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“LAS GRIETAS” di Fabiola Ferrero al Museo di Roma in Trastevere

Reinas, 2025 di Fabiola Ferrero – in corso. Progetto realizzato con il supporto di Deloitte Photo Grant

Dal 1° ottobre al 22 novembre 2026 la personale della fotografa venezuelana Fabiola Ferrero vincitrice del Premio IILA-Fotografia. Un viaggio tra memoria, identità, catastrofi, migrazione e rappresentazione del corpo.

Dal 1° ottobre al 22 novembre 2026 il Museo di Roma in Trastevere ospita LAS GRIETAS. Sulle tracce di una fantasia, mostra personale della fotografa e giornalista venezuelana Fabiola Ferrero, nata a Caracas nel 1991 e vincitrice del Premio IILA-Fotografia, promosso dall’IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana.

La mostra, dedicata alla memoria delle migliaia di vittime e dei dispersi del terremoto che ha colpito il Venezuela il 24 giugno 2026, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ed è organizzata dall’IILA. I servizi museali sono affidati a Zètema Progetto Cultura.

«Con questa mostra – ha dichiarato Giorgio Silli, Segretario Generale IILA – il Premio IILAFotografia rinnova la propria vocazione di ponte culturale tra Italia e America Latina. Attraverso le immagini di Fabiola Ferrero, le ferite della storia venezuelana incontrano quelle della memoria e dei corpi, fino a trovare a Roma una nuova dimensione espressiva. Un percorso che testimonia la forza della fotografia come strumento di conoscenza, dialogo e memoria condivisa».

Le crepe della storia e della memoria nell’opera di Fabiola Ferrero

Las grietas, “le crepe”, rappresenta una chiave di lettura che attraversa l’intero percorso espositivo. Sono le fenditure materiali degli edifici e dei monumenti, quelle lasciate dalle catastrofi naturali e dalle trasformazioni sociali, ma anche le fratture più intime che attraversano la memoria, i corpi e il senso di appartenenza. La mostra si configura così come un viaggio attraverso le ferite visibili e invisibili della storia venezuelana e, allo stesso tempo, come una riflessione sulla capacità della fotografia di conservare ciò che rischia di scomparire e di rimettere in discussione le narrazioni consolidate del passato.

Il percorso riunisce quattro capitoli fondamentali della produzione di Ferrero: Whispering Walls, I Can’t Hear the Birds, Reinas e Contramonumento.

Con Whispering Walls la fotografa documenta le ricerche tra le macerie successive al doppio sisma che ha colpito il nord del Venezuela. Attraverso testimonianze e racconti dei soccorritori, il progetto restituisce la drammaticità della catastrofe, ma anche la capacità di reazione e di organizzazione della società civile. Edifici distrutti, oggetti sopravvissuti e tracce di esistenze improvvisamente interrotte diventano elementi di una memoria affidata all’immagine.

Più intimo e autobiografico è invece I Can’t Hear the Birds, nato dal ritorno dell’autrice nei luoghi dell’infanzia e della memoria familiare. Fabiola Ferrero osserva un Venezuela profondamente trasformato dalla crisi, dall’emigrazione di massa e dal venir meno di quella prosperità che aveva segnato l’immaginario nazionale nel corso del Novecento. La memoria personale si intreccia in questo caso con quella collettiva, sovrapponendo ricordi familiari, trasformazioni sociali e percezione di una nazione ormai profondamente diversa. Il progetto ha ottenuto nel 2023 il World Press Photo, categoria Long Term Projects per la regione Sud America.

Whispering Walls di Fabiola Ferrero, 2026 Foto realizzate sul campo per The New York Times

Whispering Walls, 2026 Foto realizzate sul campo per The New York Times

Bellezza, potere e corpo femminile

Con Reinas, Fabiola Ferrero affronta invece uno degli elementi più riconoscibili dell’immaginario venezuelano: il culto della bellezza e il ruolo assunto nel Paese dalle regine dei concorsi. Il lavoro indaga le radici storiche e culturali di questo fenomeno, mettendolo in relazione con la modernizzazione del Venezuela e con l’abbondanza economica prodotta dall’industria petrolifera. La bellezza emerge così non soltanto come elemento estetico, ma come promessa di ascesa sociale, progresso e costruzione identitaria.

