di utilizzi che si possono fare in cosmesi, ad esempio, che è una delle cose più facili da fare, e anche utilizzarle in fitoterapia. Si scopre il loro utilizzo sia con la cucina tradizionale che poi con i fermentati, perché i fermentati permettono di esaltare ancora di più i sapori e anche le proprietà delle piante.
Vanessa: Emanuela, qual è stata la cosa che ti ha sorpreso di più quando sei entrata nel mondo delle piante? E qual è il prodotto più inaspettato che si può creare?
Emanuela Capra&Cavoli: Mi sono avvicinata all’autoproduzione e quindi alla cosmetica naturale un po’ come tutti con molta timidezza. In seguito mi sono avvicinata al mondo degli oleoliti che sono delle preparazioni più semplici che tutti possono fare e praticamente mi sono innamorata degli usi di questi prodotti.
La prima preparazione è stato un oleolito di calendula che ho usato su una scottatura. La calendula è un fiore che abbiamo in giardino e spesso diciamo quanto è carino questo fiorellino, invece ci restituisce una potenzialità incredibile che può essere davvero alla portata di tutti e può fare la differenza tra lo stare male e lo stare bene. In seguito c’è stato il trampolino di lancio mio personale verso l’autoproduzione dei fito cosmetici.
Vanessa: Quindi gli oleoliti sono una sorta di olio che viene fatto con determinate piante diverse e ognuna di esse rilascia un qualcosa che dà delle caratteristiche.
Emanuela Capra&Cavoli: Esatto. È un macerato. Sì, è un macerato oleoso di droghe. Quindi ogni pianta al suo interno ha determinati tipi di sostanze. Alcune di esse riescono a legarsi molto bene ai grassi come nel caso degli oli. Quindi, come dice la parola stessa, si legheranno agli oli che possono essere di tantissimi tipi. Alcuni sono da non utilizzare, altri invece risultano essere proprio ottimali come l’olio di oliva.
Vanessa: quindi durante questo corso che si terrà a settembre, voi spiegherete anche le differenze tra i vari tra i vari oli e tra i vari oleoliti.
Emanuela Capra&Cavoli: Cecilia spiegherà le erbe trovate durante la passeggiata mattutina, e le stesse erbe nel corso del pomeriggio saranno analizzate e quindi utilizzate. Cercheremo di capire se quella pianta può essere utilizzata per un oleolito o per un acetolito. Perché non tutte le erbe si prestano a tutti i tipi di trasformazione, quindi lo scopriremo nel corso che faremo al pomeriggio.
Vanessa: Francesca dalla tua esperienza puoi dirci che altro si può creare?
Francesca Foraging: Il mio percorso è un po’ particolare, io mi occupo di foraging, perché con il mio compagno abbiamo aperto sei anni fa un’azienda agricola in montagna e quindi vivendo in montagna hai proprio la necessità di approvvigionarti con le piante che sono disponibili. Perché se hai mal di pancia, hai necessità di trovare qualcosa nell’immediato che ti aiuti se non è qualcosa di grave. In montagna non hai neanche la possibilità di spostarti più di tanto, se vivi in una zona impervia come me e il mio compagno.
Quindi avevo necessità di imparare a conoscere quello che mi circondava. Il mio interesse è nato proprio da lì. Io vedevo tutte queste piante e dicevo ma questi vegetali che sono qui a cosa servono? Da qui è nata la necessità di conoscere le piante successivamente, una volta che ho iniziato a impararle, è nata la necessità di conservarle e anche trasformarle per poterle rendere biodisponibili, ad esempio. La fermentazione ti permette di eliminare i tannini presenti in quantità elevate in alcune piante. Per esempio le noci verdi se le vai a raccogliere dall’albero sono immangiabili, infatti e si utilizzano principalmente per fare il nocino, perché è l’unico modo più conosciuto per renderle disponibili all’essere umano.
Invece ci sono delle ricette antiche, sia italiane che estere, che ti permettono di trasformarle in modo da consumarle anche da verdi, cioè, ad esempio farci una confettura eliminando il tannino. Come si elimina? tenendo le noci in ammollo per dieci giorni, oppure fermentandole in salamoia. Perché la fermentazione ti permette di scomporre le sostanze presenti nella pianta.
Per sapere cosa altro hanno detto le nostre ospiti, ascoltate il podcast.






