A pochissimi chilometri da Viterbo ci sono le rovine di quello che fu un magnifico teatro appartenente alla potente città romana di Ferento.
Se capitate a Ferento in una giornata di sole, una passeggiata tra le antiche rovine può trasformarsi in un viaggio nella storia. Sul pianoro di Pianicara, a pochi chilometri da Viterbo, restano le testimonianze di una città che per secoli fu un importante centro del territorio.
Tra i ruderi si muovono alcuni gatti, quasi a custodire in silenzio questo luogo sospeso tra passato e presente. È difficile immaginare che proprio qui, nel 157 a.C., circa tremila persone provenienti dalla vicina Acquarossa diedero vita a una nuova colonia, destinata a diventare un centro ricco, ordinato e vivace.
Il periodo di massimo splendore di Ferento
La città romana di Ferento raggiunse il suo massimo splendore durante la prima età imperiale. In questo periodo vennero realizzati alcuni dei principali edifici pubblici, tra cui il Teatro romano, il Foro, le Terme, una grande fontana decorata con numerose statue e l’Augusteo.
Ancora oggi il teatro rappresenta una delle testimonianze più suggestive dell’antica città. Numerosi elementi della struttura sono ben conservati e permettono di comprendere la funzione e l’organizzazione di questo importante spazio pubblico.
Proseguendo lungo quello che un tempo era il decumano massimo, si incontrano i resti delle terme, mentre nella zona nord-orientale dell’abitato si trova l’area dell’antico anfiteatro, costruito nel I secolo d.C.
Gli scavi archeologici hanno restituito diverse statue e altri reperti, oggi conservati ed esposti al Museo Nazionale Etrusco di Viterbo.
I personaggi illustri legati a Ferento
Ferento è legata anche alla storia di alcune figure importanti dell’antichità.
Tra queste viene ricordato Otone, imperatore romano per un breve periodo nel 69 d.C., noto anche per il suo matrimonio con Poppea.
A Ferento è inoltre tradizionalmente associata Flavia Domitilla, moglie di Vespasiano, destinato a diventare imperatore. Domitilla morì prima che il marito salisse al potere e, quindi, non poté assistere alla sua ascesa al trono.
La distruzione di Ferento
La storia di Ferento ebbe una drammatica conclusione nel 1172, quando la città venne distrutta dagli abitanti di Viterbo.
L’episodio, legato a un lungo periodo di conflitti e rivalità tra le due comunità, portò alla definitiva distruzione dell’antico centro. I ruderi che oggi si possono osservare sul pianoro di Pianicara sono una delle testimonianze più significative di quella vicenda.
Camminare tra queste rovine significa quindi attraversare secoli di storia: dalla fondazione della colonia romana al suo sviluppo, fino alla distruzione medievale.
Visitare l’area archeologica di Ferento
La visita all’area archeologica di Ferento, vicino Viterbo, richiede indicativamente un’ora e mezza e permette di esplorare i resti del teatro, dell’anfiteatro, delle terme e degli altri edifici che caratterizzavano l’antica città.
L’apertura e l’accoglienza del pubblico sono attualmente affidate ai volontari dell’associazione Archeotuscia Onlus, che contribuiscono alla valorizzazione e alla conoscenza di questo importante patrimonio archeologico della Tuscia.
Ferento è una meta particolarmente interessante per chi vuole scoprire la storia romana della Tuscia attraverso un percorso all’aperto, tra resti archeologici, paesaggio e memoria.







