Dalla scrittura alla pittura, il percorso artistico di Paola Sanna tra emozioni, mostre, premi e libertà espressiva. L’intervista esclusiva per Radio Tuscia Events.
“Quando scrivo il tempo si ferma, quando dipingo il tempo non esiste“…
In una sola frase si racchiude la duplice anima artistica di Paola Sanna: scrittura e pittura, un binomio inscindibile attraverso cui dà forma al proprio talento, alla sensibilità e alla passione che animano ogni sua creazione. Viterbese di nascita, Paola vive a Soriano nel Cimino. Il rigore richiesto dal lavoro in uno studio notarile, svolto per oltre un decennio, non ha mai soffocato un’anima profondamente creativa. Paola scrive poesie fin dall’adolescenza. Una passione coltivata con discrezione come autentica forma di espressione di sé, rimasta lontana dagli occhi del pubblico fino al 2015. In quell’anno subentra infatti la necessità di condividere i moti della propri anima. Pubblica con Albatros il Filo la sua prima raccolta poetica dal titolo “Il mondo eterno degli angeli“, libro che riporta in copertina un suo dipinto.
«La pittura e la scrittura sono due mondi che nella mia vita s’intrecciano, si allontanano e si riavvicinano in un ciclo senza fine. L’una non è mai la didascalia dell’altra e di rado si sovrappongono. La scrittura è la mia voce, la pittura l’azione: entrambe mi permettono di esplorare ciò che rimarrebbe nascosto, anche quando fa paura. Due mondi distinti, eppure completi in sé. La mia onda creativa, libera da vincoli e schemi, mi permette di raggiungere la verità che mi appartiene.»
Paola Sanna: quando poesia e pittura raccontano la stessa anima
Lo slancio sentimentale che caratterizza la scrittura di Paola Sanna costituisce il tratto distintivo della sua opera d’esordio. Tra le pagine di “Il mondo eterno degli angeli” si percepisce con forza quell’energia vitale da cui prendono forma i versi, capaci di raccontare a cuore aperto le emozioni del proprio cuore, l’imprevedibilità del destino e la continua ricerca di senso. Sempre fedele a un approccio emotivo rivolto al mondo, Paola ha trasformato ogni esperienza in materia poetica, dando voce alle sfumature più intime dell’animo umano. Ma cosa accadde a Paola Sanna in quel 2015 destinato a cambiare il suo percorso artistico e non solo?
«Un giorno qualunque, una poesia letta per caso sul muro di uno studio medico cambia tutto. Ti riporta a te. Inizia così l’incontro più significativo della vita: quello con sé stessi. Spinta da un fuoco mai spento, mi ritaglio spazi e tempi per potermi ascoltare davvero. Cerco l’isolamento e il silenzio per ritrovare una connessione dimenticata, per poi tornare ad affrontare il mondo in maniera più autentica. Ho deciso di dare voce e pubblicare i moti della mia anima, perché non appartengono solo a me: riguardano ognuno di noi. Condivido questo viaggio con coraggio, augurandomi che le mie immagini, sia attraverso le parole che le forme, diventino lo specchio in cui qualcuno possa riconoscersi.»
Negli anni Paola Sanna ha preso parte a numerosi eventi culturali, reading poetici, presentazioni e mostre, sia collettive che personali, ben oltre i confini della provincia di Viterbo. Le sue poesie sono state pubblicate in cataloghi d’arte, premiate in diversi concorsi e inserite in prestigiose antologie, mentre le sue opere pittoriche hanno raccolto apprezzamenti da parte del pubblico e della critica, tanto che alcune sono state selezionate come elementi scenografici per una produzione cinematografica. Tra i riconoscimenti più significativi spicca “Anime rubino”, finalista nel 2022, nella sezione Pittura, della XX edizione del Premio “Fabrizio De André”.
Paola Sanna è un’artista che rifugge ogni schema e ogni etichetta. La sua creatività nasce da un’esigenza autentica di libertà, senza confini, vincoli o forme prestabilite. Una visione che l’ha portata a vivere anche premi e concorsi non come competizioni da vincere, ma come occasioni di incontro, confronto e crescita.
