A Papa Alessandro IV continuava a venire in sogno la piccola Rosa che da alcuni anni era stata sepolta nella nuda terra nel piccolo cimitero adiacente la chiesa di S. Maria del Poggio. Qualcosa quel sogno voleva dire!
Rosa aveva avuto una vita molto breve, ma piena di difficoltà. Difficoltà che non l’avevano mai allontanata dalla sua incrollabile fede.
Lei era nata nel 1233 da Caterina e Giovanni. I genitori erano poveri contadini e vivevano in una piccola casupola limitrofa al convento di San Damiano. Rosa sin da piccola manifesta una fede incrollabile e predica nelle vie della città, aiuta in tutti i modi i suoi concittadini, compie dei miracoli operando come terziaria.

In quel preciso periodo storico Federico II sta cercando di conquistare la città di Viterbo e le lotte tra Guelfi e Ghibellini sono molto accese e cruente.
Ma la piccola Rosa non si lascia certo spaventare da ciò. Continua la sua missione di aiutare poveri e malati e predicando la liberta dal forte potere di Federico II. L’imperatore viene avvisato dell’opera di dissuasione che la piccola Rosa operava nelle vie della città e lui la bandisce con tutta la sua famiglia.
E’ pieno inverno e Rosa con i suoi genitori affrontano un difficile percorso che li porta a cercare rifugio prima a Soriano e poi a Vitorchiano. Lei è una fanciulla con seri problemi fisici, ma ha un forte carattere che la sostiene. Solo in tempi recenti si scoprirà che era nata con una grave malformazione allo sterno. In realtà lo sterno non lo aveva proprio e al suo posto è stata trovata una massa fibrosa. Oggi questa malattia si chiama agenesia totale dello sterno e chi ne è afflitto non sopravvive ai tre anni di età. Lei invece è vissuta con questa grave patologia fino all’età di 18 anni.
La vita di Rosa è piena di ostacoli e difficoltà. Più volte proverà a entrare tra le converse del Monastero di San Damiano, ma verrà sempre rifiutata e il suo sogno si realizzerà solo secoli dopo, quando il suo corpo giacerà per sempre tra quelle mura.

Rosa muore a soli 18 anni e viene seppellita con una cerimonia molto semplice nella nuda terra del piccolo cimitero di S. Maria del Poggio, la chiesa che attualmente si chiama della Crocetta. Le persone che l’hanno seguita in vita continuano a seguirla anche dopo la morte e i miracoli continuano a succedere. Per diversi mesi il pellegrinaggio dei fedeli continuò senza sosta e qualcuno iniziò a chiederne il processo di santificazione. Il papa Innocenzo IV accetta e ne ordina il disseppellimento per procedere all’ispezione prevista dalla canonizzazione. Con grande sorpresa di tutti il corpo fu trovato intatto e si dice che perfino le rose che la ricoprivano fossero rimaste fresche e profumate come quando erano state poste nel sepolcro. Fu quindi deciso di traslare il corpo in una piccola teca dentro la chiesa di S. Maria in Poggio e li rimase per sei anni. Tuttora è visibile il luogo della sua sepoltura.

Nel 1257 Papa Alessandro IV decise di trasferire la sede papale a Viterbo e si trasferì in città. Rosa iniziò ad apparirgli in sogno e dopo la terza volta il Papa si convinse che doveva fare qualcosa. Il 4 settembre del 1258 decise di trasferire il corpo della piccola Rosa nel convento di San Damiano. Quello stesso convento che l’aveva respinta da viva, la accoglieva da morta per non lasciarla più andare. Il trasporto fu organizzato con grande partecipazione di persone comuni e del clero.
Il trasporto fu ricordato anche negli anni a seguire ma con delle piccole migliorie. Iniziarono così ad apparire i baldacchini e le macchine. Questa tradizione non si è mai interrotta, tranne per poco tempo e in occasione di guerre o pestilenze e continua fino ai nostri giorni.
Si ripeterà il 3 settembre con l’ultimo trasporto di Gloria. Ma di questo ne parleremo ancora.
Giornalista, direttrice responsabile ed esperta della comunicazione
Stefania Capati è una giornalista pubblicista e una figura di riferimento nel panorama culturale e dell’informazione locale della Tuscia. Fondatrice e direttrice responsabile della testata online e piattaforma podcast Radio Tuscia Events radiotusciaevents.com, coordina da anni il racconto del territorio, dei suoi eventi, della cultura e delle realtà associative con una visione dinamica e innovativa.
Il suo percorso professionale e formativo riflette una profonda curiosità intellettuale e una costante propensione al rinnovamento. Ha conseguito una laurea in Scienze Naturopatiche, un percorso che testimonia la sua attenzione al benessere e all’approccio olistico. Guidata dalla determinazione di unire la sua lunga esperienza sul campo a un solido background accademico contemporaneo, ha scelto di rimettersi in gioco iscrivendosi all’Università degli Studi della Tuscia (UNITUS), dove è attualmente laureanda in Scienze della Comunicazione.
Oltre all’impegno giornalistico e agli studi universitari, Stefania nutre profonde passioni che riempiono la sua vita al di fuori della redazione. È una viaggiatrice instancabile e un’avida lettrice, con una smisurata passione per i libri. Amante della buona tavola e del buon cibo, apprezza l’arte del ricevere e del degustare, ma con un fermo e ironico punto fermo: detesta cordialmente stare ai fornelli e cucinare.
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