MISS CHEF®, rappresentata dalla sua presidente, la giornalista ed autrice tv Rai di origine lucana Mariangela Petruzzelli, ha vissuto un’importante missione imprenditoriale e socio-culturale a Mogadiscio, in Somalia, su invito della Camera di Commercio Italia-Somalia e dell’Università Nazionale somala. Questa iniziativa è servita a sancire le azioni ed i contenuti di un progetto di formazione in campo culinario ed agro-alimentare dedicato alle donne italiane e somale, rivolto in particolare a quante sono state vittime di violenza.

Stefania Capati: Benvenute e benvenuti a una nuova puntata dello speciale del Tg degli Eventi. Oggi diamo un caloroso benvenuto a Mariangela Petruzzelli. Ciao Mariangela, buon pomeriggio a te!
Mariangela Petruzzelli: Buon pomeriggio a te Stefania, buon pomeriggio a tutte le persone all’ascolto della vostra radio e soprattutto anche a tutto il mondo dell’Università della Tuscia per come lavora e per come ci ha accolto. Grazie.
Stefania Capati: E noi ringraziamo te, Mariangela. Allora, tu sei giornalista, autrice televisiva Rai, ovviamente sei una donna straordinaria e soprattutto sei la presidente dell’associazione internazionale MISS CHEF® . Questa associazione da anni è proprio un punto di riferimento che valorizza le donne in cucina. Hai appena vissuto un’esperienza straordinaria a Mogadiscio, vuoi iniziare raccontandoci questa?
Mariangela Petruzzelli: Allora sì, con grande onore e piacere. MISS CHEF® è un’associazione ma anche un brand nato nel 2012 che promuove le donne chef del mondo, ma naturalmente anche tutte le professioniste dell’olio, del vino, del turismo e del mondo dell’agroalimentare. Parla di women power e di pari opportunità in un settore molto maschile che è anche un ambito imprenditoriale importante, quello della ristorazione, dove le donne hanno poco spazio. Ci sono gap salariali molto seri: le donne hanno il 16% del salario in meno e soltanto il 2% della popolazione professionale globale raggiunge le stelle Michelin. Quindi c’è un grande lavoro da fare.
Stiamo lavorando con MISS CHEF® già da anni, ma soprattutto dopo il Covid, anche con la FAO e l’ONU, su programmi importanti di cooperazione, in particolare per la formazione delle donne che hanno bisogno di emersione o che sono vittime di violenza a livello internazionale.
Stefania Capati: E infatti questa è la vostra mission più importante
Mariangela Petruzzelli: Sì, grazie Stefania, perché noi lavoriamo proprio per formare le donne con bisogni di emersione. Abbiamo incominciato nel 2020 in Calabria con l’Accademia Sociale di Cucina, dove le donne chef professioniste insegnano alle donne vittime di ‘ndrangheta per aiutare l’associazione Libere Donne in memoria di Lea Garofalo, che è stato anche un caso di cui mi sono occupata come giornalista d’inchiesta, un noto caso di femminicidio del 2013.
E abbiamo continuato. L’ultimo evento e missione imprenditoriale e sociale di impresa etica che abbiamo fatto è stato proprio andare e tornare dalla Somalia, a Mogadiscio, dopo quattro anni di lavoro con la Camera di Commercio Italia-Somalia. Ringrazio anche l’avvocata Rahma Hassan, che è stata anche da voi all’Università della Tuscia proprio il 7 maggio prima che noi partissimo. Sono stata onorata di essere relatrice a questo convegno sui diritti delle donne organizzato con la vostra promozione e divulgazione media e con la bravissima professoressa Sonia Melchiorre Presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’Unitus, che fa delle cose importanti con tutte voi. Partivamo il giorno dopo per Mogadiscio; è la prima volta che sono andata lì, anche con l’aiuto del Ministero degli Affari Esteri italiano ovvero la Farnesina, e con il supporto dell’Università Nazionale Somala. Stiamo portando a compimento un progetto iniziato quasi quattro anni fa in cui si lavora per l’Accademia Sociale di Cucina Italiana e per la parità di genere. Realizzeremo programmi di formazione per le donne somale, si parla di almeno un centinaio per iniziare con un programma biennale. Una volta formate, le cuoche verranno poi inserite nel mondo del lavoro sia della ristorazione che dell’hotellerie, sia in Italia ma soprattutto per farle rimanere lì in Somalia.
Sono stata accolta anche dall’ambasciatore italiano e ci hanno già invitato a fare la Settimana della Cucina Italia-Somalia per il prossimo novembre con l’egida del Ministero degli Affari Esteri. Ho trovato sicuramente una realtà non facile, perché siamo partite in un momento di guerra internazionale e abbiamo dovuto fare scalo prima ad Addis Abeba e poi ad Abu Dhabi. Purtroppo Mogadiscio vive ancora uno stato civile di guerra, ma ho trovato tante donne intraprendenti: sia nelle scuole, con tante studentesse universitarie che studiano anche italiano e vogliono imparare mestieri importanti e di alta formazione, sia tante donne imprenditrici. Abbiamo collaborato anche con l’ospedale Oasis, un centro oncologico d’avanguardia gestito da donne e aperto da sei mesi, dove faremo questo progetto di “cibo e salute”: quindi formazione, ma anche medicina culinaria, che è una cosa molto seria e importante.
