L’artigianato torna protagonista nel disegnare un modello di sviluppo capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici. La seconda edizione di “Go Green”, progetto di punta della CNA Viterbo e Civitavecchia, ha preso ufficialmente il via, confermandosi come un ponte solido tra il tradizionale “saper fare” artigiano e l’urgenza sempre più stringente della sostenibilità ambientale.

Al centro dell’iniziativa emergono figure che vedono nel recupero e nella rigenerazione non solo una scelta etica, ma una vera leva di competitività. Tra queste spicca Luigi Cuppone, vicepresidente della CNA, docente universitario e artigiano falegname, titolare del Laboratorio Linfa a Orte.
In qualità di coordinatore del progetto, è stato lui a illustrare ai nostri microfoni, i risultati della prima edizione e gli obiettivi del nuovo percorso, delineando una traiettoria chiara: trasformare la sostenibilità in un elemento distintivo per ogni impresa coinvolta.
Per Luigi Cuppone, la sostenibilità non è un concetto teorico, bensì una pratica quotidiana fatta di riduzione degli sprechi, ottimizzazione delle risorse e valorizzazione della materia prima.
Un ruolo significativo è svolto anche dalla competenza tecnica di Benedetta Sereni, che affianca le imprese nel lavoro di mappatura e innovazione. La consulenza strategica si integra con strumenti digitali all’avanguardia, a dimostrazione di come tradizione e tecnologia possano dialogare in modo virtuoso.
Tra le novità di questa edizione spicca l’utilizzo della piattaforma collaborativa Miro, scelta per favorire la condivisione e la co-progettazione. Attraverso questo spazio virtuale le imprese possono confrontarsi, mappare i propri processi per individuare criticità ambientali e sviluppare in modo partecipato soluzioni e prototipi. La dimensione digitale diventa così un acceleratore di consapevolezza e innovazione, senza sostituire ma rafforzando il confronto umano.
“Go Green” non è dunque soltanto un progetto formativo o un’iniziativa promozionale, ma un percorso culturale che rimette al centro l’identità dell’impresa artigiana. In un tempo in cui la sostenibilità è spesso evocata come slogan, l’esperienza della CNA dimostra che essa può diventare metodo, pratica quotidiana e opportunità concreta di sviluppo. È in questo equilibrio tra memoria e innovazione che l’artigianato trova la forza di rigenerare il futuro.






