Una giornata interamente dedicata al tema della violenza di genere si è svolta con grande successo a Viterbo, registrando un’ampia partecipazione di pubblico e di studenti. L’incontro, dal titolo “Violenza di genere: esperienze a confronto”, è stato promosso e organizzato congiuntamente da:
- Ordine dei Medici di Viterbo, presieduto dal Dott. Antonio Maria Lanzetti;
- Associazione Italiana Donne Medico (A.I.D.M.), presieduta dalla Dott.ssa Rossella Mellino;
- CUG Unitus, presieduto dalla Prof.ssa Sonia M. Melchiorre.
I lavori sono stati aperti dal Dott. Antonio Maria Lanzetti, Presidente dell’Ordine dei medici, che ha posto l’accento sull’importanza di trasformare le parole in azioni.
“Sappiamo che il tema di questo incontro è molto attuale e che incide profondamente sul piano sociale. Voglio sottolineare che quello di oggi non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso. Ringrazio la professoressa Melchiorre per la sua straordinaria preparazione e per la collaborazione. Da oggi vogliamo che tutto questo si traduca in qualcosa di concreto: è inutile continuare a parlarne se non facciamo qualcosa per risolvere davvero il problema. Sappiamo qual è, il problema, ma per affrontarlo dobbiamo agire in modo diverso. Non ci fermiamo qui: ci saranno altri incontri.”
Tra i momenti più significativi, l’intervento della Magnifica Rettrice designata dell’Università della Tuscia, Prof.ssa Tiziana Laureti, ha offerto un quadro chiaro e preoccupante: in Europa circa il 30% delle donne ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita, ma solo una su otto trova il coraggio di denunciare. La Rettrice ha anche ricordato che, nel 2022, nei Paesi dell’Unione Europea si sono registrate 1231 donne vittime di omicidio, di cui 678 in contesti di violenza domestica.
Queste alcune delle sue parole, che evidenziano il ruolo dell’università nella prevenzione:
“Diffondere conoscenza significa anche creare relazioni sane all’interno dell’università: tra studenti, docenti e personale. È un lavoro quotidiano e capillare, che serve a far capire ai ragazzi e alle ragazze che la gestione delle emozioni è una competenza fondamentale. Da parte nostra c’è il dovere di trasmettere competenze, ma anche la capacità di condividere le proprie emozioni, sentirsi liberi di parlare ed esprimere ciò che si prova — sia per le donne vittime di violenza, sia per gli uomini che vivono situazioni di disagio.”
Un momento di profonda riflessione è stato offerto da Gino Cecchettin che, in collegamento audio, ha condiviso le proprie considerazioni e ha risposto con grande sensibilità alle domande del pubblico.
“L’amore non è tossico, sono le relazioni ad essere tossiche” questa la toccante dichiarazione di Gino Cecchettin.
Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con l’intervento del Consigliere regionale Daniele Sabatini, che ha ribadito la responsabilità della politica:
“Il tema dei femminicidi, della violenza di genere e, più in generale, del rapporto della nostra società con le differenze di genere è di estrema attualità. Purtroppo, spesso ci troviamo di fronte a delitti efferati e a ingiustizie che colpiscono profondamente. Le istituzioni pubbliche, sia a livello locale che nazionale, devono fare la loro parte.”
La Dott.ssa Lorena Cipollone ha illustrato il funzionamento del Codice Rosa nei Pronto Soccorso e ha condiviso l’iniziativa di aver creato, all’interno dell’ospedale, una stanza accogliente destinata alle donne vittime di violenza impossibilitate a rientrare nelle proprie abitazioni.
“Spesso una donna vittima di violenza arriva in pronto soccorso e non ha un luogo sicuro dove tornare. Per questo motivo abbiamo predisposto, presso l’Ospedale Santa Rosa, una stanza dedicata, con bagno e letto propri, diversa dalle tradizionali barelle del pronto soccorso. È uno spazio più accogliente, dove la donna può restare anche fino a 72 ore, grazie alla collaborazione con la rete territoriale, anche se non presenta lesioni fisiche tali da richiedere ricovero.”
La Dottoressa Rossella Mellino, Presidente dell’Associazione Italiana Donne Medico, ha poi presentato l’impegno dell’associazione nel contrasto alla violenza:
“L’Associazione Italiana Donne Medico è nata a Viterbo tre anni fa, per volontà di un gruppo di circa cento mediche, con l’intento di portare avanti un progetto più ampio rispetto alla dimensione locale, in collegamento con l’associazione nazionale e con quella internazionale. Oltre all’attività sanitaria, siamo impegnate anche nel contrasto alla violenza di genere. Abbiamo creato dei punti di ascolto, presenti in tutta Italia e anche all’estero, dove qualsiasi donna — ma anche qualsiasi uomo — può rivolgersi per chiedere aiuto o consiglio su problematiche legate alla violenza.”
L’Avvocata Dominga Martines, responsabile del Centro Antiviolenza dell’Unitus, nel suo intervento ha ribadito l’importanza cruciale dei Centri Antiviolenza (CAV) per la protezione e il sostegno delle vittime.
