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Annulli Editori una eccellenza della Tuscia! L’intervista

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L’eccellenza in Tuscia è rappresentata anche da Annulli Editori e noi abbiamo intervistato Leonardo Annulli titolare della stessa.

 

Quando è nata la casa editrice Annulli? Qual è stata la motivazione principale che ti ha indotto ad affrontare questa incredibile avventura?

Annulli Editori nasce nel gennaio del 2005 per mano di mio padre, Giuseppe Annulli, ed è il frutto della sua passione per i libri, per la storia e il territorio della Tuscia Viterbese. Su questo frutto ho poggiato, con il tempo, la mia impronta di avido lettore, di studioso di “cose” storiche e politiche.

Le prime pubblicazioni si proponevano di «catturare» e diffondere le memorie popolari, di far conoscere la storia, la cultura materiale, le tradizioni e le scritture delle “genti” di questo territorio. In questi diciassette anni di attività la casa editrice si è evoluta in diverse direzioni, aprendosi a nuovi temi e contenuti, a nuove modalità di affrontare i contenuti che erano già nel suo bagaglio e anche a nuovi territori, ma lo ha sempre fatto mantenendo fede alla sua impostazione iniziale: quella di un soggetto che mira alla diffusione della cultura.

La tua casa editrice può vantare una gamma completa di collane adatta a tutti i gusti. Parlacene.

La narrativa (collana NarrAzioni) e le guide turistiche (collana Guide AE) sono state le prime a nascere: romanzi e racconti di autori alla loro prima pubblicazione, guide turistiche dei borghi della Tuscia; per queste ultime privilegiando autori che, oltre alle conoscenze e alla buona capacità di scrivere, potevano vantare passione e amore per il loro borgo. Il primo libro di narrativa è stato Racconti, proverbi e… ghiribizzi di Antonio Pelosi, un libretto gradevole a leggersi. Di Pelosi abbiamo recentemente dato alle stampe Frammenti, un libro che sta a metà tra un saggio e un’opera di narrativa. La prima guida turistica è stata Il lago di Bolsena. Guida alla scoperta di Andrea Viaggiante, una guida che ha fatto storia e che abbiamo editato anche in inglese e, più volte, in tedesco. Poi, anno dopo anno, le collane sono aumentate, sino ad arrivare a quelle che sono poi diventate il centro della nostra attività in questi ultimi anni: Inedita, nata per portare al pubblico libri di storia del territorio che sarebbero altrimenti rimasti nei cassetti, e Spirali, con la quale ci stiamo impegnando nella divulgazione scientifica. Una menzione la meritano anche Logìa, la collana dedicata alle scienze sociali, e Itinerari, che si occupa di itinerari turistici e viaggi a piedi.

Annulli editori ha una strategia editoriale, qual è?

Pensare al microcosmo culturale come contesto da correlare con quello più generale, tenendo presente che ciò che si muove nella cultura del nostro territorio ha a che vedere con il più vasto contesto culturale e, inoltre, partecipando agli eventi della contemporaneità.

Qual è l’atteggiamento di Annulli Editori nei confronti degli esordienti?

È un atteggiamento di apertura. Se crediamo che un’autrice o un autore abbia qualcosa di importante da dire, e se ci piace il modo in cui lo dice, non esitiamo a portare la sua opera alle stampe. Il catalogo della collana NarrAzioni sta a lì a dimostrarlo: quasi tutti gli autori e le autrici che abbiamo pubblicato in questi ultimi dieci anni (Marco Saverio Loperfido, Raffaele Montesano e Flavia Rampichini, della quale abbiamo appena pubblicato un romanzo giallo, Nulla di vero) erano esordienti o semi-esordienti.

Annulli Editori come decide che un manoscritto è degno di essere pubblicato?

