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L’orto sinergico

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L’orto sinergico nasce da un’idea di Emilia Hazelip un’agricoltrice spagnola che ha cercato di adattare il metodo Fukuoka al clima mediterraneo.

Emilia, crea l’orto sinergico realizzando dei cassoni di coltivazione che una volta preparati non hanno bisogno di lavorazione del terreno.

Il cassone o bancale ha un grande vantaggio che è quello del riscaldamento delle radici con l’energia del sole.

L’irrigazione dell’orto sinergico prevede l’impianto a goccia che oltre a garantire un notevole risparmio di acqua, garantisce una perfetta idratazione del suolo.

Per il controllo delle erbe infestanti ma anche per la sopravvivenza dei microorganismi naturalmente presenti nel terreno, si utilizza la pacciamatura. La pacciamatura può essere realizzata con paglia, ma anche con erbe provenienti da sfalci.

Come per l’orto biologico, l’obiettivo dell’orto sinergico è quello di produrre ortaggi senza l’utilizzo di prodotti chimici che avrebbero un impatto molto negativo sull’ambiente.

L’orto sinergico, si basa molto sulla coltivazione delle piante autoctone che sono notevolmente più resistenti di quelle non locali. Inoltre, incoraggia l’uso di piantine provenienti da proprie semine, invece che quelle acquistate nei vivai, dalla dubbia provenienza e soprattutto da regioni lontane.

Il concetto di questo tipo di coltivazione è la messa in atto di una naturale collaborazione tra specie vegetali, esattamente come avviene in natura. Ogni forma vivente ha un suo antagonista, ma ha anche degli alleati. Quindi coltivare piante amiche tra loro, significa garantire una migliore crescita delle stesse, ma offrire anche una limitazione alle infestazioni di parassiti che potrebbero danneggiarle.

Un altro grande vantaggio dell’orto sinergico è quello di attirare insetti utili come le api. Per concludere possiamo affermare che trasformare il nostro piccolo orto in un ecosistema ricco di vita, dove possono convivere pacificamente animali e vegetali, significa dare alla natura il sopravvento. Garantendo così quei meccanismi naturali che hanno permesso la continuità della vita dopo miliardi di anni di evoluzione.

Stefania Capati

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