Svolta storica alla Festa del Solco Dritto di Valentano: per la prima volta l’aratro è stato guidato da una donna

Un rito antico che affonda le sue radici nella storia profonda della Tuscia ha vissuto un’edizione destinata a rimanere scritta negli annali. Lo scorso 14 agosto, nella piana sottostante il centro abitato, si è rinnovata la celebre Festa del Solco Dritto di Valentano, una delle tradizioni contadine e religiose più sentite e suggestive dell’intero territorio viterbese.
L’edizione di quest’anno è stata segnata da una svolta epocale: per la prima volta nella storia della manifestazione, a guidare il mezzo per tracciare il lungo e dritto solco terreno è stata una donna, la ventitreenne Martina Marchi.
Martina Marchi rompe la tradizione: la prima tiratrice della storia
In una celebrazione propiziatoria in onore dell’Assunta da sempre dominata dalle figure dei bifolchi e degli agricoltori uomini, la scelta di affidare l’aratro alla giovane Martina ha rappresentato un passaggio fortemente simbolico, capace di coniugare il rispetto per l’identità locale con la modernità.
A soli 23 anni, Martina ha raccolto un’eredità importante e, con lo sguardo di una nuova generazione legata alla propria terra, ha mantenuto la rotta seguendo le “biffe” di orientamento posizionate nei giorni precedenti. Il risultato è stato un solco tracciato con precisione, accolto dall’emozione e dall’applauso della comunità.
L’organizzazione della Classe 1966 e lo svolgimento del rito
A promuovere e organizzare la Festa del Solco Dritto di Valentano sono stati i “Signori della Festa”, ovvero i componenti della Classe 1966, che quest’anno hanno raccolto il testimone della tradizione facendosi custodi dell’evento.
La giornata è iniziata alle prime luci dell’alba: il corteo è partito dal centro abitato alle ore 05:30 per raggiungere i campi nella piana. Dopo la tiratura dell’aratro e la lettura del responso, i festeggiamenti sono proseguiti con la classica merenda contadina a base di vino locale e del tipico biscotto valentanese.
La manifestazione si è poi conclusa in serata con le solenni celebrazioni religiose e la suggestiva illuminazione notturna del solco, che dal belvedere del paese è apparso come una lama di luce dorata immersa nella notte della Tuscia.






