La prima minimacchina è nata nel 1919 ed è nata da un gioco di emulazione da parte di alcuni bambini del centro storico.
La Grande Guerra aveva impedito il trasporto della macchina di S. Rosa e nel 1919 si poteva riprendere a farlo. Alcuni bambini, per emulare i grandi, pensarono di fare una minimacchina utilizzando materiale povero. L’idea fu subito appoggiata dal parroco della chiesa di San Giovanni e la falegnameria Nocilli si incaricò di costruire lo scheletro in legno leggero.
La piccola minimacchina fu ricoperta di carta oleata rossa e furono aggiunte delle candele. In alto fu posizionata una bambola di stoffa piena di segatura che rappresentava S. Rosa. La sera del 3 settembre il trasporto prese il via, partendo dall’attuale piazza Dante fino alla chiesa della Crocetta. Sotto c’erano cinque minifacchini. Il percorso scelto rappresentava la strada che Rosa percorreva per aiutare i frati di Francesco nella distribuzione del cibo ai poveri. L’andata del primo percorso andò benissimo, ma il percorso di ritorno ebbe una fine incresciosa. Ci fu un battibecco molto vivace tra una famiglia di anarchici e una famiglia di vinai. Ne nacque un parapiglia e nella confusione la minimacchina si incendiò. L’incendio placò gli animi e tutti si diedero alla fuga.
Nel 1966 un altro gruppetto di bambini tra i sei e gli otto anni, ripresero questa iniziativa. Il gruppetto era incoraggiato da Renzo Javarone colui che diventerà il proprietario dello storico locale Gran caffè Schenardi. Il progetto destò l’entusiasmo dell’Avv.to Ludovisi all’epoca Presidente della Cassa di Risparmio, che decise di finanziare l’impresa anche negli anni successivi.
Tra lo sparuto gruppetto di bambini che prese parte al quel trasporto datato 1966, c’era anche Domenico Arruzzolo che lo ricorda così:
” Tutto è cominciato per gioco eravamo un gruppo di bambini dai sei agli otto anni giocavamo tutti i giorni insieme nelle strade tra via del suffragio e via Mazzini. Eravamo bambini del centro storico e un anno credo fosse il 1965, decidemmo di mettere dei cartoni uno sopra all’altro tenuti da un manico di scopa.
All’inizio credo fossimo 6 o 7 bambini al massimo e questi cartoni li abbiamo messi il più grande alla base poi a salire quelli sempre meno grandi. Ci appiccicavano tutti Santini che non erano necessariamente di Santa Rosa. C’erano anche altri santi perché bisognava dare un po’ di colore, un po’ di senso questa piccola costruzione.
Portammo questa prima sperimentale macchinetta di Santa Rosa quel quartiere, facendo un piccolo giro. Però ci divertivamo tantissimo in questa cosa.
Credo che l’anno dopo già cominciamo a utilizzare listelli di legno e la carta velina. Con quella venne sicuramente un po’ meglio come macchinetta e non ricordo se fu proprio quella che a un certo punto ci prese pure a fuoco perché ci avevamo messo anche dei lumini. Ma ciò che ci ispirava, quello che era fondamentale in tutto questa nostra piccola esperienza, era il gioco. Cioè il fare una cosa insieme che non era il solito giocare a pallone o nascondino con i tappeti o con le palline di vetro.
Poi dal terzo anno ci fu la svolta nel senso che un giovane Renzo Lucarini che lavorava in un negozio del corso venne a conoscenza di questa nostra macchinetta. Delle nostre piccole e rudimentali esperienze. In qualche modo Renzo cominciò a prenderci per mano e da allora nacque una macchinetta di Santa Rosa più strutturata. E nacque anche l’attenzione per le nostre divise. All’inizio come si vede in alcune foto, ognuno veniva con quello che aveva a casa e diciamo da lì in poi è partita veramente l’esperienza della mini macchina del centro storico. Era il 1966 o il 1967 e insomma fa piacere vedere che ancora oggi questa tradizione ha continuato in maniera importante e organizzata. E il centro storico è ormai alla ribalta delle cronache nel mese di settembre e della tradizione viterbese per via di questa mini macchina. Per finire ricordo alcuni dei loro nomi Dino, Paolo, Massimo, Valentino, Ninni e Pino. Eravamo veramente piccolissimi.”
Ringraziamo Domenico Arruzzolo per questo ricordo e vi invitiamo a vedere la mini macchina del centro storico.






