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Il Monte Palanzana – il monte che abbraccia Viterbo

In alto, lì che sovrasta Viterbo, il monte Palanzana. E poco importa se rispetto agli altri non spicca per altitudine. Con i suoi poco più di 800 metri di altezza, domina la pianura della città. Partendo dalla Valle dell’Arcionello, da via Genova, gli si arriva alle pendici. Là dove nasce il torrente Urcionio, il fiume che un tempo divideva in due Viterbo, e che oggi invisibile prosegue il suo corso sotto le strade della città. Con le sue sorgenti, con le sue forre, la valle dell’Arcionello non poteva che entrare a far parte delle aree verdi del Lazio. 

Arrivare alla vetta.

Grazie ai sentieri ad oggi curati e contrassegnati dal CAI (Club Alpino Italiano) sezione Viterbo, ci si può avventurare in quelli che sono sentieri ricchi di storia naturale, di scorci mozzafiato, e di memoria per i viterbesi. Il terreno, tipicamente di origine vulcanica, alterna tratti ricchi di vegetazione, a tratti di nuda pietra, per lo più il caratteristico peperino. Roccia vulcanica tipica delle costruzioni dei quartieri medievali della Tuscia. Il monte Palanzana fa infatti parte dei monti Cimini, un insieme di rilievi vulcanici dell’Antiappennino laziale.  

La tortuosa salita del sentiero verrà presto ripagata. Salendo sul cono ormai spento  del vulcano, un meraviglioso panorama si apre agli occhi. Tutta Viterbo ai piedi del monte, una terrazza naturale vulcanica che mostra l’intero capoluogo. In protezione quassù, un simbolo di grazia ricevuta, una enorme croce in legno si staglia verso il cielo.

Posta lì da Remo Anselmi, viterbese, che nel 1964 rischiò di schiantarsi con il suo aereo. Riuscendo a riprendere quota e quindi a salvarsi, non dimenticò mai che la fine stava per arrivare proprio su quel monte che tanto gli aveva dato. Fu così che pose una croce in ferro. Una croce che però nel corso di cinquant’anni ha subito intemperie, e per questo sostituita nel 2015 da una nuova, in legno. Sempre ad opera di Anselmi.

Una croce che abbracci la città, il monte, e tutti i giovani scomparsi precocemente (così come riporta la targa apposta). La vecchia croce è oggi visibile nella comunità terapeutica situata ai piedi del monte. 

La Palanzana è lì. Così importante per tutti noi, che protegge Viterbo, che la accoglie nelle passeggiate domenicali, nelle escursioni, nella voglia di ritrovare dei piccoli scorci quasi incontaminati. 

 

Paola Anselmo

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