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Alessandro Maurizi: “L’essere umano è pieno di ombre, noi ci accendiamo una luce sopra”

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Nel 2026 Ombre Festival dedica una sezione speciale agli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, simbolo universale di pace, dialogo e attenzione agli ultimi.

Stefania Capati: Benvenute e benvenuti a una nuova puntata dello speciale del TG degli eventi! Tra pochissimi giorni a Viterbo inizierà Ombre Festival, e quindi ho voluto chiamare il direttore artistico per farci raccontare qualcosa. Benvenuto, Alessandro Maurizi!

Alessandro Maurizi: grazie, grazie mille!

Stefania Capati: siamo a ridosso dell’apertura di questo Festival che negli anni è cresciuto tantissimo. Vuoi raccontarci com’è nato e come si è trasformato fino a oggi?

Alessandro Maurizi: l’idea nasce da un’associazione di poliziotti, perché questo è quello che ho fatto nella vita. Di conseguenza, avevamo purtroppo una certa dimestichezza con il crime. Da lì è nata l’idea di fare un festival, chiamato appunto “Ombre”, in cui gli eventi potessero fare luce sulle ombre dell’essere umano. Oggi il Festival si è un po’ trasformato, però diciamo che l’idea iniziale era proprio quella.

Stefania Capati: è stata una bellissima idea, perché ha dato vita a un evento che è diventato importantissimo e che è cresciuto in modo esponenziale. Credo che adesso sia uno degli eventi più importanti e credibili in Italia.

Alessandro Maurizi: penso di sì. Poi è chiaro che non siamo noi a doverlo dire, però nel tempo è cresciuto perché l’idea è piaciuta ed è stata condivisa. L’essere umano è pieno di ombre, quindi l’idea di parlarne offre anche un momento per riflettere su quello che accade intorno a noi. Questa è la direzione verso cui stiamo andando.

Stefania Capati: il vostro programma è ricchissimo di partecipanti: ci sono giornalisti, politici, magistrati, personaggi dello spettacolo, ma chi è che decide i partecipanti e con quali criteri vengono scelti?

Alessandro Maurizi: innanzitutto vengono scelti da tutti noi dell’organizzazione, e in modo particolare da me, anche grazie alla credibilità che abbiamo acquisito in questi anni. Ricordo che alla prima edizione era difficile mettere insieme certi personaggi. Oggi, via via, è sempre più facile proprio per la credibilità che il nostro Festival e tutta l’organizzazione hanno dimostrato. Ci muoviamo anche sulla base dei grandi nomi che sono in tour promozionale: i personaggi importanti non possono andare ovunque, quindi scelgono i grandi Festival per presentare i loro libri, e noi li intercettiamo lì.

Stefania Capati:  avete fatto una scelta molto particolare per la serata inaugurale: avete scelto Giuseppe Cruciani, un personaggio considerato decisamente divisivo. Come mai proprio lui per l’apertura del Festival?

Alessandro Maurizi: è un dato di fatto. Noi ribadiamo sempre in tutte le circostanze, e ci tengo a farlo anche adesso, che il nostro è un Festival trasversale. Vorrei che passasse questo messaggio: in Italia, a partire dalle televisioni fino ad altri festival, è raro trovare un luogo neutrale. Noi cerchiamo invece di bilanciare l’aspetto politico in modo trasversale, provando a dare voce a tutti. Vogliamo che sia un festival di tutti, dove chiunque viene può esprimere le proprie idee. L’unico nostro limite è che chi partecipi si muova all’interno dell’arco costituzionale; questa è l’unica condizione, per il resto c’è spazio per tutti.

Per quanto riguarda Cruciani, il 7 luglio esce il suo nuovo libro e ha scelto di presentarlo da noi il 5 luglio. Abbiamo accettato, quindi non è stata una scelta a tavolino del tipo “inauguriamo il Festival con Cruciani”, ma si è trattato di una concomitanza di date.

Stefania Capati: un’inaugurazione col botto!

Alessandro Maurizi: sì, col botto! Ma in realtà il Festival è cresciuto e ci piace l’idea che Viterbo possa diventare un luogo di incontro anche per la politica. È un’idea che stiamo cercando di sviluppare il più possibile. Avere la politica all’interno di un salotto politico-culturale restituisce al territorio, sia alla Tuscia sia a livello nazionale, tramite la diffusione radio e TV, qualcosa al di fuori delle campagne elettorali. Di solito il politico viene quando è il momento di chiedere i voti; il fatto che venga qui fuori dai periodi elettorali credo faccia molto bene al dibattito pubblico.

Stefania Capati: questa è sicuramente la vostra marcia in più, una cosa che vi contraddistingue. Un’ultima domanda, Alessandro: che risultati vi aspettate da questa edizione e, soprattutto, cosa vorreste che rimanesse al pubblico al termine di tutti questi incontri?

Alessandro Maurizi: io spero che ogni anno il pubblico raddoppi, perché se un festival ha successo è perché la gente risponde. Ci tengo a precisare una cosa: i nostri eventi sono totalmente gratuiti.

Stefania Capati: hai fatto benissimo a dirlo!

Alessandro Maurizi: Sì, nel senso che puoi tranquillamente venire, metterti seduto e ascoltare figure come Bruno Vespa o Nicola Gratteri in modo del tutto gratuito. Poi, se vuoi, puoi comprarti il libro e fartelo autografare direttamente dall’ospite. L’idea è che la gente continui a seguirci per un arricchimento personale.

Ci tengo a sottolineare un’altra cosa: chiunque viene sa di trovarsi in un contenitore neutro. In certi contesti si rischia di essere etichettati, mentre qui ti siedi, ascolti e quando vai via hai potuto valutare un altro punto di vista, senza campanilismo. Ultimamente mi sembra che in Italia si viva come all’interno di un campo da calcio, dove ci sono solo le tifoserie.

Inoltre, vorrei che rimanesse qualcosa anche ai ragazzi. Ho notato che i giovani spesso non conoscono determinati personaggi che per noi sono famosi, perché escono dai loro radar o perché non guardano la TV, passando il tempo sui social. Il Festival diventa così un momento anche per i ragazzi per conoscere nuove idee e figure di rilievo.

Stefania Capati: Alessandro, ricordiamo le date e i luoghi di questa edizione.

Alessandro Maurizi: iniziamo il 5 luglio con Giuseppe Cruciani e finiamo il 1° agosto con Nicola Gratteri. Saremo a Viterbo, ma faremo tappa anche a Tuscania dal 18 luglio al 27 luglio.

Stefania Capati: grazie mille, Alessandro, per tutte queste spiegazioni. Ci ha fatto davvero piacere ascoltarti e ci vedremo sicuramente a Ombre Festival!

Alessandro Maurizi: grazie a te!

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