«In ognuno di noi c’è una parte che compete. Fa parte della natura umana e di un ego cresciuto con i parametri imposti dalla società. Tuttavia, credo che affrontarlo sia fondamentale per la nostra crescita. Con il tempo ci si accorge che il proprio lavoro è un’esigenza interiore e capisci che puoi raggiungere i tuoi obiettivi (per me, provocare emozioni) solo grazie all’onestà creativa che ognuno possiede. In questo senso la competitività diventa inutile, se non dannosa: guardando costantemente gli altri, ti togli la possibilità di esplorare veramente cosa si cela dentro di te. Non è nella mia natura rappresentare o descrivere le cose così come sono. Io catturo spazi e ci metto particelle di me. Non rinuncerò mai al mio crogiolo di fantasia e sogno, perché è proprio lì che risiede il senso di tutto.»

Paola Sanna durante un’esposizione dei suoi dipinti a Marta. A destra l’opera “Lo spirito del profondo”.
Dalla raccolta poetica “Il mondo eterno degli angeli” a “Io sono” dove il poeta trasforma la sua solitudine in versi
Le raccolte di Paola Sanna disegnano un intenso percorso introspettivo, quasi un cammino di formazione interiore. “Io sono”, silloge poetica pubblicata nel 2022, rappresenta un’opera di piena maturità espressiva, caratterizzata da una scrittura ricca di immagini, simboli e suggestioni. L’autrice accompagna il lettore dalla solitudine e dalle inquietudini alla riscoperta dell’anima di ogni cosa, in un itinerario che conduce verso se stessi nel segno dell’amore, inteso come la più autentica essenza dell’essere e come forza capace di ricondurre l’uomo alla propria dimensione spirituale.
«Nelle raccolte pubblicate, le mie poesie seguono l’ordine cronologico di stesura perché rappresentano le mie fasi evolutive. “Io sono”, l’ultima raccolta, è un viaggio introspettivo che tende a consolidare il raggiungimento di un nuovo livello di consapevolezza. Il titolo non esprime né il passato né il futuro, ma incarna pienamente l’intensità del presente. Nei miei versi avverto il bisogno spontaneo di ricongiungere lo spirito alla materia, arrivando all’anima di ogni cosa, di ogni essere. Credo che il mio fine inconscio sia sfaldare le illusioni del mondo e approdare all’unica vera libertà: il puro amore. Nel libro scrivo: “Anche in un libro di poesie c’è una storia”. È un racconto di cicli, respiri, lacrime e sorrisi, unito a tutto l’incanto di un cammino che io descrivo così: “Il poeta narra di un viaggio senza fine dove la voglia di esprimersi si moltiplica, rendendo tangibile ogni emozione. Attraversando l’universo infinito di ogni stato di coscienza, vela e svela misteri di regine, re, cavalieri, draghi e serpenti”…»
Concludiamo la nostra intervista sfogliando l’album dei ricordi di Paola Sanna. Dal 2016 a oggi il suo percorso artistico è stato scandito da numerosi eventi culturali che ne hanno accompagnato la crescita umana e creativa. Un bagaglio di esperienze, soddisfazioni ed emozioni che continua ad alimentare il suo cammino e a ispirare i progetti del futuro.
«Ricordo con piacere la maggior parte delle mie esperienze artistiche di questi anni, ma quella che porto nel cuore è l’evento organizzato nella Faggeta Vetusta del mio paese: Soriano nel Cimino, in cui, oltre ad aver esposto le mie opere pittoriche e ad aver presentato il mio libro, mi sono cimentata nella lettura di un breve monologo teatrale scritto da me, tutto con il sottofondo di musicisti bravissimi. Per me è stato un enorme privilegio esprimere la mia arte in mezzo agli alberi, sì per la loro natura di maestri, sì per il legame d’amore che ho con questo posto. Rammento con particolare affetto anche tutte quelle volte, soprattutto all’inizio di questa avventura, quando in compagnia di altri artisti che, come me, tentavano di muoversi nel modo giusto per afferrare nuove esperienze, riempivo la macchina di quadri per ritrovarmi tante ore sotto il sole o sorpresa da un temporale. Nel bene e nel male però, ci divertivamo.
E ricorderò sempre la mia ultima esperienza di residenza artistica dove ho incontrato persone con le quali mi sono trovata davvero bene e che ha contribuito molto alla mia crescita. Mi auguro che nel mio futuro ci siano ancora tante esperienze, altre pubblicazioni, altre mostre, collaborazioni ed incontri importanti con situazioni che mi meraviglino e che mi facciano continuare a sentire la voglia di vivere. Progetti aperti, ma che in realtà mi riportano a casa.»
Andrea Contorni






