In occasione della ricorrenza dei 750 anni del primo conclave viterbese, l’Associazione Culturale Anomis Eventi organizza l’iniziativa Viterbo e il Conclave che si svolgerà il 19 e 20 novembre 2021 presso la Biblioteca del Ce. Di. Do (Centro Diocesano di Documentazione) in Piazza S. Lorenzo a Viterbo.
Viterbo e il Conclave è organizzato in una serie di incontri con esperti e professionisti di storia (soprattutto locali) per ripercorrere gli eventi legati al Conclave del 1271, che ha reso Viterbo nota in tutto il mondo, con testimonianze anche documentali dei fatti; sarà possibile consultare testi e documenti storici sul tema.
Le attività si svolgeranno in 2 giornate con ingresso gratuito, con green pass obbligatorio e aperto a tutti (abitanti di Viterbo e della provincia, turisti provenienti dal Lazio e dalle regioni limitrofe, appassionati di storia, universitari, studenti, interessati su eventi della chiesa e studiosi).
Ci saranno interventi, dibattiti, racconti di esperti di storia medievale sul tema “la storia del Conclave di Viterbo“, mostre di cartografie del Palazzo dei Papi, mostra libri e documenti storici e presentazione libri sul tema.
Inaugurazione prevista per le 10.30 di venerdì 19 novembre alla presenza delle istituzioni locali.
Non c’è dubbio che Raniero il Giovane ereditò dal padre il forte carattere. Insieme al Podestà Alberto di Montebuono, nel giugno del 1270, chiusero le porte del palazzo Papale (Cum Clave). Dopo la morte di Clemente IV i cardinali dovevano infatti riunirsi per eleggere il nuovo pontefice. Lo scopo, chiudendo le porte, era quello di costringere i cardinali, chiusi nelle mura, a decidere in fretta chi eleggere come successore. La decisione però tardò ad arrivare, facendo sì che questo conclave, iniziato nel 1268, durò ben 33 mesi. Raniero istituì regole ferree, che limitavano le razioni di cibo somministrate all’interno delle mura, fino ad avvenuta deliberazione. Decise inoltre di scoperchiare, all’inizio solo in parte, poi completamente, il tetto della sala dove erano chiusi. Fu finalmente eletto il 1° settembre 1271 Tebaldo Visconti, ossia , dopo quasi tre anni di votazioni.
Il termine “conclave” fa riferimento a una riunione segreta e chiusa di un gruppo di persone, spesso utilizzata per prendere decisioni importanti o eleggere qualcuno a una posizione di potere. Tuttavia, il termine è più comunemente associato al processo di elezione di un nuovo Papa all’interno della Chiesa cattolica.
Nel contesto della Chiesa cattolica, il conclave è una procedura utilizzata per eleggere il nuovo Papa quando la sede papale è vacante, cioè quando il Papa in carica è morto o ha rinunciato al suo incarico. Durante il conclave, i cardinali eleggibili (di solito quelli di età inferiore a 80 anni) si riuniscono in una sede appositamente designata, solitamente la Cappella Sistina all’interno del Vaticano. Lì, i cardinali partecipano a votazioni segrete per eleggere il nuovo Papa.
La procedura prevede che i cardinali votino inurna, cioè scrivano il nome del loro candidato su una scheda segreta. Le schede vengono poi messe insieme e conteggiate. Per essere eletto Papa, un candidato deve ottenere una maggioranza di almeno due terzi dei voti. Dopo ogni votazione, se non viene raggiunta la maggioranza richiesta, si procede a ulteriori votazioni fino a quando un candidato non raggiunge il numero necessario di voti.
Una volta che un candidato viene eletto, l’accettazione del ruolo è richiesta. Dopo l’accettazione, il cardinale eletto diventa il nuovo Papa e sceglie un nome papale. L’annuncio ufficiale dell’elezione del nuovo Papa è fatto dal cardinale protodiacono dal balcone della Basilica di San Pietro, solitamente con la frase latina “Habemus Papam” (“Abbiamo un Papa”).
In sintesi, il conclave è un processo chiave nell’elezione del nuovo capo della Chiesa cattolica, il Papa, ed è stato utilizzato per secoli come meccanismo per garantire un’elezione segreta e responsabile del successore.






