L’Università degli Studi della Tuscia (Unitus) ha compiuto un altro importante passo verso la promozione della parità di genere aderendo ufficialmente alla campagna europea “No Women No Panel – Senza donne non se ne parla”.
La firma del protocollo d’intesa, avvenuta il 23 marzo 2026 presso la Sala Tevere della Regione Lazio, ha segnato un momento fondamentale nel percorso delle istituzioni accademiche italiane, verso una maggiore inclusività nei contesti pubblici e scientifici.
Alla cerimonia erano presenti figure istituzionali di rilievo, tra cui il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, e i Rettori delle principali università statali del territorio.
Per l’Unitus, la Magnifica Rettrice Tiziana Laureti ha riaffermato con convinzione il valore della pluralità nella produzione e diffusione del sapere, evidenziando come la conoscenza possa considerarsi pienamente compiuta solo quando accoglie una molteplicità di prospettive, incluse quelle femminili.
Il protocollo d’intesa No Women No Panel – Senza donne non se ne parla firmato ieri, si fonda su alcuni principi chiave.
In primo luogo, l’impegno concreto a garantire un equilibrio di genere nella partecipazione a convegni, seminari e dibattiti pubblici, contrastando la pratica ancora diffusa dei cosiddetti “manels”, ovvero panel composti esclusivamente da uomini. A questo si affianca un sistema di monitoraggio affidato al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e alla Rai, che analizzeranno i dati per verificare l’effettiva applicazione delle linee guida attraverso strumenti socio-statistici.
Un altro obiettivo centrale dell’accordo è il cambiamento culturale: superare stereotipi radicati e valorizzare pienamente il contributo delle donne nei contesti accademici e mediatici. Non si tratta soltanto di aumentare la presenza femminile, ma di riconoscerne il ruolo come portatrici di competenze, esperienze e visioni fondamentali per il dibattito pubblico.
L’adesione non è isolata: insieme all’Unitus hanno firmato anche altri importanti atenei laziali, tra cui Sapienza Università di Roma, Tor Vergata, Roma Tre, Foro Italico e l’Università di Cassino, a testimonianza di una volontà condivisa di trasformazione.

La Prof.ssa Sonia Melchiorre Presidente del CUG e promotrice dell’evento W.M.T.O.B., ha dichiarato:
“in tempi brevissimi verrà emanato un regolamento di Ateneo per rafforzare ulteriormente questi principi. Un passaggio cruciale riguarderà il ruolo delle donne negli eventi accademici: se finora spesso venivano coinvolte come semplici moderatrici, l’obiettivo è ora quello di valorizzarle come esperte. L’Unitus, infatti, dispone di un ampio patrimonio di competenze femminili che devono essere riconosciute e coinvolte attivamente nei dibattiti scientifici e culturali.”
L’iniziativa rappresenta dunque un passo concreto verso un sistema accademico più equo, inclusivo e rappresentativo della società contemporanea.








