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Ronciglione tra Prefetti di Vico, Farnese, ferro, acque e antiche cartiere

Ronciglione: grande successo per la passeggiata-racconto tra ferro, acque e antiche cartiere

Ronciglione: grande successo per la passeggiata-racconto tra ferro, acque e antiche cartiere

Ronciglione ha vissuto una mattinata straordinaria all’insegna della storia, dell’archeologia industriale e della bellezza paesaggistica. Domenica 16 agosto, un folto e partecipe gruppo di visitatori ha sfidato il caldo estivo e le salite del borgo per partecipare alla passeggiata-racconto “Ronciglione: Storie di uomini, ferro, acque e cartiere”.

Guidati dalla verve, dalla professionalità e dalla contagiosa simpatia dell’attore e regista Marco Rossi, i partecipanti hanno riscoperto le origini e le storie più autentiche di questo affascinante centro della Tuscia, immortalati scatto dopo scatto dall’affettuoso e attento obiettivo di Vincenza Salomone, che ha documentato ogni singolo momento dell’itinerario.

L’evento rappresenta l’ottavo appuntamento del prestigioso progetto “Borghi, Castelli e Parchi dei Cimini – Viaggio nel territorio attraverso le tradizioni”, promosso dalla Comunità Montana dei Cimini guidata dal Commissario Straordinario Fabio Menicacci, con il finanziamento della Regione Lazio (L.R. 2024 n. 22) e la collaborazione strategica dell’Associazione Culturale “Il Fascino del Passato” di Viterbo.

Un viaggio nel tempo con il Narratore di Comunità Marco Rossi

A condurre il gruppo lungo i vicoli e i luoghi simbolici del borgo è stato Marco Rossi, Narratore di Comunità dell’Università degli Studi della Tuscia e direttore artistico dell’iniziativa, che ha saputo restituire vita alla memoria storica locale con una narrazione profonda ed emozionante.

«Ronciglione è la storia di un borgo nato dall’incontro tra il territorio e il lavoro degli uomini. Dal castrum dei Di Vico agli interventi urbanistici dei Farnese e della Rovere, l’antica rocca è divenuta un borgo operoso, cresciuto tra il Rio Vicano e il Fosso Chianello. Qui le acque hanno mosso ferriere e cartiere, trasformando risorse naturali, fatica e ingegno in un patrimonio artigianale che ancora oggi racconta l’identità di questo borgo.»

Marco Rossi

Dal centro storico alla Rocca dei Prefetti di Vico: il percorso culturale

La passeggiata-racconto si è snodata attraverso le vie più suggestive del centro storico ronciglionese. Tra le tappe principali:

  • La Chiesa di Santa Maria della Provvidenza: antico accesso al borgo e seconda importante tappa dell’itinerario, custode di memoria spirituale e artistica.

  • La Rocca dei Prefetti di Vico: monumentale struttura eccezionalmente aperta al pubblico per questa speciale occasione, permettendo ai visitatori di ammirare da vicino l’architettura difensiva del territorio.

  • I luoghi dell’antica industria: il racconto vivo dei mestieri legati al ferro e alla carta, settori nei quali Ronciglione è stata per secoli protagonista assoluta.

Non tutti sanno, infatti, che dalle ferriere ronciglionesi uscirono assi e traglie fondamentali per l’innalzamento del celebre Obelisco di San Pietro a Roma. Sul fronte tipografico, la forza motrice del Rio Vicano permise la stampa di capolavori della letteratura mondiale come l’Aminta di Torquato Tasso (1580) e la primissima edizione de La Secchia rapita di Alessandro Tassoni (1624).

Il Museo della Tipografia e delle Ferriere: l’avanguardia industriale italiana

Un punto di forza emerso durante la mattinata è l’immenso valore patrimoniale dell’area archeologico-industriale di Ronciglione. Come ricordato di recente anche dal Prof. Luciano Mariti durante la presentazione sul teatro ronciglionese del ‘600, il borgo rappresentava un vero e proprio motore economico e culturale molto prima della Rivoluzione Industriale inglese.

Grazie alla visione lungimirante dell’Amministrazione Comunale e alla generosa donazione del maestro tipografo Alfredo Mancinelli, la sezione dedicata al Museo della Tipografia e della Stampa all’interno del Museo delle Ferriere custodisce oggi storiche macchine da stampa, torchi e caratteri tipografici originali.

Un esempio perfetto di museo diffuso: un luogo dove le radici culturali convivono con la bellezza barocca del centro cittadino, con le opere del Cavalier d’Arpino nella Chiesa di San Costanzo e con l’eredità di grandi musicisti come il Massenzio.

La memoria sommersa: la frana del 1918 e “‘e Case Sbracate”

Tra i momenti più toccanti del racconto storico vi è stata la rievocazione della drammatica notte del 15 ottobre 1918, quando una tragica frana colpì il centro abitato di Ronciglione.

L’evento, rimasto a lungo ai margini della storiografia ufficiale a causa del contemporaneo epilogo della Prima Guerra Mondiale, è rimasto impresso nella memoria popolare locale con il toponimo «‘e Case Sbracate».

Le vicende di questa tragedia sono state raccolte ed esaminate dallo storico Alberto Saiu del Centro Ricerche e Studi di Ronciglione ,  all’interno del volume edito da Davide Ghaleb nella collana “La banda del racconto”, diretta da Antonello Ricci e Marco D’Aureli. Durante il percorso sono stati ricordati curiosi e affascinanti dettagli, come le antiche botti di vino rimaste ancora oggi intatte e sepolte sotto le macerie della frana.

Replica e degustazioni: orari e appuntamento per lunedì 17 agosto

Per chi non ha potuto partecipare all’evento domenicale o desidera rivivere l’atmosfera suggestiva del borgo al calar del sole, la passeggiata-racconto prevede una replica ufficiale:

  • Quando: Lunedì 17 agosto

  • Orario: Dalle 17:30 alle 20:00

  • Luogo di Ritrovo: Piazza Principe di Piemonte (Ronciglione)

  • In programma: Passeggiata guidata e degustazioni finali di prodotti tipici, momento ideale di convivium, confronto e convivialità tra partecipanti ed organizzatori.

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