Claudio de Stefano, Professore Ordinario di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni presso l’Università di Cassino, ci spiega come l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata nella diagnosi precoce di alcune malattie, quali il Parkinson.
Ascolta l’intervista integrale:
Ecco un estratto dell’intervista.
Claudio de Stefano: Con il mio gruppo di ricerca ci occupiamo di tematiche legate all’intelligenza artificiale, che sono oggi molto di moda. Tra le varie linee di ricerca, ultimamente stiamo lavorando molto sulla parte relativa alle neuroscienze e, in particolare, ci stiamo occupando delle tecniche basate sull’intelligenza artificiale per l’individuazione precoce di disturbi neurodegenerativi, come il Parkinson, l’Alzheimer o le forme di demenza, malattie che sono ormai purtroppo largamente diffuse e per le quali non ci sono cure. Quindi, l’unica strategia possibile è quella della diagnosi preventiva, poiché una diagnosi precoce aiuta a iniziare presto con le terapie che la rallentano.
Il processo neurodegenerativo, purtroppo, è irreversibile, e noi abbiamo affrontato questo problema. Con il nostro gruppo ci siamo occupati di analisi della scrittura, quindi analisi automatica del testo, ma anche analisi dei processi di generazione della scrittura, perché la scrittura è un processo complesso che coinvolge diverse strutture del cervello. Abbiamo scoperto che i sintomi di queste malattie, anche a livello molto iniziale, provocano alterazioni nel meccanismo della scrittura. Il nostro obiettivo è utilizzare strumenti semplici, come un tablet, per far fare dei test di scrittura alle persone, estrarre caratteristiche dalla scrittura e soprattutto dalla dinamica del movimento per poter analizzare i dati raccolti con tecniche di intelligenza artificiale e di apprendimento. A questo progetto abbiamo lavorato con l’Università di Salerno e l’Università di Bari e abbiamo messo a punto un primo protocollo di analisi della scrittura, basato su un certo numero di compiti, sia di capacità motoria, sia legati ad aspetti di logica. Questo protocollo ha già portato alla raccolta di un certo numero di dati. Abbiamo raccolto circa duecento campioni di scrittura fatti in collaborazione anche con i centri clinici. Questo è un aspetto molto importante perché la nostra è una tecnica di supporto alla diagnosi, ma la diagnosi vera e propria la fanno sempre i clinici.
Stefania Capati: Il ventiquattro novembre sarai al convegno promosso da Sonia Marino per l’associazione donna immagine città. Avrai un tuo importante intervento. Di che cosa parlerai?
Claudio de Stefano: Cercherò di far capire come questo tipo di disturbo renda difficile l’inclusione delle persone e renda difficile anche portare avanti le attività della vita quotidiana. Quindi, il supporto nella diagnosi preventiva aiuta fortemente a migliorare la vita di queste persone. E questo è un po’ il senso dell’intervento che vorrei fare il giorno ventiquattro.






