Con Marco Rossi, alla scoperta della Tuscia: la storia e le tradizioni dei Monti Cimini rivivono attraverso la voce delle comunità
Un viaggio nel tempo tra vicoli medievali, antiche leggende e sapori autentici. Nei mesi di luglio e agosto, i borghi dei Monti Cimini si trasformano in un palcoscenico a cielo aperto grazie al progetto “Viaggio nel territorio attraverso le tradizioni”, promosso dalla Comunità Montana dei Cimini e della Regione Lazio. Ad accompagnare il pubblico in questo affascinante percorso itinerante è l’associazione culturale Il Fascino del Passato, guidata dal Dott. Marco Rossi, attore, regista e “narratore di comunità”.
In questa puntata speciale del TG degli Eventi, Stefania Capati dialoga con Marco Rossi per farsi raccontare i segreti di questa iniziativa, l’importanza di riscoprire le radici del territorio e le anticipazioni sulle tappe più attese, a partire dall’imminente appuntamento a Carbognano dedicato alla leggendaria figura di Giulia Farnese.
Stefania Capati: Benvenute e benvenuti a una nuova puntata dello Speciale del TG degli Eventi! Oggi con noi abbiamo un narratore di comunità, e dopo ci faremo spiegare bene di cosa si tratta. Diamo il benvenuto al dottor Marco Rossi. Benvenuto, Marco!
Marco Rossi: Grazie a voi, grazie a tutti.
Stefania Capati: Prima di iniziare con le domande, spiegaci proprio questa cosa: cos’è un narratore di comunità? Tu in realtà sei anche un attore e tante altre cose, ma come definiresti questa figura?
Marco Rossi: Il narratore di comunità è una figura professionale nata da un percorso di studi dell’Università della Tuscia, nello specifico un Master per narratori di comunità. Si occupa praticamente di ricerca storica e antropologia culturale con l’obiettivo di riattivare tutti quei “focolari narrativi” di una comunità che il tempo ha magari un po’ celato o spento. Si parte da uno studio di ricerca d’archivio per poi ricostruire l’intero tessuto socio-culturale, trovando la giusta chiave e il giusto modus operandi per restituire questo importante bagaglio culturale alla comunità stessa.
Stefania Capati: E a proposito di restituire questo bagaglio, tu stai portando avanti un tour nei borghi della Tuscia insieme all’associazione Il Fascino del Passato. Domenica prossima sarai a Carbognano, dove racconterai la storia di Giulia Farnese “la Bella”. Raccontaci chi era Giulia e, soprattutto, come la farai rivivere durante la passeggiata raccontata.

Marco Rossi: Sì, noi abbiamo aderito a un progetto della Regione Lazio legato a un fondo di promozione e valorizzazione dei borghi, organizzato e coadiuvato dalla Comunità Montana dei Cimini. La nostra associazione culturale è la realtà affidataria di questo progetto, che si articola in un’azione complessa: tocca 10 comuni dei Monti Cimini per un totale di 20 passeggiate di narrazione. Saremo in giro ogni sabato e domenica da qui fino alla fine di agosto, abbinando alle passeggiate ben 20 degustazioni di prodotti tipici enogastronomici. È un incontro a 360 gradi per entrare nel vivo dell’identità culturale di un borgo, celebrandone la storia, i mestieri, le tradizioni e i sapori locali.
Il progetto si chiama “Voci del borgo sospeso“ ed è iniziato proprio la settimana scorsa. In questo fine settimana, il 4 e 5 luglio, saremo a Carbognano. Lì avremo un focus speciale intitolato “Memorie del feudo di Giulia“, in cui ricostruiremo un viaggio temporale completo nella storia del borgo, dall’etimologia del suo nome fino ai giorni nostri.
Su ogni borgo c’è sempre quello che gli inglesi definiscono un must, un unicum intorno a cui si snodano storie, miti, leggende e metodiche popolari. Intorno a Giulia ci sarebbe da dire tantissimo: l’ho approfondita a lungo, è una figura emblematica e un simbolo del Rinascimento italiano. Una donna tanto discussa e criticata, ma a tutti gli effetti un emblema primordiale di femminismo e emancipazione femminile ante litteram. A Carbognano ha lasciato un segno indelebile, a partire dall’assetto urbanistico e dall’incastellamento del borgo nel XVI secolo. Ma soprattutto ha lasciato nel suo testamento una donazione destinata ai poveri, alle ancelle e alle donne che non si volevano o non si potevano sposare.
Pensiamo che nel ‘500 una donna che decideva di non risposarsi era destinata a non sopravvivere, non potendosi mantenere da sola. Proprio lei, che da giovane era stata costretta a sposarsi e poi — come dicono alcune cronache — a passare notti d’amore nel letto di Papa Alessandro VI Borgia per i servigi alla famiglia Orsini e per accrescere il potere delle casate, in punto di morte ha voluto tutelare queste donne. Quando ha redatto il testamento si trovava a Roma, ma era da poco andata via dal feudo di Carbognano, dove ha vissuto fino al 1522 lasciando un legame fortissimo con gli abitanti.
Stefania Capati: Un progetto davvero meraviglioso. In questa tappa a Carbognano ci sarà anche uno scultore, giusto? Come avete unito la storia di Giulia, l’arte e le tradizioni locali?
Marco Rossi: Esatto, abbiamo unito tutto questo anche alla gastronomia locale: a Carbognano il piatto tipico è la gravinella, una pasta fatta in casa a mano che richiama la tradizione contadina e assomiglia molto a un picio. Il sindaco, Agostino Gasbarri, ci teneva moltissimo a fare questa passeggiata in concomitanza con la Sagra della gravinella.
