Il governo ha deciso che i vaccini Astrazeneca e Johnson&Johnson saranno somministrati soltanto alle persone con un’età superiore ai 60 anni. Allora che cosa cambia con il piano vaccinale?
Secondo il Ministro della Salute Roberto Speranza, questa decisione non inciderà sulla campagna vaccinale, anche grazie alle 52 milioni di dosi in arrivo sul territorio nazionale.
Dopo la morte della 18enne di Genova, il Comitato tecnico scientifico ha deciso che è il caso di cancellare gli open day previsti dalle Regioni, ma ciò non toglie che una volta riaperti, questi dovranno rispettare la divisione in fasce di età.
Le dosi in arrivo
Intanto, il commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo ha reso noto che diverse dosi di vaccino stanno già arrivando sul territorio nazionale. Si tratta di 7,2 milioni di dosi di vaccini a mRNA (5,8 di Pfizer e 1,4 di Moderna), più i 45 milioni già previsti per il terzo semestre (31 di Pfizer e 14 di Moderna). Un totale di 52,2 milioni di dosi di vaccino che sicuramente aiuteranno a implementare la campagna vaccinale, dopo questo improvviso cambio di rotta.
Cosa si dice in politica
“Alla luce del numero di persone già vaccinate e di quello che ha ricevuto la prima dose e che, pertanto, necessità delle seconda – ha fatto sapere il generale Francesco Figliuolo – sono stati definiti i fabbisogni necessari per ultimare la campagna entro settembre in 73 milioni di dosi a fronte di un previsionale di afflusso di circa 68. In sostanza, il fabbisogno di vaccini a mRNA risulta superiore al previsionale delle forniture”.
Qualcuno come l’Assessore alla Sanità della regione Lazio Alessio D’Amato mostra le sue perplessità rispetto alla decisione del governo, muovendo anzi un’accusa. “Difendo gli open day, il ministero della salute smetta di fare lo scaricabarile”, ha dichiarato l’Assessore. Ancora una volta, ha difeso la sua posizione, considerando il vaccino anche ai giovanissimi una priorità del paese in vista della riapertura delle scuole in autunno.






