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Pianiano, “Oltre l’arco c’è un paese” tra storie di arrivi e restanze

Il borgo di Pianiano ospita sabato 5 settembre la passeggiata-racconto “Oltre l’arco c’è un paese”.

Sabato 5 settembre il borgo di Pianiano ospita una passeggiata-racconto tra memoria, storia, restanze, testimonianze e identità della comunità.

PIANIANO – Basta oltrepassare un arco per entrare in un paese che sembra piccolo soltanto nelle dimensioni. Poche case raccolte lungo le vie del borgo, una comunità che può essere attraversata in pochi minuti e, dietro quella dimensione apparentemente immobile, una storia fatta di abbandoni e ripopolamenti, partenze e ritorni, persone nate qui e altre arrivate da luoghi lontani che hanno scelto Pianiano come propria casa.

È da questa trama di vite e memorie che nasce “Oltre l’arco c’è un paese. Storie di arrivi, restanze e altre presenze a Pianiano“, la passeggiata-racconto in programma sabato 5 settembre alle 17.30 nel borgo di Pianiano, nel territorio di Cellere.

L’iniziativa, promossa dal Museo del brigantaggio di Cellere e curata dall’Associazione culturale Comunità Narranti , con il contributo di Regione Lazio e Comune di Cellere, accompagnerà il pubblico lungo un percorso nel quale ricerca storica e antropologica, letteratura, memoria e testimonianze degli abitanti si intrecceranno per raccontare l’identità del piccolo centro della Tuscia.

Al centro della narrazione c’è innanzitutto il significato stesso della parola “paese”, inteso non semplicemente come un insieme di case, strade e architetture, ma come uno spazio costruito attraverso relazioni, consuetudini, ricordi e significati condivisi da chi lo abita. Una prospettiva che permette di guardare Pianiano lontano dall’immagine, spesso associata ai piccoli borghi, di un luogo immobile o rimasto fuori dal tempo. Il percorso attraverserà così epoche e vicende differenti: dalla leggenda della principessa Diana alla colonia albanese arrivata nel Settecento e protagonista di una nuova fase di ripopolamento, fino alle esperienze degli abitanti di oggi.

Pianiano tra partenze, ritorni e nuove presenze

Proprio la storia degli Albanesi restituisce uno dei fili conduttori dell’iniziativa. Dopo essersi stabiliti nel borgo e aver successivamente tentato una nuova partenza verso Poggio Imperiale, alcuni di loro decisero infatti di tornare a Pianiano. Un alternarsi di partenze e ritorni nel quale si ritrova quella tensione tra movimento e permanenza che attraversa ancora oggi la storia del paese.

Accanto alla ricostruzione storica avranno un ruolo fondamentale le testimonianze raccolte direttamente sul territorio. Vittoria, Tiziana, Amelio, Angela, Werner, Annarita, Gigi, Tahir e Valeria porteranno nel racconto ricordi, esperienze e differenti modi di vivere Pianiano.

«Siamo tutti diversi, abbiamo tutti storie diverse», racconta una delle voci raccolte durante la ricerca. Parole che restituiscono l’immagine di una comunità nella quale il rapporto tra chi è nato nel borgo e chi vi è arrivato nel corso degli anni si è costruito attraverso un continuo equilibrio tra vicinanza, distanza e appartenenza.

Borgo di Pianiano, protagonista della passeggiata-racconto tra storia, memoria e restanze

Il borgo di Pianiano, nel territorio di Cellere, ospita la passeggiata-racconto “Oltre l’arco c’è un paese”, dedicata alla storia della comunità, alle partenze, ai ritorni e al tema della restanza.

La “restanza” come nuova forma dell’abitare

Da qui prende forma anche una delle parole chiave scelte per il titolo dell’iniziativa: “restanza“. Il concetto, sviluppato dall’antropologo Vito Teti, indica qualcosa di più complesso del semplice rimanere in un luogo: è una forma attiva dell’abitare, capace di produrre relazioni, identità e nuovi significati. Una chiave attraverso la quale leggere sia le vite di coloro che a Pianiano sono rimasti, sia quelle di chi vi è arrivato decidendo di farne, temporaneamente o definitivamente, il proprio luogo di vita.

Le altre presenze: i gatti di Pianiano

Ma nel sottotitolo della passeggiata compare anche un riferimento più curioso: quello alle “altre presenze”. Sono i gatti della colonia felina di Pianiano, oggi quasi più numerosi degli abitanti e divenuti parte integrante del paesaggio quotidiano del borgo. Da loro il racconto si allargherà alla figura del gatto nella letteratura e nell’immaginario, intrecciando pagine di autori diversi alle storie degli animali che vivono realmente tra le strade del paese.

A condurre la passeggiata-racconto saranno Marco D’Aureli, Maura Lotti e Simona Soprano, autori anche della scrittura e della regia del percorso. Tiziana Ceccarelli, Narratrice di comunità, darà voce alle testimonianze e ai brani letterari, mentre gli interventi musicali saranno affidati alla fisarmonica di Gaia Ceraudo.

“Oltre l’arco c’è un paese” si svolgerà dunque sabato 5 settembre 2026 alle 17.30 nel borgo di Pianiano, a Cellere. La partecipazione è libera.

L’iniziativa è promossa dal Museo del brigantaggio di Cellere, a cura dell’Associazione culturale Comunità Narranti, con il contributo della Regione Lazio – L.R. 24/2019, Piano annuale 2025 – e del Comune di Cellere.

Per informazioni: 391 3103629 e info@museobrigantaggiocellere.org

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