La stessa cosa MISS CHEF® la sta facendo già da un po’ sulla Tunisia. Siamo nel Piano Mattei per l’Accademia della cucina mediterranea, dell’ospitalità alberghiera e delle pari opportunità, dove stiamo lavorando con l’ambasciata di Tunisi. Abbiamo fatto anche la Settimana della Cucina Italiana a Tunisi lo scorso novembre e, in occasione della ricorrenza del 25 novembre, abbiamo proclamato una “Miss Chef”, mettendole la fascia sul cappello per dire che le donne sono brave e piene di talento anche in un lavoro molto difficile, complesso e faticoso come quello della cucina, dove le donne sono anche imprenditrici. Abbiamo premiato una giovane chef tunisina di 26 anni, formatasi all’accademia di Tunisi di cui siamo partner da due anni, e abbiamo messo sul cappello il cuore di MISS CHEF® come simbolo contro le violenze e per il valore della dignità del lavoro.
Stefania Capati: E ti volevo dire questo: nella descrizione di questa intervista metterò il link all’articolo che abbiamo pubblicato su questo evento, quindi i nostri lettori potranno rileggerlo.
Mariangela Petruzzelli: Grazie mille, perché voi avete dato voce anche a questo passaggio molto fragile e importante che MISS CHEF® sta facendo nel Mediterraneo in modo molto attuale, proprio in linea con il Piano Mattei, agendo sulla sostenibilità del lavoro delle donne: sia per le donne, sia con le donne.
Stefania Capati: Mariangela, abbiamo lo spazio per l’ultima domanda: i prossimi progetti?
Mariangela Petruzzelli: Abbiamo tante cose da fare! Sicuramente partirà a breve il nostro tour a fine agosto, perché noi facciamo una competizione internazionale con una giuria tecnica in cui in ogni territorio, sia italiano che estero, si riuniscono quattro chef della zona. Saremo anche a Lampedusa, dove parleremo delle donne migranti, e realizzeremo un importante evento alla Moschea di Roma. Noi abbiamo creato l’ecumenismo a tavola, facendo incontrare le anime ortodossa, ebraica, cristiana ed islamica della cucina italiana. Siamo in rete con la realtà Euro-Mediterranea di cui siamo socie, con la Anna Lindh Foundation e anche con il VIS per la vicinanza alle donne rifugiate di guerra.
A Roma stiamo realizzando un progetto importante in una struttura sequestrata alle mafie a Tor Bella Monaca, per dare vita all’Accademia Sociale di Cucina MISS CHEF® , unendo la lotta alla criminalità organizzata al recupero di uno spazio che verrà adibito proprio a scuola di cucina; un progetto sociale molto alto. In più, realizzeremo vari percorsi per le Settimane della Cucina Italiana all’estero: a novembre saremo di nuovo a Mogadiscio e poi in altre realtà, come ad esempio Montecarlo.
C’è poi tutto un lavoro integrato di promozione delle ragazze che escono dagli istituti alberghieri e che vogliono intraprendere la carriera di chef. Spesso, dopo il Covid, c’è molta paura a intraprendere questa iniziativa e a far diventare la propria vita quella di imprenditrici della ristorazione; noi lavoriamo con le scuole alberghiere d’Italia e all’estero proprio per una cultura d’impresa capillare. Speriamo anche di poter collaborare con voi dell’Università della Tuscia, perché avete un settore molto ben mirato che unisce la formazione universitaria al mondo del lavoro, avendo una rettrice come Tiziana Laureti, ma anche grazie a Sonia Melchiorre e a te, Stefania, che gestisci benissimo questa comunicazione al femminile. È molto importante fare rete, far conoscere le realtà e metterle in connessione.
Stefania Capati: Noi, Mariangela, ti ringraziamo intanto per i complimenti, ma soprattutto perché ci hai messo al corrente di questi importantissimi progetti. Continueremo a seguirti e a darti voce e spazio. Grazie Mariangela, buon lavoro!
Mariangela Petruzzelli: Grazie, grazie a tutto il vostro gruppo. Buon lavoro, perché sapete unire le persone e le donne che vogliono dialogare e collaborare per una rinascita che ci meritiamo.
MISS CHEF® Italia-Tunisia 2025, in partnership con l’Academie Des Chefs di Tunisi
Giornalista, direttrice responsabile ed esperta della comunicazione
Stefania Capati è una giornalista pubblicista e una figura di riferimento nel panorama culturale e dell’informazione locale della Tuscia. Fondatrice e direttrice responsabile della testata online e piattaforma podcast Radio Tuscia Events radiotusciaevents.com, coordina da anni il racconto del territorio, dei suoi eventi, della cultura e delle realtà associative con una visione dinamica e innovativa.
Il suo percorso professionale e formativo riflette una profonda curiosità intellettuale e una costante propensione al rinnovamento. Ha conseguito una laurea in Scienze Naturopatiche, un percorso che testimonia la sua attenzione al benessere e all’approccio olistico. Guidata dalla determinazione di unire la sua lunga esperienza sul campo a un solido background accademico contemporaneo, ha scelto di rimettersi in gioco iscrivendosi all’Università degli Studi della Tuscia (UNITUS), dove è attualmente laureanda in Scienze della Comunicazione.
Oltre all’impegno giornalistico e agli studi universitari, Stefania nutre profonde passioni che riempiono la sua vita al di fuori della redazione. È una viaggiatrice instancabile e un’avida lettrice, con una smisurata passione per i libri. Amante della buona tavola e del buon cibo, apprezza l’arte del ricevere e del degustare, ma con un fermo e ironico punto fermo: detesta cordialmente stare ai fornelli e cucinare.
Eclettica, determinata e costantemente proiettata verso nuovi progetti editoriali e culturali, Stefania coniuga la precisione del giornalismo tradizionale con i nuovi linguaggi dei media digitali.






