Il 3 settembre 2026 Viterbo ha rinnovato il suo secolare patto d’amore con la sua Santa Patrona. Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa 2026 si è confermato uno degli eventi spirituali e culturali più suggestivi al mondo, capace di trasformare il centro storico della città in un palcoscenico di pura emozione, fede e spettacolarità.
Una piazza gremita e il parterre delle grandi occasioni
Fin dalle prime ore del pomeriggio, le vie e le piazze di Viterbo si sono riempite di una folla oceanica. Ciuffi trepidanti, famiglie e turisti giunti da ogni angolo d’Italia e dall’estero hanno stipato ogni centimetro del percorso, in attesa del momento in cui la città spegne le sue luci per lasciar brillare solo la fede.
A testimoniare la rilevanza nazionale e internazionale dell’evento Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO, era presente un nutrito parterre di autorità civili, militari ed ecclesiastiche. Rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali hanno assistito al passaggio dell’imponente struttura, sottolineando l’importanza culturale e identitaria che questa tradizione riveste per la Tuscia.
I veri eroi della notte e la perfezione tecnica del trasporto
Se il colpo d’occhio del pubblico e il prestigio delle autorità incorniciano la festa, i veri, incontrastati eroi della serata restano sempre e solo loro: i Facchini di Santa Rosa.
A confermare la riuscita impeccabile della manifestazione è stato Massimo Mecarini, presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, che ai nostri microfoni ha dichiarato come il trasporto sia stato tecnicamente perfetto. Un risultato straordinario frutto di abnegazione, forza fisica, disciplina e incrollabile devozione.
I numeri della Macchina di S. Rosa
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Altezza: 30 metri di ingegneria e arte visiva.
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Peso: 50 quintali (5 tonnellate) gravanti sulle spalle dei Facchini.
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Illuminazione: Centinaia di luci che trasformano la struttura in una vera e propria “torre di luce” itinerante.
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Percorso: Oltre un chilometro tra le vie strette del centro medievale.
Sotto il peso immane dei 50 quintali, affrontando la fatica passo dopo passo al buio, i Facchini hanno condotto la gigantesca torre di luce di 30 metri regalando alla città un’altra notte indimenticabile.
Un retroscena dal cuore della macchina: la sicurezza all’interno
Durante la consueta e suggestiva fermata a piazza del Teatro, le telecamere di Radio Tuscia Events hanno avuto la straordinaria possibilità di entrare proprio sotto la struttura della Macchina. In quel momento unico abbiamo intervistato uno dei Facchini, che ci ha svelato un curioso e fondamentale retroscena sulla sicurezza.
All’interno della torre di luce, infatti, viene sempre trasportato un elettricista o un vigile del fuoco. Questa presenza silenziosa ma fondamentale serve a garantire un intervento immediato in caso di corto circuito o principio di incendio, a testimonianza di quanto complessa e attenta sia la macchina organizzativa dietro questo colosso luminoso.
I momenti simbolo del 2026: il doppio “sollevate e fermi” tra emozione e sforzo immane
L’edizione di quest’anno sarà ricordata anche per una sequenza di momenti ad altissima tensione emotiva, caratterizzati da un eccezionale doppio “sollevate e fermi”.
Il primo episodio si è verificato proprio alla partenza. Un visibilmente emozionato Luigi Aspromonte ha involontariamente stravolto il cerimoniale tradizionale, dimenticando di pronunciare la storica ed iconica frase: “Semo tutti de un sentimento, accapezzate il ciuffo!”. L’enorme carica emotiva del momento rende questo piccolo fuoriprogramma del tutto giustificato e, anzi, ancora più umano e toccante.
Il secondo “sollevate e fermi” è arrivato nel finale più drammatico e spettacolare. Dopo aver affrontato l’estenuante e famosissima ultima salita di corsa, i Facchini sono giunti sul sagrato del Santuario. Qui, con un ultimo immane sforzo corale, hanno sollevato la pesantissima struttura verso il cielo, offrendo la Macchina a Santa Rosa e scatenando il boato e le lacrime di gioia dell’intera piazza.
Un’eredità che vive su radiotusciaevents.com
Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa 2026 si chiude lasciando nei cuori dei viterbesi un senso profondo di orgoglio. Un successo che dimostra come la tradizione sappia rinnovarsi e battere forte ogni anno.
Per rivivere i momenti più salienti, guardare i video esclusivi girati sotto la Macchina e riascoltare le interviste al presidente Massimo Mecarini, ai Facchini e alle autorità presenti, continua a seguire gli aggiornamenti e le dirette su Radio Tuscia Events, la voce del territorio.





















































































