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Amuleti e faïenc in mostra al Museo Egizio

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Sono gli amuleti i protagonisti dell’ultimo appuntamento dell’anno de “Nel laboratorio dello studioso”, il ciclo di mostre che accompagna i visitatori dietro le quinte del Museo Egizio, alla scoperta dell’attività scientifica, condotta dai curatori e dagli egittologi del Dipartimento Collezione e Ricerca.  

La nuova mostra, che si intitola “Esplorare il mondo della magia: amuleti e faïence”, debutta il 7 novembre.

Una selezione di 61 amuleti permette al visitatore di compiere un viaggio tra le credenze, i desideri e le paure degli antichi Egizi e di approfondirne la mentalità e le pratiche magiche e religiose.  Gli amuleti e le tecniche per produrli, infatti, rappresentano ancora un aspetto poco indagato dagli studi egittologici.

Nel 2021 il Museo Egizio, in collaborazione con il Cnr di Catania, il Mit di Boston e l’Università di Torino ha avviato una serie di indagini archeometriche, tuttora in corso, sugli amuleti realizzati in faïence, finalizzata ad analizzare i processi di produzione e le loro trasformazioni nel corso del tempo. Tra i ricercatori coinvolti c’è la curatrice della mostra, Martina Terzoli, egittologa specializzata all’Università degli Studi di Milano, che ha preso parte a diversi scavi archeologici in Italia, Iraq e in Egitto e che dal 2019 lavora all’Egizio

Al centro della mostra un occhio udjat, realizzato in faïence, che risale al Terzo Periodo Intermedio (1076-722 a.C.), accompagnato da altri tre occhi udjat, realizzati sempre nello stesso materiale, ma con caratteristiche diverse.

L’udjat è uno dei simboli più diffusi in forma di amuleto, che compare già a partire dall’Antico Regno (2592-2118 a.C.) e rimane in uso per moltissimo tempo. È legato al racconto mitologico di Horus e Seth, incarnazione del bene e del male, dell’ordine e del Caos. Horus, nella battaglia contro Seth, viene ferito ad un occhio e poi guarito dalle abilità magiche e mediche di Thot. Il nome del segno, infatti, significa “integro”. L’amuleto conferiva quindi una protezione magica, in grado di garantire l’integrità fisica e la rinascita di chi lo indossava sia in vita sia dopo la morte.

In esposizione anche una selezione di oggetti realizzati in faïence, un materiale ricavato artificialmente, ampiamente apprezzato per le sue superfici colorate e brillanti e le sue caratteristiche simboliche. Particolare attenzione è data alle tecniche di lavorazione di questo materiale e alle modalità di realizzazione degli oggetti.

Sono previste due visite guidate da un’ora con la curatrice della mostra: la prima mercoledì 23 novembre e la seconda martedì 13 dicembre, entrambe alle 16,30.  

La partecipazione è consentita a un massimo di 25 persone con prenotazione online; il costo è di 7 euro a persona (escluso il biglietto d’ingresso).  La mostra si conclude l’8 gennaio 2023.  

 

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