
Nella nuova puntata dell’approfondimento culturale di Radio Tuscia Events, Stefania Capati ospita Luigi Crimaco: archeologo, già direttore degli scavi e city manager della Soprintendenza a Pompei, e oggi direttore dei musei civici di Mondragone e Falciano del Massico. In questa intervista presentiamo la sua ultima opera narrativa, il thriller storico Federico II e il portale dei morti.
Tra Ponzio Pilato e Federico II: l’enigma del “Portale dei Morti”
Stefania Capati: benvenuti e benvenute a una nuova puntata dell’intervista su Radio Tuscia Events. Oggi ho un ospite d’eccezione: Luigi Crimaco, archeologo e già direttore degli scavi a Pompei, oggi in veste di scrittore con il romanzo storico https://radiotusciaevents.com/museo-federico-ii-di-jesi-intervista-alla-direttrice-lucia-basili/Federico II e il portale dei morti. benvenuto, luigi.
Luigi Crimaco: grazie, bentrovati. un saluto a tutte le ascoltatrici e a tutti gli ascoltatori. sono pronto per questa bella chiacchierata.
Stefania Capati: il tuo libro è un appassionante thriller storico che intreccia le gesta di Ponzio Pilato a Gerusalemme nel 36 d.C. con quelle dell’imperatore Federico II nel 1229. Come si collegano attraverso i secoli questi due giganti della storia intorno allo stesso mistero?
Luigi Crimaco: sembra un caso, ma in realtà non lo è. Gerusalemme è una città straordinaria in cui può accadere di tutto. nel 36 d.C., Ponzio Pilato si trova in un frangente drammatico: ha commesso degli errori con l’imperatore Tiberio e deve rimediare per salvare la propria vita. In questo contesto, un legionario gli consegna due antichi manoscritti. Pilato li legge e da lì scatena eventi imprevedibili.
Stefania Capati: ed è proprio qui che entra in gioco il “Portale dei Morti”, giusto?
Luigi Crimaco: esattamente. Uuno di questi misteriosi volumi finisce, secoli dopo, nelle mani di Federico II di Svevia. è così che i due personaggi si collegano attraverso il tempo. il fascino della fiction letteraria risiede proprio in questo: si può costruire una trama avvincente, a patto di mantenere rigorosamente intatti i riferimenti storici e archeologici.
Storia documentata e finzione narrativa: la scoperta del manoscritto medievale
Stefania Capati: nel libro fai un salto temporale dal I secolo d.C. fino al 1229, anno in cui Papa Gregorio IX scomunica Federico II. Quanto c’è di storia documentata e quanto di invenzione narrativa in questo romanzo?
Luigi Crimaco: lo scontro tra il Papato e l’Impero è storia vera e ampiamente documentata. Trattandosi di un romanzo storico, la ricostruzione degli eventi e l’ambientazione archeologica sono rigorose. L’idea narrativa nasce da un’esperienza reale: consultando un antico manoscritto medievale legato all’Abbazia della Ferraria, nei pressi del vulcano di Roccamonfina, ho letto la testimonianza di un gruppo di cavalieri teutonici che raccontavano all’abate la storia di un uomo destinato a vivere in eterno. Da quel documento storico è scoccata la scintilla per la trama del romanzo.
Stefania Capati: una vera e propria scoperta che ha dato forma al libro.
Luigi Crimaco: sì, la verità storica e la narrazione si fondono lungo le 600 pagine del libro, che scorrono molto rapidamente.
Stefania Capati: questa atmosfera di scoperte nei cunicoli sotterranei sotto Gerusalemme richiama molto anche il tuo lavoro sul campo.
Luigi Crimaco: la descrizione di grotte, passaggi segreti e necropoli riflette direttamente la mia carriera di archeologo. Nel corso degli anni mi sono calato in prima persona nei cunicoli di Puteoli (Pozzuoli) e in molti altri siti. Ho trasferito nella pagina scritta le emozioni provate durante le mie campagne di scavo.
Dagli scavi di Pompei ai Musei di Mondragone e Falciano del Massico
Stefania Capati: apriamo una breve parentesi sulla tua carriera: sei stato anche city manager e responsabile degli scavi a Pompei per la Soprintendenza.
Luigi Crimaco: sì, è stata un’esperienza formativa e bellissima, di enorme valore professionale e umano.
Stefania Capati: di cosa ti occupi attualmente?
Luigi Crimaco: continuo il mio lavoro di archeologo dirigendo due strutture museali importanti: il Museo Civico di Falciano del Massico e il Museo Archeologico di Mondragone. Quest’ultimo custodisce una delle collezioni medievali più rilevanti del Mezzogiorno, ed è strettamente legato a Federico II. Per sedici anni ho diretto i lavori di scavo sulla Rocca Montis Dragonis, trascorrendo le serate da solo tra le rovine, nel silenzio del vento, ho percepito la voce della storia e la presenza di Federico II. Dopo aver pubblicato i report scientifici sugli scavi, ho sentito l’esigenza di raccontare quell’esperienza attraverso la forma del romanzo storico, uno strumento divulgativo di grande efficacia.
I luoghi federiciani, la figura dello “Stupor Mundi” e il rispetto per le donne
Stefania Capati: qual è il legame profondo tra la Rocca Montis Dragonis a Mondragone, la città di Lucera e la figura dello Stupor Mundi?
Luigi Crimaco: prima della stesura del libro ho compiuto un viaggio nei principali luoghi federiciani tra Campania, Basilicata, Puglia e Sicilia: da Lucera a Palermo, da Siracusa ad Andria. A me è servito per cogliere l’anima di Federico II. Ad Andria, nella cripta della cattedrale, si trovano i resti delle sue due mogli, Isabella d’Inghilterra e Jolanda di Brienne, ricomposti da uno studio archeologico. E’ stato un momento di profonda emozione.
Stefania Capati: un altro aspetto centrale della figura di Federico II riguarda il suo rapporto con il mondo femminile e la diplomazia.
Luigi Crimaco: Federico II ha avuto un’attenzione straordinaria per la condizione femminile. Nel 1231, promulgando le Costituzioni di Melfi (Liber Augustalis), introdusse norme severissime contro la violenza sulle donne, stabilendo la pena capitale per chi la commetteva. Un principio di tutela legale pionieristico per il XIII secolo, inoltre, durante la sesta crociata nel 1229, riuscì a garantire dieci anni di pace nel Regno di Gerusalemme attraverso il dialogo diplomatico con il sultano d’Egitto al-Malik al-Kamil, dimostrando una visione culturale e politica precorritrice dei tempi.
Perché leggere “Federico II e il portale dei morti”
Stefania Capati: qual è il motivo principale per cui i lettori dovrebbero leggere Federico II e il portale dei morti?
Luigi Crimaco: uso le parole di una lettrice: leggere questo romanzo dà la sensazione di guardare una serie TV o un film, grazie alla nitidezza delle immagini visive e al ritmo della narrazione. Invito i lettori a scoprire se sia davvero così.
Stefania Capati: dove è possibile acquistare il volume?
Luigi Crimaco: è disponibile in tutte le librerie fisiche e sui principali store online come Amazon, IBS, Mondadori e Feltrinelli.
Stefania Capati: ringraziamo Luigi Crimaco per questa intervista e per aver condiviso con noi la genesi di Federico II e il portale dei morti.
Luigi Crimaco: grazie a voi, è stato un vero piacere. a presto!