“Il Centro offre servizi totalmente gratuiti — e ci tengo a sottolinearlo, perché molte donne non lo sanno. Tutti i nostri servizi sono, ripeto, gratuiti, ma il valore aggiunto è la possibilità di costruire insieme un progetto di autonomia: reinserimento nella vita sociale, nel mondo del lavoro, nel recupero delle relazioni che spesso si perdono a causa della violenza.”
Molto apprezzato anche l’intervento dell’Avvocato Alessia Lorenzi, in rappresentanza del progetto “Punti Viola”, che mira a rendere gli esercizi commerciali luoghi sicuri:
“Si tratta di un progetto che ha come obiettivo quello di radicarsi sul territorio, andando proprio nei negozi, negli esercizi commerciali o negli spazi aperti al pubblico. L’intento è quello di formare il personale di queste attività che decide di diventare un “punto viola”. Il personale riceve una formazione della durata di circa due ore, con lo scopo di rendere quello spazio un luogo sicuro per chi chiede aiuto — in particolare per le donne vittime di violenza di genere — ma anche per chi cerca un semplice consiglio o un momento di ascolto.”
L’avvocata Annunziata Staffieri, Capo Processo dell’Ispettorato del Lavoro di Viterbo, delegata dal Direttore, nel ringraziare l’Università della Tuscia e l’Ordine dei Medici e Odontoiatri della Provincia di Viterbo per il gradito invito a partecipare a questa significativa giornata di riflessione, ha sottolineato come iniziative di questo tipo rivestano un ruolo cruciale nel promuovere la consapevolezza collettiva e nel favorire la costruzione di reti interistituzionali impegnate nella prevenzione e nel contrasto di un fenomeno tanto pervasivo quanto ancora sottovalutato.
Le violenze e le molestie rappresentano, infatti, un fenomeno strutturale che non risparmia i luoghi di lavoro.
All’interno dei contesti organizzativi, pubblici e privati, tali fenomeni colpiscono tutto il capitale umano, anche se preferenzialmente i soggetti più vulnerabili come le donne, specie quelle con disabilità e/o migranti.
Nel corso della loro vita lavorativa le lavoratrici, secondo i recenti dati ISTAT 2024, sono vittime di molestie 4/5 volte in più rispetto agli uomini.
Le forme di violenza più diffuse sul lavoro, secondo il report “Non staremo al nostro posto”, realizzato da WeWorld e Ipsos, sono la violenza verbale (56%), il mobbing (53%), l’abuso di potere (37%), la violenza fisica (10%), lo stalking (6%) e la violenza online (2%).
Le conseguenze psicologiche di tali condotte sono gravi: ansia, stress, burnout, calo dell’autostima, dimissioni, depressione e persino licenziamenti. Tuttavia, la maggior parte delle vittime sceglie di non denunciare per paura di perdere il lavoro, subire ritorsioni o non essere credute.
È evidente la necessità di un urgente cambio di paradigma.
L’ Ispettorato del lavoro è da sempre impegnato nella promozione delle pari opportunità e della prevenzione delle discriminazioni nei luoghi di lavoro, al fine di implementare la cultura della legalità in materia. A tal riguardo è stato siglato, a livello nazionale, un Protocollo di Intesa tra l’INL e la Consigliera Nazionale di Parità che, nel rafforzare la collaborazione istituzionale, definisce le modalità operative più efficaci per individuare e sanzionare le violazioni della normativa in materia di parità e pari opportunità, anche attraverso le segnalazioni tempestive di azioni discriminatorie, la condivisione strutturata di dati statistici e delle risultanze ispettive e l’avvio di iniziative formative e informative affinché nessuno/a resti indietro. È allora importante promuovere giornate di approfondimento come quella odierna, affinché si possa mantenere alta l’attenzione pubblica e stimolare azioni concrete a livello culturale, normativo e organizzativo.
A metà dell’evento, l’Ordine dei Medici ha compiuto un gesto dal forte valore simbolico: la donazione di una pianta verde che sarà messa a dimora nell’aiuola dedicata a Silvia Tabacchi, studentessa dell’Unitus vittima di femminicidio.
La Prof.ssa Sonia Melchiorre ha rilasciato questa dichiarazione a riguardo:
“Lo scorso 25 novembre 2024 abbiamo creato questo spazio per ricordare Silvia Tabacchi, alla presenza della sua famiglia. Purtroppo anche il nostro Ateneo ha avuto la sua vittima di femminicidio: Silvia era una giovane donna di 27 anni, laureata qui, vittima di un femminicidio-suicidio. Una tragedia doppia, perché la perdita di una vita così giovane è sempre devastante, per tutti, e in particolare per i familiari. Abbiamo deciso di dedicarle questo spazio, piantando un albero di ulivo, che potete vedere alle mie spalle, proprio di fronte alla Segreteria unica, il luogo che ogni matricola dell’Università della Tuscia deve raggiungere per iscriversi. È un modo simbolico per dire che ogni nuovo studente o studentessa, entrando qui, incontra anche la memoria di Silvia.”
Dalla giornata è emersa con forza la necessità di un impegno collettivo e condiviso per sensibilizzare l’intera comunità – in particolare le giovani generazioni – sul tema della violenza di genere. Tutti i relatori hanno ricevuto un riscontro molto positivo dal pubblico per la competenza e la sensibilità dimostrate.


