Io poi ho voluto inserire nella passeggiata un carissimo amico, il signor Novello Pastorelli. È una persona straordinaria ed è uno scultore al quale è stato dedicato di recente un docufilm intitolato “Secondo Natura”. Lui scolpisce in modo quasi michelangiolesco: trova i legni di risulta nei boschi dei Cimini, ne vede già la forma all’interno e toglie semplicemente la parte in più. Ha iniziato a scolpire dopo il pensionamento, prima ha speso tutta la vita per il prossimo come storico e attivo Vigile del Fuoco, tant’è che la comunità lo ricorda con enorme affetto ed è cittadino onorario di Carbognano, anche se ora vive a Civita Castellana. Ha aperto da poco un atelier con una mostra permanente a Carbognano per celebrare la sua arte. È famosissimo per un presepe monumentale: una Natività con oltre 100 pezzi autentici, tutti scolpiti da lui usando legni diversi. Qualcosa di unico.
Stefania Capati: Sì, me lo ricordo, ne avevo sentito parlare! Marco, purtroppo abbiamo il tempo solo per un’ultima domanda. Dopo Carbognano ci saranno altre tappe: puoi anticiparcene qualcuna? E dicci, quanto sarà complicato per te narrare così tanti borghi diversi?
Marco Rossi: Ti dirò, per me non è affatto difficile o complicato perché molti di questi borghi li conosco già approfonditamente. La nostra associazione Il fascino del passato, è nata in un periodo molto delicato e difficile, ovvero sotto la pandemia di Covid nel 2020. Abbiamo sfruttato quel momento di chiusura forzata per raccogliere materiali, studiare e approfondire le cronache dei borghi dei Cimini. Siamo molto preparati.

Ecco le prossime tappe in anteprima:
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11 e 12 luglio – Canepina: In occasione della Sagra dei Maccheroni, con il tema “Terre comuni e memorie popolari”.
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19 luglio – Vignanello: “Sapore antico di terra e luce”, incentrato sull’identità legata al vino e al loro nuovo Museo del Vino.
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25 e 26 luglio – Caprarola: “Sotto il cielo dei Farnese”, per raccontare il potere e la storia sotto la Rocca Farnese.
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1 e 2 agosto – Soriano nel Cimino: “Storie di vita e comunità”.
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8 e 9 agosto – Vallerano: “Terra di cammini e tradizioni”, dove celebreremo il cammino dei pellegrini sulla Via Francigena.
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16 e 17 agosto – Ronciglione: “Storie di uomini, ferro, acqua e cartiere”, incentrato sul passato industriale e l’uso delle acque.
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22 e 23 agosto – Vasanello: Per la festa di San Lamberto, parleremo di storia, memoria e identità.
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29 e 30 agosto – Capranica: Chiuderemo con “Crocevia di uomini e storie”, riprendendo il tema del pellegrinaggio spirituale sulla Via Francigena tra arte e fede.
Tutti questi titoli rimandano a storie di uomini, memoria, identità e comunità. Si tratta di un vero e proprio lavoro di storytelling che abbraccia tutte le epoche, dalla nascita del nome di ogni borgo fino ai giorni nostri.
Stefania Capati: E noi vi terremo sicuramente sempre informati su tutte queste tappe! Seguiteci e seguite la pagina de Il Fascino del Passato per non perdervi nemmeno un appuntamento da qui alla fine di agosto. Grazie mille a Marco Rossi per essere stato con noi.
Marco Rossi: Grazie a voi! Ci potete trovare su tutti i canali social: su Facebook e Instagram alla pagina “Il Fascino del Passato“. Per informazioni e prenotazioni potete scriverci via email a ilfascinodelpassato@gmail.com. Contattateci, invitiamo davvero tutti a venire a scoprire la bellezza dei nostri borghi!
Stefania Capati: Non mancheremo. Grazie ancora, alla prossima!
Giornalista, direttrice responsabile ed esperta della comunicazione
Stefania Capati è una giornalista pubblicista e una figura di riferimento nel panorama culturale e dell’informazione locale della Tuscia. Fondatrice e direttrice responsabile della testata online e piattaforma podcast Radio Tuscia Events radiotusciaevents.com, coordina da anni il racconto del territorio, dei suoi eventi, della cultura e delle realtà associative con una visione dinamica e innovativa.
Il suo percorso professionale e formativo riflette una profonda curiosità intellettuale e una costante propensione al rinnovamento. Ha conseguito una laurea in Scienze Naturopatiche, un percorso che testimonia la sua attenzione al benessere e all’approccio olistico. Guidata dalla determinazione di unire la sua lunga esperienza sul campo a un solido background accademico contemporaneo, ha scelto di rimettersi in gioco iscrivendosi all’Università degli Studi della Tuscia (UNITUS), dove è attualmente laureanda in Scienze della Comunicazione.
Oltre all’impegno giornalistico e agli studi universitari, Stefania nutre profonde passioni che riempiono la sua vita al di fuori della redazione. È una viaggiatrice instancabile e un’avida lettrice, con una smisurata passione per i libri. Amante della buona tavola e del buon cibo, apprezza l’arte del ricevere e del degustare, ma con un fermo e ironico punto fermo: detesta cordialmente stare ai fornelli e cucinare.
Eclettica, determinata e costantemente proiettata verso nuovi progetti editoriali e culturali, Stefania coniuga la precisione del giornalismo tradizionale con i nuovi linguaggi dei media digitali.






