Anno 2018. Poca cultura, poco valore. Non si può far credere ai baldi giovani che studiare non serva più a nulla. Non si possono propinare dei modelli così fini, privi di spessore, pieni di muscoli e scarsa sostanza. La società tende a creare mode futili e passeggere, facendo spiccare figure scarsamente interessanti di forte impatto ma totalmente prive di contenuto.
Allora studiare, approfondire, interessarsi a qualcosa, significa uscire dagli schemi, significa diventare una perla, un barlume di speranza in una quotidianità banalmente semplice.
I livelli di istruzione nel nostro paese sono sempre più alti e l’analfabetismo sta pian piano scomparendo ma forse questo non è sufficiente, anzi no, sicuramente non è abbastanza.
Imparare a leggere e scrivere non è l’unica via per gettare le basi per una buona società. Il futuro ci impone una valida conoscenza del passato e le scelte che si fanno oggi devono poter avere buone ripercussioni domani.
Ma come si fa? Come si fanno scelte ponderate se non si conoscono situazioni già vissute? Come si fa una scelta giusta senza conoscere quelle sbagliate?
Allora l’unico modo per fare meglio è tornare a studiare, a farlo sul serio, senza necessariamente imparare migliaia di date a memoria, ma interiorizzando la storia, la letteratura, la chimica o quello che si vuole purché si abbia una base solida per costruire grattacieli di progetti per realizzare qualcosa di giusto, un esempio da seguire per le generazioni future.
Si ha il sacrosanto dovere di lasciare traccia di se, una traccia vera e utile da far seguire ai figli di domani.
Perché tutto ciò che si fa oggi, domani diventa storia. Le immagini che si lasciano raccontano una società che probabilmente merita di più, un impegno diverso e diffuso.
E quindi non ci si deve sentire in difetto se si preferisce la sostanza, uscite dagli schemi: tornate a studiare.
Seminate qualcosa che valga davvero la pena raccogliere.






