Massimo Troisi. Oggi in questo nuovo articolo per la rubrica Il mercoledì di Lollo parleremo di questo grandissimo comico napoletano.
Massimo Troisi nasce a San Giorgio a Cremano il 19 febbraio 1953 e muore A Roma il 4 giugno 1994.
Massimo Troisi nasce a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli il 19 febbraio 1953. Lui è l’ultimo dei sei figli di Alfredo Troisi, ferroviere, e Elena Adinolfi, casalinga. Nel 1951 la famiglia si trasferisce a vivere assieme ai nonni materni, uno zio e una zia e i loro cinque nipoti. Il primo successo nel mondo dello spettacolo Troisi lo ottiene già da neonato partecipando ad una campagna pubblicitaria del latte in polvere come testimonial della Mellin.
In realtà sin da bambino, è affetto da febbre reumatica di cui solo familiari ed amici intimi erano a conoscenza. Nonostante questi problemi, però, inizia sin da piccolo a dedicarsi alle poesie e al teatro, vincendo un premio locale di poesia ispirata alla figura di Pier Paolo Pasolini.
A quindici anni, mentre frequentava l’istituto tecnico per geometri, esordisce nel teatro parrocchiale della chiesa di Sant’Anna, insieme ad alcuni suoi amici tra cui Lello Arena.
L’esordio televisivo di Massimo Troisi.
Dopo la sua fase teatrale insieme al gruppo denominato Rh-negativo, di cui facevano parte, tra gli altri, Lello Arena ed Enzo Decaro, Troisi debutta in televisione. Il gruppo formato da lui, Decaro e

Arena, che da poco aveva cambiato nome ne I Saraceni, prende il nome de La Smorfia. Il nome nasce da una domanda che la direttrice del teatro Sancarluccio rivolge al gruppo. Pina Cipriani chiede loro come si chiamano e Troisi risponde con una smorfia.
Nel 1981 Massimo Troisi debutta in televisione con un film scritto, diretto e interpretato da lui stesso. Il film si intitola Ricomincio da tre. Nel 1984 esce uno dei film più famosi di Troisi, Non ci resta che piangere, scritto diretto e interpretato da lui stesso e da Roberto Benigni. In questo film sono presenti le due battute più iconiche di Troisi. Nella prima gli viene detto “Ricordati che morire” e lui risponde in maniera ironica “mo’ me lo segno”.
La migliore scena però della carriera di Troisi è quella in cui lui e benigni passano più volte la dogana e il doganiere ripete loro sempre le stesse domande ogni volta che varcano la soglia per vari motivi: “Dove andate? Chi siete? Quanti Siete? Cosa Portate? Un fiorino!”
La morte di Massimo Troisi.
L’ultimo film di Troisi è stato Il postino. Il film narra la storia di amicizia tra il poeta spagnolo Pablo Neruda e il suo postino. L’attore decide di realizzare il film nonostante non fosse in ottime condizioni di salute. In alcune scene faticose infatti viene sostituito da una controfigura.
Poche ore dopo la fine delle riprese de Il postino, Massimo Troisi muore nel sonno il 4 giugno 1994 a Roma all’età di 41 anni nella casa della sorella Annamaria. La causa della morte è un attacco cardiaco conseguente a febbri reumatiche. Le spoglie di Troisi sono conservate nel cimitero di San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, insieme a quelle di suo padre e di sua madre.
Lorenzo Bernardini