Questa decisione è il frutto di un lavoro di lettura e valutazione dell’opera che prende in considerazione l’uso e la padronanza della lingua da un lato, e la personalità dell’espressione narrativa – dunque artistica – dall’altro. Poi c’è la questione della linea editoriale, che abbiamo descritto sul nostro sito nella pagina dedicata ai manoscritti e a cui l’opera in valutazione deve in qualche modo aderire. Nella collana NarrAzioni, per esempio, non pubblichiamo saghe fantasy o romanzi rosa. Non abbiamo nulla contro quei generi, semplicemente abbiamo scelto di concentrarci – ed è anche una scelta di gusto letterario, ovviamente – su altro. La valutazione dei saggi segue percorsi molto diversi da quelli appena descritti: in generale, il libro deve passare per diverse mani e diversi occhi prima che venga presa una decisione in merito. In questo ci aiutano da sempre alcuni preziosi collaboratori, studiosi e storici, che poi sono anche nostri autori.

I vostri libri possono essere facilmente acquistati sul sito della casa editrice, ma sono altrettanto facilmente reperibili sui principali circuiti librari del web? E in quali librerie?

Per più di un decennio ci siamo affidati alla nostra capacità di distribuzione per arrivare nelle librerie e negli altri punti vendita, e abbiamo costruito nella provincia di Viterbo e territori limitrofi una rete distributiva molto capillare: i cittadini della Tuscia possono trovare i nostri libri quasi dappertutto, dalle librerie alle cartolerie, dalle edicole alle strutture ricettive e turistiche. È una cosa coerente con l’idea di cui parlavo all’inizio, quella di diffondere la cultura: per farlo, per allargare il bacino di coloro che sono potenzialmente interessati al tuo «discorso», devi raggiungerli e farti trovare nei luoghi che questi frequentano abitualmente. Recentemente abbiamo iniziato ad allargare la distribuzione, affidandoci a dei distributori per raggiungere le librerie e i lettori in territori che la nostra distribuzione non riesce a toccare. Attualmente siamo distribuiti nelle seguenti regioni: Toscana, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Umbria, Lazio, Campania, Puglia e Calabria. Stiamo lavorando per allargare il raggio di distribuzione e arrivare su tutto il territorio nazionale. Siamo presenti anche sui più noti circuiti librari del web, sia con il cartaceo che, recentemente, con gli ebook.

Una delle ultime decisioni di Annulli Editori è quella di offrire per 31 giorni alcuni titoli in catalogo, attraverso un contest su FB. Come è nata questa idea?

L’idea nasce dalla constatazione del fatto che in Italia si legge poco. L’iniziativa vuole essere in primo luogo una promozione della lettura e del libro per gli amici facebook di mio padre Giuseppe, anche allo scopo di verificare il comportamento dei lettori di facebook di fronte a una proposta inconsueta. Insomma una specie di test. Naturalmente il secondo obiettivo è quello di far conoscere, ad amici che probabilmente in passato hanno prestato poca attenzione alle nostre pubblicazioni, la nostra produzione libraria. Pensiamo di ripeterla in seguito, magari con modalità diverse. C’è però un altro obiettivo «nascosto»: aprire la possibilità per altri produttori di replicare questa esperienza. L’iniziativa può essere raccolta per qualsiasi tipo di prodotto: un dolce, un sacchetto di patate, un piccolo oggetto di ceramica etc. Speriamo che si diffonda. Avremmo dato un senso a questo «non luogo» che è Facebook.

Ci sono altre iniziative allo studio? Puoi darci qualche anticipazione?

I prossimi anni saremo impegnati a incrementare le nostre pubblicazioni ricercando autori già noti, disposti a studiare con noi e a praticare un altro modo di fare editoria, allo scopo di portare il libro al lettore che oggi ancora non c’è. In Italia si legge troppo poco, ed è un problema che, nel nostro piccolo, vogliamo affrontare. Ogni persona che riusciremo ad avvicinare ai nostri libri e alla lettura sarà un lettore nuovo che avremo aggiunto al nostro lavoro «al servizio della cultura».

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