Home / Cultura & Spettacoli / Interviste esclusive / Cinzia Chiulli e gli Arcani di Faul, tra simbolismo, storia, arte e sonorità

Cinzia Chiulli e gli Arcani di Faul, tra simbolismo, storia, arte e sonorità

Cinzia Chiulli

Una passeggiata storico-musicale nel cuore di Viterbo con Cinzia Chiulli e Velvet Strings Quartet alla scoperta de “Gli Arcani di Faul”, tra simbolismo, storia, arte e sonorità.

 

Stefania Capati: benvenuti a una nuova puntata dello Speciale del TG degli Eventi! Oggi voglio portarvi a fare un’esperienza veramente insolita: una passeggiata storico-musicale al centro di Viterbo. Ma non sarò sola, con me c’è Cinzia Chiulli. Benvenuta Cinzia!

Cinzia Chiulli: grazie Stefania! Oggi parliamo appunto di questa passeggiata-racconto, ma non solo… è anche qualcosa di più.

Stefania Capati: io da te vorrei sapere, Cinzia: come è nata questa idea degli Arcani di Faul?

Cinzia Chiulli: l’idea degli Arcani di Faul è nata ormai molti anni fa. Io sono una storica appassionata di simbolismi e la città di Viterbo si presta molto a una narrazione continua, segreta e stimolante. Sai bene che ogni volta che scopri qualcosa c’è subito un altro tassello: sembra di aver scoperto una cosa e poi in realtà c’è qualcos’altro dietro. Ci sono tanti anelli legati tra loro nella città.

La narrazione e la scoperta della città sono proprio un invito a vedere non solo le architetture, ma quello che c’è dietro alla loro realizzazione, voluta e progettata dagli uomini. Parliamo di sogni, ideali, politica, chiesa e di varie forme di argomenti.

Stefania Capati:  tu sei proprio una specialista nei tarocchi, ma come hai iniziato a legare l’arte dei tarocchi e la loro simbologia con le pietre di Viterbo? Quand’è che hai iniziato?

Cinzia Chiulli: è accaduto quasi casualmente. In un archivio ho letto che la prima città in Italia in cui entrano queste carte — che poi nei secoli verranno chiamate tarocchi — è proprio la città di Viterbo; questo è citato da due cronache dell’epoca. La cosa mi ha molto incuriosito.

Conoscendo già le simbologie dei tarocchi, che nel mondo sono universali, è stato quasi un gioco. Mi sono detta: “ma guarda, questo potrebbe essere l’Imperatore, poi abbiamo il Papa, poi l’Alchimista” cioè il Mago, colui che dà inizio all’azione e rappresenta la carta del libero arbitrio. È stato un processo mentale, finché ho scoperto che gli abbinamenti con la città c’erano veramente tutti!

Li ho disegnati e poi realizzati sul peperino. Ho tolto gli 11 cromatismi tradizionali e ho usato solo i quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco. La ceramica è l’unica forma d’arte definita “nobile” perché ha bisogno di tutti e quattro gli elementi naturali per nascere. Ho sciolto gli ossidi con l’acqua del Bullicame, inserendo così le reali energie della città e della Tuscia.

Poi è successa una cosa incredibile: i tarocchi sono andati veramente oltre me. Li avevo studiati in passato, poi me ne ero allontanata per circa vent’anni. Sono rientrati nella mia vita in un momento preciso, legato anche alla sfera psicologica. I tarocchi vengono usati tuttora nella psicanalisi junghiana e ci invitano ad affrontare il percorso della vita, a scoprire che nei momenti difficili, quando sembra che la vita si stia accanendo con noi, in realtà c’è una grande opportunità per scoprire quanto siamo forti e trasformare la difficoltà in risorsa. Da quel momento è stato un patto precipitoso: li ho realizzati in pochissimo tempo, spinta dal desiderio di dar vita a qualcosa che mi faceva star bene.

Stefania Capati: è una cosa veramente coinvolgente, anche per chi non ne sa nulla a livello inconscio.

Cinzia Chiulli: questa è la potenza dei tarocchi! Chi li studia sa che ogni Arcano ha un simbolismo assoluto, ma ognuno di noi di fronte a una carta (che è un archetipo) prova una sensazione diversa: lì c’è il tuo problema o la tua risoluzione. La carta è uno strumento di incontro con noi stessi.

Stefania Capati:  mi stai aprendo un mondo! Quindi tutta la tua conoscenza culminerà con questa passeggiata, che sarà un viaggio nella storia e nel mito, ma accompagnata anche dalla musica, giusto? C’è un quartetto che ti accompagna il Velvet Strings Quartet.

Cinzia Chiulli: sì, c’è questo numero 4 di cui racconterò la simbologia durante il percorso. I tarocchi vengono chiamati “il libro muto” perché dobbiamo imparare a dialogare attraverso le sensazioni, e la musica ne è un esempio perfetto: è la prima forma d’arte divina, capace di muovere emozioni cosmiche.

Passeggiare dà l’opportunità di svelare gli Arcani attraverso le storie incredibili dei personaggi, soprattutto quelli femminili, che hanno fatto la storia della città. Attraverso queste vibrazioni emozionali diventa un percorso diverso. Spesso nel centro storico vedo persone che attraversano la città con i telefonini davanti agli occhi, che creano un blocco: non stanno vivendo né osservando la città.

La città va vista esattamente come si guarda una carta: i particolari vengono inseriti quasi segretamente perché ti insegnano a saper guardare. La verità te la devi andare a cercare! Non a caso nel Rinascimento i tarocchi venivano usati dai precettori delle famiglie nobili come stimolo alla conoscenza e all’intelletto. E considera, Stefania, che persino i rebus nascono dai tarocchi: attraverso un’immagine o due lettere devi formulare un pensiero.

Stefania Capati: su questa bellissima immagine dobbiamo chiudere. Grazie Cinzia perché ci hai dato delle informazioni straordinarie! Vorrei ricordare ai nostri ascoltatori l’appuntamento: giovedì 6 agosto alle 21:30. Cinzia ci conferma che l’evento è gratuito, ma necessita di prenotazione. Dove va fatta la prenotazione?

Cinzia Chiulli: tutte le informazioni sono riportate sulla locandina. Ti dico la verità, io non sono molto social o tecnologica, ma so che le informazioni sono presenti sulle reti social. So che sono già arrivate molte prenotazioni, e la cosa molto carina è che molti chiedevano come pagare, pur sapendo poi che l’evento è gratuito. Sapere che la gente partecipa volentieri a prescindere dal costo è bellissimo: dimostra che le persone hanno bisogno di conoscere la città attraverso strumenti diversi, più emozionali e meno formali, che escono dai circuiti classici.

Stefania Capati: esatto! Sarà proprio il tuo racconto a rendere magico il tutto. Cinzia, ti ringrazio veramente tanto per averci svelato questo mondo e rinnovo l’appuntamento a tutti per giovedì 6 agosto alle 21:30 a Piazza del Duomo. Grazie Cinzia, ci vediamo giovedì sera!

Cinzia Chiulli: grazie a te Stefania! Buona giornata e buongiorno a tutti.

Tag: