L’orto biologico è uno spazio nel quale convivono in perfetta armonia ortaggi e fiori. Come in natura, nell’orto biologico si crea un ecosistema nel quale animali e insetti convivono in perfetto equilibrio con le piante con enorme vantaggio di tutti.
Se ci capita di andare in un prato, possiamo renderci conto di quante piante diverse convivono insieme, crescendo in una maniera apparentemente casuale. In realtà le piante crescono dove trovano le condizioni giuste per farlo, ma non conta solo la fertilità del terreno ma anche la vicinanza con specie amiche tra loro.
Le piante che crescono vicine sono avvantaggiate e crescono meglio e più velocemente delle piante messe a dimora in un orto con condizioni diverse.
Gli orti che siamo abituati a vedere hanno un aspetto molto ordinato e diverso da ciò che si nota in natura. In natura non esistono file di zucchini o zone dove crescono solo pomodori. E’ evidente che l’orto come siamo abituati a vederli, sono molto lontani da ciò che succede naturalmente in un prato.
Dobbiamo rivedere il nostro modo di coltivare per adattarci ai meccanismi naturali, facendo in modo che la terra possa rigenerarsi e i parassiti possano essere contrastati dalle stesse piante. E non dai pesticidi che finiscono poi nel nostro piatto.
Nel corso dei secoli le piante hanno contribuito a creare il nostro pianeta, hanno contribuito a darci l’atmosfera respirabile, hanno influenzato il clima. Inoltre hanno contribuito a rendere fertile la stessa terra dove crescono, restituendo al terreno ciò che assorbono.
L’orto biologico utilizza questi meccanismi che coinvolgono in un ciclo naturale organismi vegetali, animali e microbiologici. Senza andare contro natura e quindi inquinare.
E’ ovvio che per avere un orto biologico non si debbono usare prodotti chimici come concimi o antiparassitari, ma solo meccanismi naturali per la crescita delle piante.
Pioniere dell’orto biologico è Masanobu Fukuoka che nel suo manuale La rivoluzione del filo di paglia, suggerisce quattro regole da seguire per un risultato ottimale:
1 – Nessuna lavorazione del terreno perché sono le stesse radici a crearsi le condizioni ideali.
2 – Nessuna concimazione chimica, il suolo si arricchisce di sostanze organiche dalle foglie cadute, dall’erba degli sfalci e con le pacciamature vegetali.
3 – Nessun diserbante perché le erbe infestanti possono essere contenute con le pacciamature fatte con la paglia oppure con il trifoglio bianco.
4 – Vietatissimo l’uso di prodotti chimici che indeboliscono le piante facendole diventare meno resistenti e più facilmente attaccabili dagli insetti dannosi.
Trasformare il nostro orto in un piccolo ecosistema ricco di vita, significa fare una scelta consapevole per la salvaguardia del pianeta e quindi della nostra salute futura.
Stefania Capati