Il percorso espositivo si conclude con Contramonumento, progetto ideato e realizzato da Fabiola Ferrero durante la residenza artistica a Roma prevista dal XVI Premio IILA-Fotografia e presentato per la prima volta al pubblico. Nella Capitale, l’artista entra in relazione con uno spazio urbano nel quale la memoria storica si manifesta attraverso monumenti, statue e architetture celebrative. Il marmo, tradizionalmente associato all’idea di durata e permanenza, diventa così il punto di partenza per interrogare il rapporto tra rappresentazione del potere e vulnerabilità del corpo.

Fabiola Ferrero mette in dialogo le superfici delle statue romane con il tempo, l’invecchiamento, la fragilità e la resistenza del corpo femminile, costruendo un collegamento ideale con le riflessioni già sviluppate nei lavori dedicati al Venezuela.

Il Premio IILA-Fotografia

La mostra si inserisce nell’ambito del Premio IILA-Fotografia, istituito nel 2008 dall’IILA con l’obiettivo di valorizzare la fotografia contemporanea latino-americana e favorire l’ingresso dei giovani talenti nel circuito artistico e culturale internazionale. Il riconoscimento è rivolto a fotografi emergenti under 40 provenienti dai Paesi membri dell’Organizzazione e sostiene la produzione artistica attraverso occasioni espositive, percorsi professionali e residenze. Proprio la residenza romana costituisce uno degli elementi centrali del progetto, permettendo agli artisti di confrontarsi direttamente con il contesto culturale italiano e di sviluppare nuove produzioni. Contramonumento nasce precisamente da questa esperienza, diventando uno degli esempi concreti del dialogo artistico promosso dal Premio tra Italia e America Latina.

Whispering Walls di Fabiola Ferrero, 2026 Foto realizzate sul campo per The New York Times

Whispering Walls di Fabiola Ferrero, 2026 Foto realizzate sul campo per The New York Times.

Fabiola Ferrero

Fotografa documentarista e giornalista, Fabiola Ferrero concentra la propria ricerca sulle eredità culturali della modernizzazione venezuelana del XX secolo e sul ruolo assunto dall’industria petrolifera nella costruzione dell’immaginario nazionale. La sua formazione nella scrittura e nel giornalismo investigativo si riflette in progetti fotografici di lungo periodo dedicati alla politica, alla storia, alla memoria collettiva e all’identità. Nei suoi lavori, dimensione documentaria ed esperienza personale si intrecciano nell’analisi delle trasformazioni economiche e sociali del Venezuela e dei processi attraverso i quali individui e comunità costruiscono e conservano il proprio passato.

Nel 2021 Ferrero ha fondato Semillero Migrante, programma di tutoraggio dedicato ai giovani fotografi latino-americani. Nel 2018 è stata Fellow della Magnum Foundation nell’ambito del Photography and Social Justice Program, mentre nel 2022 ha fatto parte della giuria del World Press Photo per la regione Sud America. Tra i riconoscimenti ottenuti figurano il Carmignac Photojournalism Award nel 2021, il World Press Photo 2023 per I Can’t Hear the Birds e il Deloitte Photo Grant per Reinas. È stata inoltre Fellow presso l’Institute for Ideas and Imagination della Columbia University a Parigi nel periodo 2023-2024.

Nel 2025 ha vinto il XVI Premio IILA-Fotografia con il progetto Looking for the Olive Trees e nel 2026 ha ricevuto una borsa di studio della National Geographic Society come National Geographic Explorer. Il suo sito personale è www.fabiolaferrero.com.

Tutte le informazioni per la mostra fotografica “Las Grietas” di Fabiola Ferrero.

  • Museo di Roma in Trastevere
  • Dal 1° ottobre al 22 novembre 2026
  • Da martedì alla domenica dalle 10.00 alle 20.00 con ultimo ingresso alle 19.00
  • Biglietti e prenotazioni.

 

Articolo di Andrea Contorni per Radio Tuscia Events

  • Le fotografie sono state reperite dalla sezione “Sala stampa” del Museo di Roma in Trastevere e si intendono pubblicabili.
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