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Supervagamondo di Stenio Solinas

Supervagamondo

Supervagamondo di Stenio Solinas dal 21 ottobre in libreria

Il diario di un uomo in esilio, la confessione di chi vive in terra straniera. Armando Torno, Il Corriere della Sera

Vagamondo si impegna a esplorare le zone dove vagano i fantasmi e le vestigia di un mondo che carte geografiche o cronache giornalistiche faticano a registrare.
Pietrangelo Buttafuoco, Il Foglio

Figlio che non si rinnega del Novecento, è andato alla cerca di scrittori, mappe, cimeli, biblioteche, cimiteri che raccontino le traiettorie ideali e le tragedie di questo secolo su tutti rovente e drammatico.
Giampiero Mughini, Libero

Supervagamondo 

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Da tempo esaurito, questa nuova edizione riveduta e ampliata di Vagamondo si presenta arricchita di due imponenti sezioni, «Casa-Russia» e «Vissi d’arte», dove la Rivoluzione d’Ottobre si incrocia con la Biennale di Venezia, Babel e Bulgakov strizzano l’occhio alla Primavera di Praga, Sans Souci, il buen retiro di Federico II, attende l’arrivo del bisnonno nero di Puskin…

Personalissimo diario intellettuale, ciò che lo guida è un’idea di eccentricità e/o di diversità rispetto a quanto ci circonda. Che si tratti dell’ultima colonia del XX secolo, Gibilterra, del medioevo meccanizzato che ha in Afghanistan il suo luogo deputato, della sterminata spiaggia di Alang, nel Gujarat, dove l’India demolisce e ricostruisce sé stessa, è sempre questo elemento di unicità a farla da padrone.

Vagamondo è anche però la costruzione di una particolare geografia sentimentale:

il Kenia di Bror e Karen Blixen, la pampa del gaucho Güiraldes, l’Irlanda dolce e disperata di James Joyce e di Bobby Sands. Come corollario di questo sentimento dei luoghi e del tempo ci sono poi i ritratti di chi accese la fiamma dell’interesse e dell’emulazione. Scrittori-viaggiatori come de Monfreid e Burton, romanzieri come Hemingway e Gary, avventurieri come il colonnello Lawrence, intellettuali inquieti come Koestler. Infine, Vagamondo è anche un resoconto, nel XXI secolo, di ciò che ancora ieri, «quando viaggiare era un piacere», teneva banco: una certa idea di bellezza e di stile, lo snobismo e il dandismo con tutto il loro corredo romantico, ma anche triviale. Che si tratti della «divina» Greta Garbo, del principe degli esteti «Beau» Brummell, del principe dei poeti George Byron o dell’attimo fuggente colto dal genio fotografico di Lartigue, è l’omaggio malinconico e commosso a un come eravamo che non tornerà più.

L’autore di Supervagamondo

Stenio Solinas, è nato a Roma. Giornalista, vive e lavora a Milano. Tra i suoi libri, ricordiamo Macondo e P38 (1980), C’eravamo tanto a(r)mati (1984), Mostri degli anni Ottanta (1986), Per farla finita con la destra (1997), L’onda del Tempo (2001), Gli ultimi mohicani (2013), Il corsaro nero. Henry de Monfreid, l’ultimo avventuriero (2015), Genio ribelle. Arte e vita di Wyndham Lewis (2018), L’infinito Sessantotto (2018), Saint Just. La vertigine della Rivoluzione (2020), Atlante ideologico-sentimentale (2020), Acquatica (2022), Compagni di solitudine (2022).

Edizioni Settecolori – Via De Togni, 7 – 20123 Milano www.settecolori.it

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