Ci avviciniamo al 160 anniversario del viaggio che aprì al traffico ferroviario la Roma – Velletri, ma ci aspetta un altro triste anniversario
27 GENNAIO 1992 – 27 GENNAIO 2022 TRENT’ANNI DA CASABIANCA
in preparazione un momento di ricordo delle sei vittime e delle tre vittime del crollo di Capannelle avvenuto appena tre giorni prima.
Non si poteva lasciare passare inosservato, il 30 anniversario del tragico incidente del 27 Gennaio 1992, da tutti ricordato come l’incidente di Casabianca.
Per questo la Fondazione Museo Luigi Magni, insieme con l’ Associazione Apassiferrati e il Dopo Lavoro di Velletri ha in animo di organizzare un momento di ricordo delle sei vittime, causate dallo scontro frontale dei due treni, messi uno contro l’altro da un fatale errore umano.
Si tratta di un evento che scosse la città di Velletri, già provata dal crollo della palazzina della scuola dei pompieri dove morirono Nazzareno Picca e i due fratelli Donato e Walter Mariani.
Da Capannelle a Casabianca passarono solo tre giorni quando la comunità cittadina si trovò a piangere Claudio Milletti e Alberto Zaccagnini insieme ai macchinisti Romeo D’Antimi – Gabriele Giammattei – Tommaso Cuzzuoli e un altro passeggero di origine straniera Costantino Radu.
La memoria oggi è un valore importante e deve essere preservata soprattutto perché dagli errori si tragga la forza affinché tutto questo non accada più.
Per questo si vuole ricordare quel giorno attraverso un momento di preghiera e riflessione in fase di organizzazione i cui dettagli saranno comunicati più avanti.
“Che hai fatto? Non doveva partire! L’ altro non è arrivato ancora. Dio mio si scontreranno! Quando ha visto quel treno allontanarsi sul binario della stazione di Ciampino, il mio collega, l’ altro capostazione, è arrivato di corsa dal bar, urlando, e mi ha detto così. Allora ho capito che avevo fatto un errore tremendo. Sudavo freddo dalla tensione. Siamo corsi al telefono. Dovevamo fermare quel maledetto convoglio o l’ altro. Abbiamo chiamato la stazione di Cecchina per bloccarlo, ma era già passato. Poi un casellante, ma non c’ era, il numero suonava a vuoto…Ero terrorizzato. Alla fine ha risposto. Era passato anche lì. Ed è arrivata la notizia dello scontro, i morti, i feriti…Dio mio”. Sono le due di notte di lunedì. Le sirene bluastre delle ambulanze ancora corrono sull’ Appia verso gli ospedali dove sono stati ricoverati gran parte dei centonovantadue feriti e trasportati i sei morti dello scontro frontale sul binario della Roma-Velletri. E i vigili del fuoco, illuminati dalle fotoelettriche, cercano di estrarre il corpo ormai senza vita di un terzo macchinista rimasto incastrato tra le lamiere.






