Home / Cultura & Spettacoli / Arte, cultura ed eventi / A Enrico Castellani è stata intitolata la piazza a Celleno

A Enrico Castellani è stata intitolata la piazza a Celleno

Verrà intitolata a Enrico Castellani la piazza del comune del Castello Orsini di Celleno, dopo la decisione unanime del consiglio comunale.

La cerimonia in onore di Enrico Castellani avrà luogo sabato 27 aprile alle 11.

Verrà preceduta da un momento pubblico in ricordo dell’uomo e dell’artista.

Saranno presenti il sindaco Bianchi, il presidente della Provincia di Viterbo Nocchi, la docente di storia dell’arte contemporanea dell’università della Tuscia Patrizia Mania, l’architetto Massimo Fondini Sonni e i familiari.

L’artista, aveva infatti scelto Celleno, come dimora – laboratorio, per i suoi ultimi quarant’anni di vita.

Approfondiamo insieme chi era Enrico Castellani.

Enrico Castellani e l’arte dell’azzeramento

Artista di fama mondiale, Enrico Castellani è una delle figure più rilevanti del panorama artistico della seconda metà del 900. Insieme a Piero Manzoni e Agostino Bonalumi diventa uno dei protagonisti dell’arte italiana degli anni 60.

Nasce a Castelmassa in provincia di Rovigo nel 1930 e sin da giovane manifesta una vocazione per l’arte. Trasferito in Belgio, si laurea in scultura e architettura, per poi tornare a Milano nel 1957. Qua con Manzoni fonderà la celebre rivista Azimuth.

Con Castellani siamo di fronte ad un nuovo modo di concepire l’arte. Va azzerata e ciò può accadere solamente abbandonando gli strumenti accademici. In questa maniera il colore viene ridotto ai minimi termini. Crea una tela monocroma, spesso bianca, che tende su punte, e la modella da dietro. La tela stessa è vista solamente come un oggetto, viene divisa in parti uguali e simmetriche, seguendo leggi matematiche e della fisica. La luce diviene fondamentale, facendo emergere le tensioni dell’opera. Abbandonando anche l’utilizzo della cornici, Castellani elabora nuovi concetti di spazio. Non percepiamo più la presenza o la mente dell’artista.  Motivo per cui parliamo di opere non interpretabili, ma indiscutibili.

Enrico Castellani si trasferisce a Celleno dove, nel 1973, acquista il castello Orsini. Dopo la morte di Manzoni, decide di ritirarsi ad una vita solitaria. Poco propenso a manifestazioni pubbliche continua però a produrre opere. Qui morirà all’età di 87 anni, il maestro dell’azzeramento e per alcuni padre del minimalismo. Ancora oggi suo nome continua ad essere garanzia per i collezionisti di opere italiane.

 

 

 

 

Tag: